Un tesoro “social”

Il racconto della Caccia al tesoro 2.0 del Gruppo ACR 12-14 della Parrocchia San Michele Arcangelo – Rovigliano

“Grazie per avere regalato gioia ai nostri figli, in un periodo cosi grigio” è questo il commento di una delle nostre mamme dopo aver concluso l’esperienza della caccia a tesoro diocesana. Un piccolo pensiero che racchiude a pieno questo pomeriggio, dove non solo si è stati insieme, impegnati, ma abbiamo dimenticato per quell’ora la triste situazione che viviamo. E’ proprio questa l’essenza dell’AC: non sentirsi soli, sapere che c’è qualcuno pronto a sostenerci.

La caccia a tesoro, nella sua semplicità, ha costituito una bella esperienza per noi ragazzi: abbiamo fatto gruppo, unito le menti e dato vita ad una bella collaborazione, scandita dall’adrenalina di chi è intento a perseguire un obiettivo. Un’idea semplice, ben organizzata, in grado di seminare tanta gioia: un successo targato AC. Complimenti all’organizzazione, a tutti coloro che si sono impegnati nella realizzazione del progetto, hanno dimostrato con il loro impegno che basta poco per fare grandi opere, perché mai come in questo periodo, un sorriso vale oro.

Il nostro gruppo di ragazzi è entrato in contatto tramite Skype: è stato un momento di grandi emozioni, ritrovarci tutti su una piattaforma online, senza poterci toccare, ha avuto un grande impatto su tutti. La prima cosa che ognuno ha espresso è stata la gioia di rivederci, tutti assieme, distanti ma uniti. E’ stato molto divertente e buffo, rapportarci tramite uno schermo, tutti in ansia per il via della caccia a tesoro, iniziata alle 16.00 attraverso una conversazione WhatsApp con i consiglieri diocesani molto disponibili e cordiali, tutti rapidi nel fornici indovinelli e materiali. Si è creata una sinergia nel gruppo molto forte. Tramite la condivisione dello schermo, tutti, in contemporanea, abbiamo analizzato il materiale che ci veniva fornito. Divertenti e avvincenti i quesiti che ci venivano posti, ben articolati e basati molto sulla logica e l’intuizione. Diciamo la verità, siamo un gruppo molto competitivo, amiamo vincere e un velo di delusione ha colpito tutti quando abbiamo ricevuto il messaggio “mi dispiace, tempo esaurito” ma subito la soddisfazione ha preso il sopravvento: siamo stati in grado di ragionare assieme, di fare gruppo anche a distanza. Grazie Azione Cattolica, grazie perché non ci abbandoni mai. Ad maiora semper.

Il racconto del Gruppo ACR 12-14 della Parrocchia di San Marina – Avella

In questo periodo abbiamo sperimentato una nuova modalità di fare incontri. Di solito durante i nostri incontri di formazione i nostri educatori ci invitavano a posare i cellulari, oggi invece ci “obbligano” ad utilizzarli per continuare il nostro percorso formativo e per non sentirci soli.

Già prima dell’iniziativa proposta dalla diocesi, i nostri educatori ci hanno coinvolto in attività 2.0.

Abbiamo avuto l’opportunità di riflettere su un passo del Vangelo (Mt 17-1,9) che ci ha permesso di svolgere un lavoro introspettivo analizzando noi stessi e la nostra capacità di rapportarci all’altro. Considerato il periodo che stiamo vivendo, i nostri educatori hanno abbracciato l’idea di condividere l’attività social #DISTANTIMAVICINI coinvolgendoci in prima persona nella pubblicazione di foto contenente l’hashtag. Inoltre ci hanno invitato a condividere la canzone che ascoltiamo maggiormente in questo periodo spiegando il perché ci aiuta a distrarci in questo momento.

All’inizio settimana scorsa sul nostro gruppo WhatsApp i nostri educatori hanno inoltrato il messaggio della diocesi contenente tutte le informazioni per partecipare ad una caccia al tesoro 2.0. Abbiamo accolto l’iniziativa con entusiasmo e da subito abbiamo chiesto più informazioni circa l’attività poiché vedeva un coinvolgimento da parte di tutte le parrocchie della diocesi.

In un periodo di distanza fisica ci è sembrato stimolante poter rimanere in contatto attraverso un social. Ogni giorno chiedevamo ai nostri educatori se avessero ricevuto nuove informazioni e tra di noi facevamo ipotesi sul tema della caccia al tesoro. Finalmente il venerdì sera ci è stato svelato un’informazione in più: il sabato alle 15.45 saremo dovuti essere tutti online. Già dalla mattina del sabato la nostra chat di gruppo WhatsApp era “di fuoco”. Messaggi di incoraggiamento e messaggi stimolanti per invogliare anche i compagni meno attivi e trasmettergli il nostro entusiasmo.

È giunta l’ora x. Alle 15.45 eravamo tutti online aspettando il primo indizio. Finalmente la caccia al tesoro ha inizio. I rebus sono stati risolti grazie all’impegno di tutti noi. Abbiamo dimostrato collaborazione, lavoro di squadra e impegno per giungere insieme alla vittoria, che purtroppo non è arrivata.

Nonostante la nostra sconfitta, è stato bello partecipare a questa iniziativa. Un modo per sentirsi vicini anche a distanza e una bella idea da poter condividere anche con altri nostri amici.

Grazie a questa caccia al tesoro abbiamo capito che ora stare a casa non è poi così tanto male.

Fate come noi, restate a casa. Potete così riscoprire la bellezza delle piccole cose: la mancanza dell’incontro del sabato, il messaggio dell’amico più timido del gruppo, la nostalgia dei nostri educatori.

Abbiamo riscoperto anche il piacere di preparare una torta con la mamma e non stare sempre incollati al pc o alla playstation. Grazie a questa attività, restare a casa ci piace.

Trovate anche voi delle iniziative per restarci così andrà di sicuro tutto bene e tutti insieme ce la faremo. Attendiamo con ansia la prossima attività.

Il racconto di Gennaro Cucca e Chiara Sasso, della parrocchia Santa Croce in San Nicola.

In un periodo storico in cui fare attività insieme sembra quasi un miraggio la Diocesi di Nola ha deciso di portare un po’ di buon umore a tutti i giovani dell’ AC, organizzando una “Caccia al Tesoro Social”. Questo evento è stato per tutti noi una boccata d’aria frizzante e soprattutto ci ha ricordato che possiamo ritrovarci e divertirci anche se distanti.

Ci siamo, quindi,  ritrovati nel villaggio di Acland, dove in inverno le persone vanno in letargo e in primavera si risvegliano. Quest’anno però  il ciclo delle stagioni, regolato da un vecchio saggio, si è interrotto per un errore di calcolo e spetterà a noi discepoli ristabilirlo e far tornare la primavera. La caccia al tesoro si basa proprio su questo: ritrovare i pezzi perduti della macchina che regola il ciclo delle stagioni e risvegliare gli abitanti.

Per far sì che i meccanismi della macchina ripartissero, è  stato necessario affrontare diverse prove per recuperare oggetti e una formula magica.

Nella prima prova, il giovanissimo Acyoung, discepolo di soli 207 anni del vecchio saggio, ci informa che per far ripartire la macchina ci occorre la luce irradiata da delle pietre preziose. Per scoprire quali sono queste pietre preziose ci cimentiamo in dei rebus, cercando le soluzioni giuste nel minor tempo possibile. Ci viene data come premio una lettera, la prima della formula magica (formata da tutte le lettere, che ci verranno date nel corso della nostra caccia).

Dopo aver svelato quali fossero le sei pietre preziose, bisognava recuperarle. Il cartografo Acgis ci consegna, quindi, una mappa e degli indovinelli, le quali soluzioni ci indicheranno dove, nell’Acland sono disseminate le  pietre. Purtroppo, nessuno di questi posti è Marigliano, né tantomeno la frazione di San Nicola, ma non ci scoraggiamo e troviamo di nuovo le soluzioni giuste.

Scopriamo, però, che le pietre recuperate purtroppo non funzionano. Infatti, l’antiquario Acpast ci rivela che sono dei falsi e che quelle originali sono state rubate dal cattivissimo Baden Power (ogni riferimento a fatti o persone reali  è più o meno casuale) e che per riaverle, occorreva andare nella sua dimora ai piedi del Monte Action e risolvere i suoi enigmi. Vittoriosi, recuperiamo le pietre originali e proseguiamo il nostro cammino.

Per ricevere l’ultima lettera che componeva la formula magica ed utilizzare le pietre, abbiamo poi risolto una semplice equazione matematica (anche se aver visto dei numeri ci ha causato un breve attacco di panico, tranne che a Emanuela, la nostra matematica di fiducia), la cui soluzione stabiliva la distanza con cui disporre le pietre. Posizionate le gemme, e ricevuta la lettera, la formula magica si è subito palesata ai nostri occhi: HOPE, Speranza. Eravamo riusciti a riportare la Primavera!

Nonostante ci abbiano battuto sul tempo (per uno scarto di pochi millesimi di secondo, ne siamo sicuri), questa Caccia al Tesoro ci ha ricordato, ancora una volta, il piacere di collaborare, di interfacciarci e di risolvere “problemi” INSIEME. Non c’è nulla di più importante della coesione di gruppo  e del sentirsi parte di una grande famiglia. Dobbiamo sempre ricordarci che per quanto i tempi siano difficili, non dobbiamo mai perdere la speranza e la fiducia nell’altro.

Il racconto di Aniello Nunziata, della parrocchia SS. Margherita e Potito, Lauro

Era sabato 21 Marzo 2020 nel pieno di una pandemia globale che costringeva tutti a rimanere nelle proprie case. Nello stesso pomeriggio si svolgeva una caccia al tesoro virtuale organizzata dalla diocesi di Nola per creare un punto d’incontro tra i gruppi di giovani e giovanissimi dell’Azione Cattolica. Come nella realtà anche nel mondo immaginario che faceva da sfondo alla nostra gara, il villaggio di Acland stava attraversando un periodo preoccupante: nessuno poteva svegliarsi perché la primavera non riusciva ad arrivare. A decidere il corso delle stagioni in quel mondo era il signore dei quattro cicli, il quale essendo ormai troppo vecchio non era riuscito a programmare correttamente l’arrivo della primavera; trovandosi in estrema difficoltà chiese aiuto ai suoi discepoli. In gioco oltre la primavera c’era molto di più perché colui che fosse riuscito a rimediare al disastro avrebbe preso il posto del Vecchio saggio. Una volta illustrata la situazione di partenza si diede inizio alla gara; la caccia al tesoro si divideva in 5 step, ognuno dei quali prevedeva degli indovinelli e dei rebus, la cui corretta soluzione permetteva di ottenere 4 lettere che sarebbero poi servite nello step finale per ottenere la formula magica che avrebbe sbloccato la primavera. Ogni gruppo parrocchiale in gara aveva poco tempo a disposizione per superare i vari step. Il gruppo di Lauro capitanato da Marco adottò una strategia esemplare. Per portare al termine gli obbiettivi seguendo la caccia tramite Whatsapp, tutto il gruppo era in collegamento su Meet tramite il quale si discuteva insieme, virtualmente, della migliore soluzione da applicare. Tra discussioni e confronti cercando di collaborare nonostante le distanze (fisiche) il gruppo è riuscito a completare correttamente tutti gli step. Per questioni tempistiche i vincitori della gare sono stati i Giovanissimi AC “Monsurrò – Gentile” Parrocchia Sant’ Alfonso Maria de’ Liguori di Torre Annunziata e i Giovani di AC della Comunità interparrocchiale di Brusciano, ma il gruppo di Lauro dimostrando la propria sportività ha accettato la sconfitta dando merito ai vincitori. A conclusione della gara sembrò corretto chiedere il punto di vista di uno dei partecipanti. Alla domanda come ti è sembrata questa caccia al tesoro parla il giovanissimo Nello:

Questa caccia al tesoro per me è stata semplicemente strabiliante, organizzare un evento virtuale perché impediti dal “mostro” (Covid-19) e trovare la partecipazione di tanti gruppi della diocesi di Nola è stato emozionante, proprio come se avessimo partecipato realmente in una location dei paesi diocesani. Essendo in un momento critico questa sana competizione ha rafforzato positivamente il mio spirito, perché anche se davanti ad un computer mi sono confrontato e sono stato supportato dai miei amici e dai miei educatori Marco e Carmine  “ Non sono solo e insieme ce la faremo. Grazie”

Sulla base di questa testimonianza diretta possiamo affermare che nonostante qualsiasi privazione materiale si può sempre trovare un modo per mantenere vivi i nostri legami.

 

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