Percorsi in preparazione alle feste interparrocchiali giovanissimi e giovani

La festa di fine anno associativo è sempre un momento molto particolare, in cui fare sintesi del cammino fatto e tuffarsi verso la tanto attesa estate associativa. Alla fine dell’anno così complesso che stiamo vivendo, crediamo che tutto ciò abbia ancor più valore, perché, come ha sottolineato il Papa, “peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla”. E allora fare sintesi, provare a rileggere questo tempo per guardare alle prove e raccogliere le sfide a cui ci ha sottoposto e che continua a lanciarci, è tanto più importante per evitare di chiuderci in noi stessi ed aprirci alla novità del futuro.

Questa proposta diocesana per le feste di fine anno dei giovanissimi e dei giovani rappresenta in qualche modo anche il preludio ad un viaggio che proveremo a compiere questa estate con i nostri gruppi parrocchiali. Per cui la proposta per i campi, che pubblicheremo a fine maggio, porta avanti un cammino che inizia proprio con questa festa, che, quindi, più che segnare la fine dell’anno associativo, aprirà il cammino estivo. La data diocesana per la festa giovani è Sabato 29 Maggio, mentre per la festa giovanissimi è Sabato 5 Giugno. Tuttavia, come sempre in questo tempo, è possibile organizzarla per un’altra giornata qualora vi siano degli impedimenti. Le modalità possibili oramai le conosciamo tutti: se le condizioni lo permettono, è preferibile vivere questo momento “in presenza”, a livello parrocchiale o cittadino. Per favorire il livello cittadino si potrebbero prediligere spazi all’aperto. Ad ogni modo, crediamo fermamente che sarà una bella occasione per continuare a camminare insieme.

OLIMPISSIME – Provare per crescere

Su dai non vedi che mi sto perdendo, non è normale pure alla mia età…”, canta un noto cantautore italiano, ascoltato da molti dei nostri cari giovanissimi. Sarà forse vero? Spesso in questo tempo così incerto li abbiamo visti persi, un po’ lontani e come educatori abbiamo cercato tante strade per continuare ad essere per loro fiamma di speranza. Questo tempo sta mettendo noi giovani davanti a dure prove: la solitudine, la consapevolezza dei nostri limiti, di case che ci vanno un po’ “strette”… È per questo che proponiamo come tematica della festa finale pensata per il 5 giugno a livello parrocchiale o cittadino il tema della PROVA, sulla scia anche delle prossime Olimpiadi alle quali manca davvero poco!Provare può significare sottoporre un oggetto, un materiale o anche una persona a prove per verificarne e sperimentarne le qualità, oppure indossare un abito nuovo per vedere se è della misura giusta per noi, ma anche tentare, osare, mettersi in gioco! Lo scopo di questa festa e degli incontri di preparazione sarà aiutarli ad avere maggiore consapevolezza che le prove esistono e ci aiutano a migliorare e che Dio è sempre a fianco a loro!

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TAKE ME HOME – Un desiderio che si risveglia, un viaggio che si prepara!

Chi di noi non sta stilando in cuor suo una classifica delle cose che vorrebbe fare “appena si potrà”? E chi di noi non ha messo un viaggio quantomeno nei primi tre posti di questa sospirata classifica? Sarà questo desiderio di viaggiare a farci compagnia nella nostra estate giovani associativa: lasceremo emergere quei sentimenti che si risvegliano in noi ogni volta che iniziamo a muovere i passi, anche solo con la fantasia, verso la prossima meta. E abbiamo scelto un compagno di viaggio davvero speciale: il poeta Dante Alighieri, del quale quest’anno ricorre il 700° anniversario della morte. Quello che intendiamo percorrere infatti non è un viaggio “per dimenticare”, solo per lasciarci alle spalle le angosce e le incomprensioni di questo tempo. Siamo di fronte ad un itinerario per raccogliere ciò che abbiamo imparato, ascoltato, visto, e tornare a casa arricchiti. Perché ogni viaggio si conclude là, tra le mura di casa nostra: quando raccontiamo le bellezze che abbiamo raccolto, le luci che abbiamo intravisto, rendiamo più ricca la vita nostra ed anche quella di chi ci sta intorno. Questo è anche lo scopo di Dante: alla fine del suo cammino dovrà raccontare quello che ha visto per aiutare l’umanità a comprendersi meglio. Se questo tempo ci ha fatti sentire disorientati, come “pesci fuor d’acqua”, è tempo di tornare a casa, ma con una consapevolezza e uno slancio rinnovati. E allora, “Dante Alighieri, take me home!”.

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