Estate 2020: materiali giovanissimi e giovani per attività parrocchiali

Cari educatori,

siamo in una fase in cui ci è impossibile vivere un campo unitario, tutti insieme, ma come settore giovani non vogliamo lasciarvi soli neanche un attimo.

Qui di seguito c’è una proposta di campo giovanissimi e una di campo giovani che potreste vivere durante questa estate con i vostri gruppi, nelle vostre parrocchie, con le dovute precauzioni e attenzioni a cui siamo chiamati. Ogni traccia proposta è preceduta anche da alcuni consigli utili agli educatori per l’organizzazione. Qualora non ci siano le condizioni per vedersi fisicamente, in ogni campo c’è anche un’attenzione alla versione 2.0.

Il campo giovanissimi è una mediazione della proposta del Settore giovani dell’Azione Cattolica Italiana. “Conta le stelle!” è il titolo ed è incentrato sul tema del dono. Cos’è un dono?

“Se ci rendiamo conto che quello che siamo è dono Suo, dono gratuito e immeritato, allora anche noi vorremo fare della stessa vita un dono. E amando umilmente, servendo gratuitamente e con gioia, offriremo al mondo la vera immagine di Dio (Papa Francesco)”.

In questo periodo abbiamo fatto esperienza di tanti doni che davamo quasi per scontati nelle nostre vite. Abbiamo avuto il tempo di soffermarci sulla bellezza di quello che abbiamo, proprio quando tutto ci sembrava buio e triste, siamo ripartiti dalle piccole cose, quelle che ci hanno dato la spinta per andare avanti, per cercare e trovare la luce di Dio in questa lunga notte.  Anche Abramo in una fase della sua vita, si trovò ad attraversare un momento pesantemente amaro. Nel profondo buio della sfiducia, Abramo ha bisogno di una luce. Proprio mentre la fede sembra perdere il suo splendore, e sprofondare nella totale oscurità, è necessaria una bussola di stelle.

E il dono di Dio non tarda a venire: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle; tale sarà la tua discendenza”.

“Cittadini di Galilea” è il titolo del campo giovani. “La Galilea era la regione più lontana da dove si trovavano, da Gerusalemme. E non solo geograficamente: la Galilea era il luogo più distante dalla sacralità della Città santa. Era una zona popolata da genti diverse che praticavano vari culti: era la «Galilea delle genti» (Mt 4,15). Gesù invia lì, chiede di ripartire da lì. Che cosa ci dice questo? Che l’annuncio di speranza non va confinato nei nostri recinti sacri, ma va portato a tutti. Perché tutti hanno bisogno di essere rincuorati e, se non lo facciamo noi, che abbiamo toccato con mano «il Verbo della vita» (1Gv 1,1), chi lo farà? Che bello essere cristiani che consolano, che portano i pesi degli altri, che incoraggiano: annunciatori di vita in tempo di morte! In ogni Galilea, in ogni regione di quell’umanità a cui apparteniamo e che ci appartiene, perché tutti siamo fratelli e sorelle, portiamo il canto della vita! (Papa Francesco, Omelia della Veglia Pasquale 2020)”

Essere cittadini di Galilea significa abitare la nostra quotidianità come figli di Dio amati e inviati. Non inviati chi sa dove, inviati lì dove siamo già, come annunciatori della gioia e sentinelle di speranza, con uno sguardo rinnovato, attento ai particolari e che sa porsi all’altezza dell’altro. Essere cittadini di Galilea significa anche vivere la sequela, perché quel Gesù che ci invia, ci precede anche (cfr. Mc 16,7): ci ha amato per primo a Gennèsaret, ci precede a Nazaret nelle pieghe del quotidiano, ci precede sul Monte delle Beatitudini per formarci a sua immagine, ci precede a Cafarnao tra i più bisognosi, ci precede sul Monte Tabor nella preghiera e nell’eucaristia, ci precede nei momenti di crisi e ci precede dopo la Pasqua, nella Galilea degli occhi altrui.

E allora cosa aspettate? Buona avventura ragazzi!

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Coordinate-per-il-viaggio-Cittadini-di-Galilea.pdf (89 download)

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