Non ci resta che (continuare a) vivere… Il racconto del campo giovani 2019

Non ci resta che… Vivere! Con questo tema si è aperto il Campo-Vacanza dei giovani di AC della nostra Diocesi, tenutosi dal 2 al 4 Agosto presso “Colonia San Giuseppe” a Salerno. In questa esperienza siamo stati introdotti dall’equipe diocesana e dal nostro assistente don Vito alla scoperta della Christus Vivit, l’esortazione apostolica di Papa Francesco ai giovani.

Ogni giorno è stato caratterizzato da un diverso interrogativo.

Il campo è iniziato Venerdì 2 Agosto con l’interrogativo “Per chi, perché vivi?”.
Dopo una mezza giornata di mare e piscina ci siamo ritrovati tutti insieme in sala assemblea dove don Vito ci ha introdotti nel tema e nella Christus Vivit. Dopo l’assemblea e la canzone “La vita è un dono” di Renato Zero, ci siamo divisi in gruppi, in cui attraverso l’utilizzo di uno specchio l’equipe ci ha presentato degli interrogativi, delle riflessioni su noi stessi, sulla nostra vita e sull’importanza che assumono gli altri nella nostra vita. Inoltre questo primo giorno è stato caratterizzato dalla presenza di due figure bibliche, Rut e Orpa e ognuno di noi ha potuto riflettere su chi delle due rispecchiasse di più la propria storia. La giornata è proseguita con l’animazione, giochi minuziosamente studiati dall’equipe, come la ricerca di oggetti e “L’intesa vincente” del gioco Reazione a Catena; dopo l’animazione abbiamo concluso la giornata con la “Veglia sotto le stelle”, al termine della quale ognuno di noi ha acceso un cero che è andato a costituire il disegno della costellazione del cigno.

Il secondo giorno, Sabato 3 Agosto, caratterizzato dall’interrogativo “Con chi vivi e in chi vivi?”, è iniziato con le Lodi, seguite dall’assemblea a cui ha preso parte anche il nostro vescovo Francesco, che ha introdotto tutti noi verso il momento più forte di questa esperienza: “Il deserto”. Ognuno di noi, attraverso il deserto ha potuto riflettere sulla propria vita, sulla propria vita di fede, sul proprio percorso spirituale, sulle figure più importanti della propria vita e soprattutto sulla propria idea di felicità. Le riflessioni vissute nel deserto sono state il tema del laboratorio che ha invece occupato il resto della mattinata, in cui abbiamo anche riflettuto su un testo di don Tonino Bello. Il pomeriggio del Sabato è stato invece vissuto liberamente per poter andare in piscina o a mare. Dopo i Vespri al Tramonto e la cena ci siamo ritrovati insieme per l’ultima serata di animazione, occupata dalla sfida di “Ciao Darwin”, che ha visto scontrarsi giovani contro vecchi; con questa sfida ognuno ha potuto dimostrare le proprie abilità canore, riflessive, di “coraggio”, i propri talenti. La sfida si è conclusa con la “vittoria formale” dei giovani, ma con la vera vittoria di tutti che, con un enorme sorriso stampato sul volto abbiamo concluso una serata così divertente da superare forse anche quelli che erano stati gli obiettivi che si era posta l’equipe.

Il terzo giorno, Domenica 4 Agosto, caratterizzato dall’interrogativo “A che ora e dove vivi?” è iniziato invece con la Celebrazione Eucaristica presieduta da don Vito ed è proseguita con l’assemblea in cui abbiamo continuato a scoprire la Christus Vivit. Con il laboratorio conclusivo invece abbiamo scoperto la figura biblica di Gedeone e abbiamo riflettuto sugli interrogativi “Dove e a che ora viviamo?” e “Dove e a che ora vorremmo vivere?”, in cui l’equipe ci ha anche presentato una scena del film “L’attimo fuggente” invitandoci poi a salire sulle sedie per poter “Guardare il mondo da una nuova prospettiva”. 

Il campo si è concluso nel pomeriggio con un’ultima assemblea a cui ha preso parte anche il nostro presidente diocesano Marco Iasevoli; In questa assemblea i nostri vice e il presidente hanno tratto le conclusioni di questo campo, ci hanno fatto riflettere su come “Cristo vive e ci vuole vivi” e su come bisogna “Dare vita ai giorni e non giorni alla vita”, perché la vita va vissuta in ogni attimo non va progettata solamente dimenticandoci cosa significhi vivere in questo istante, perché “La vita ci sembrerà domani… e invece è tutta adesso”. A conclusione dell’assemblea, augurandoci tutto ciò che di meglio potessimo avere nel nostro percorso di vita, i vice hanno riassunto tutta questa esperienza in un meraviglioso gesto, donare ad ognuno di noi la “Christus Vivit“.

Ma il campo non è stato solo questo! Il campo è stato iniziare ogni giorno con il sorriso, iniziare ogni giorno con i balli di inizio giornata per “risvegliarci”, iniziare con l’ormai consueta “Una vita in AC” e con “Volevi solo il campo”, è stato iniziare la giornata con “L’edicola Franco” e con la “Rubrica Spotted”, i momenti più divertenti di questo campo (insieme all’animazione, preparata nei minimi dettagli da un’equipe straordinaria), è stato cantare e suonare tutti insieme giornate intere, è stato finire le giornate con i meravigliosi giochi dell’equipe, è stato commuoversi nel salutare tutti prima di ripartire, è stato tornare a casa e svegliarsi nei giorni successivi con un senso di malinconia nel non essersi svegliati insieme a tutti gli altri, è stato tornare a casa con una voglia matta di aspettare il prossimo campo, di aspettare il prossimo anno per rivivere un’altra grande esperienza insieme alla meravigliosa famiglia diocesana di AC!

Romano Biondi

parrocchia S. Leonardo di Noblac

Un commento su “Non ci resta che (continuare a) vivere… Il racconto del campo giovani 2019”

  1. Romano è un eccellente ragazzo, coglie sempre l’essenziale tralasciando il superfluo e, a quanto vedo, tutto è stato importante! Complimenti 👏👏👏

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