Consiglio diocesano 20-23
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Il senso del Giorno della Memoria

Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano aperti i cancelli di Auschwitz. Le immagini che apparvero agli occhi dei soldati sovietici che liberarono il campo, sono impresse nella nostra memoria collettiva. Ad Auschwitz, come negli innumerevoli altri campi di concentramento e di sterminio creati dalla Germania nazista, erano stati commessi crimini di incredibile efferatezza. Tali crimini non furono commessi solo contro il popolo ebraico e gli altri popoli e categorie oppressi, ma contro tutta l’umanità, segnando una sorta di punto di non ritorno nella Storia.
(Renzo Gattegna, Presidente UCEI, all’interno i materiali per celebrare la Giornata della Memoria)

Sulle ali della Memoria

Si celebrerà anche il 27 gennaio prossimo la giornata della memoria della Shoah. L’appuntamento si ripete dunque, ritorna, così com’è necessario che la memoria torni di nuovo, di nuovo si rifaccia, ci riporti al luogo e al tempo del male, per eliminarlo dal futuro.
Il rischio di cadere in retoriche e ripetitive espressioni e commemorazioni è altissimo. Nel proporvi un’attenzione da avere per ricordare questa tragedia, abbiamo cercato, perciò di essere originali, non per cercare il nuovo dove il nuovo non c’è, ma per andare all’origine, al profondo.