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	<title>settore giovani &#8211; Azione Cattolica Nola</title>
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	<description>Il sito dell&#039;Azione Cattolica della Diocesi di Nola</description>
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	<title>settore giovani &#8211; Azione Cattolica Nola</title>
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		<title>One dream &#8211; Festa giovani e giovanissimi 2026</title>
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				<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Formisano]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>C’è un momento dell’anno in cui è bello fermarsi, guardarsi indietro al cammino vissuto e riconoscere i passi fatti, ma anche trovare l’occasione per ripartire con nuovo slancio. Per i giovanissimi e i giovani della nostra diocesi, questo momento ha il sapore della festa! “ONE DREAM – I sogni degli uomini non finiranno mai” è ... <a title="One dream &#8211; Festa giovani e giovanissimi 2026" class="read-more" href="https://www.azionecattolicanola.it/2026/04/one-dream-festa-giovani-e-giovanissimi-2026/">Continua a Leggere</a></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un momento dell’anno in cui è bello fermarsi, guardarsi indietro al cammino vissuto e riconoscere i passi fatti, ma anche trovare l’occasione per ripartire con nuovo slancio. Per i giovanissimi e i giovani della nostra diocesi, questo momento ha il sapore della festa!</p>
<p>“<strong>ONE DREAM – I sogni degli uomini non finiranno mai”</strong> è il titolo della festa del Settore Giovani che si terrà il <strong>30 maggio presso la Parrocchia Maria SS. della Stella di Nola</strong>, dalle ore 15:30 alle ore 20:00.</p>
<p>Per questa occasione ci siamo lasciati ispirare dall’immaginario del mondo di One Piece e in questo scenario guarderemo ai sogni come fossimo una vera ciurma, scopriremo che <strong>ogni sogno è personale, ma non si può realizzarlo da soli</strong>: abbiamo bisogno degli altri, dei loro sogni e del loro sostegno. Come avviene nella ciurma di Monkey D. Luffy, in cui ogni membro custodisce un sogno personale, unico e prezioso e la realizzazione del sogno di ognuno non impedisce la realizzazione dei sogni degli altri, anzi: i sogni sono collegati gli uni agli altri e ciascuno contribuisce alla realizzazione dei sogni degli altri membri della ciurma. È, infatti, proprio nella relazione con gli altri che il sogno prende forma, cresce e diventa possibile.</p>
<p>Così attraverso giochi, attività a stand e musica saremo accompagnati in un viaggio che ci aiuterà a riscoprire il valore del camminare insieme, custodendo il proprio sogno e prendendosi cura di quello degli altri.</p>
<p>Siete pronti a salpare con noi??!!</p>
<p>Regolamento contest &#8220;Show us your flag!&#8221;: <a class="download-link" title="" href="https://www.azionecattolicanola.it/download/13875/" rel="nofollow">
	REGOLAMENTO-CONTEST-DIOCESANO-SETTORE-GIOVANI.pdf	(88 download)
</a></p>
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		<title>&#8220;A Cuore Scalzo&#8221;&#8230; i racconti di  Clelia e Armando</title>
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				<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 20:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Formisano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Educatori]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Il modulo formativo nazionale per i responsabili giovani di Azione Cattolica sull’ Affettività e la sessualità intitolato ‘’A Cuore Scalzo’’ si è tenuto dal 15 al 17 novembre a Morlupo (RM). Questo modulo ha catturato la mia attenzione sin da subito, avevo voglia di qualche risposta, di prepararmi alle domande schiette dei giovani e giovanissimi ... <a title="&#8220;A Cuore Scalzo&#8221;&#8230; i racconti di  Clelia e Armando" class="read-more" href="https://www.azionecattolicanola.it/2019/11/a-cuore-scalzo-i-racconti-di-clelia-e-armando/">Continua a Leggere</a></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Il modulo formativo nazionale per i responsabili giovani di Azione Cattolica sull’ Affettività e la sessualità intitolato ‘’A Cuore Scalzo’’ si è tenuto dal 15 al 17 novembre a Morlupo (RM). Questo modulo ha catturato la mia attenzione sin da subito, avevo voglia di qualche risposta, di prepararmi alle domande schiette dei giovani e giovanissimi e anche di guardarmi un pochino dentro, e l’ho fatto. Ho vissuto un po’ di silenzio che ha scacciato le banalità di tutti i giorni e mi ha lasciato fare i conti con me stessa.</p>
<p>&lt;&lt;Vivere a cuore scalzo&gt;&gt;, è un invito a vivere disarmati, a smettere di difenderci dagli altri, perché ogni persona che entra nella nostra vita può darci qualcosa. È un invito a conoscere noi stessi in profondità, a spogliarci dinanzi ai nostri stessi occhi.</p>
<p>Abbiamo avuto il piacere di conoscere diversi ospiti che ci hanno allargato la mente e il cuore.  Abbiamo conosciuto Marinella Perroni, biblista e presidente del coordinamento Teologhe Italiane, che ha sottolineato il fatto che la sessualità non può essere separata dal resto della persona, è parte integrante, ed è dono di Dio. La Bibbia non è univoca, ma nasce dalla fede, per questo siamo tenuti a interpretare ciò che viviamo in essa ed entrarci a cuore scalzo, lasciandoci educare.</p>
<p>Don Aristide Fumagalli, ordinario di Teologia morale, in maniera molto semplice ha delineato gli ingredienti di un amore vero: Eròs, Philia, Agape. La relazione amorosa è unione di affettività, tenerezza amicale e passione erotica. È, perciò, appassionato desiderio dell’altro in cui ci si educa alla reciproca donazione di sé, è luogo d’intimità in cui gli individui vivono la forma più grande di amicizia ed è amore disinteressato, “una corrispondenza e non una spremitura”. Significa rendersi a vicenda più uomo e più donna.</p>
<p>Con la ginecologa Piera Di Maria e l’esperta in consulenza di coppia Nicoletta Musso abbiamo discusso della relazione tra due persone che si riconoscono. Mi sono incantata nel sentirle parlare. Riconoscere una scintilla perché è il Signore che ce la presenta e vuole che sia così. Trovare quella persona che ti dà stabilità, con cui ti senti a casa, ti senti leggero, e il tempo corre sempre troppo veloce quando siete insieme, la riconosci perché ti senti come se l’aspettassi da sempre. Questo non significa che la scintilla la troviamo subito, qualche volta ci innamoriamo e proviamo forti sensazioni fisiche ed emotive che aumentano, aumentano e tutto d’un tratto svaniscono, lasciandoti qualche ferita. Ferite che restano,  che puoi superare grazie agli amici, all’affetto delle relazioni vere. La ferita è il ricordo di un brutto periodo ma anche la prova che sei riuscito a superarlo e allora puoi anche ringraziarti perché magari adesso ti vuoi anche un po’ più bene. Sei pronto a cominciare qualcosa di nuovo e vivere. Sei sempre tu ma con una nuova forza, una nuova concezione di te, di ciò che sei realmente. Il riconoscersi poi diventa corpo, ci si consegna, ci si abita reciprocamente, ma attenzione, non è fame dell’altro ma desiderio. E il desiderio è il luogo in cui ci si conosce, si condivide il tutto, dall’emozione alla corporeità. Prima di vivere la sessualità ed abitarsi è il caso di essere coscienti del nostro corpo, quindi aspettare e conoscere l’altro, dialogare, scrutare i gesti. Sono questi gli strumenti che ci permettono di capire come potrà essere quell’abitarsi reciproco.</p>
<p>Ci sono poi stati altri ospiti: Padre Pino Piva, Barbara Ghetti, Roberta Carta e Diego Buratta che con le loro diverse personalità ci hanno dato tanti spunti di riflessione di cui, sono sicura, farò tesoro.</p>
<p>Sono tornata dal modulo ricaricata. Come ogni esperienza associativa anche questo modulo, che per me è stato il primo, non mi ha delusa e mi ha dato la possibilità di conoscere nuove persone.</p>
<p>Sono grata ai miei compagni di viaggio, Armando, Nicola e Francesco.  Grazie all’equipe nazionale per il duro lavoro e alla mia cara AC di Nola.</p>
<p>Concludo con questo pensiero di Don Tony Drazza: &lt;&lt;Vivere a cuore scalzo significa anche togliere dal nostro cuore tutte le cose che non servono più. Significa tornare a far entrare le bellezze. Non possiamo sempre aspettare che le cose cambino, siamo noi che dobbiamo tirare fuori le cose che ci appesantiscono e lasciare il posto a ciò che ci rende leggeri, basta guardarci intorno, prendere il bello e andare avanti con questo &#8216;bello&#8217; nel cuore. Impara a riconoscere la bellezza che ti si presenta per poter tornare ad amarti e ad amare&gt;&gt;.</p>
<p>Rocchino Clelia (membro di equipe diocesana Settore Giovani), Parrocchia Sant&#8217;Alfonso dè Liguori- Torre Annunziata)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante il modulo formativo “A cuore scalzo”, tenutosi a Morlupo (RM) dal 15-17 novembre 2019, ci siamo immersi in una tematica scottante, troppo a lungo evitata dal mondo ecclesiastico: l’affettività e la sessualità.<strong><br />
</strong>Ero fiducioso che non sarebbe stato un weekend di divieti e norme da seguire e dettare ai ragazzi al mio rientro ma non mi aspettavo di tornare con una prospettiva così diversa.<br />
Guidati da esperti in materia, abbiamo riscoperto il vero significato della sessualità, intesa non come una cosa peccaminosa, contraria alla religione e che conduce diritto alle fiamme dell’inferno, ma espressione del vero amore per l’altro, del sapersi donare ed essere un’entità sola.<br />
Abbiamo appreso quanto questo sia un dono di Dio da custodire,  come senso di unione, appartenenza e desiderio di generare un NOI più potente e compiere il grande miracolo della  vita per vivere la qualità amorosa che Cristo è venuto a dare.<br />
Come figli di Dio siamo chiamati all’Amore e questo implica il dover donarsi e di vivere ogni momento a pieno senza bruciare le tappe , ma conoscendo l’altro dandogli la possibilità di mettersi “a nudo”, senza maschere. Una nudità sentimentale, emotiva, che ci permette di non sentirci estranei all’altro o giudicati. Abbiamo inoltre riflettuto sulle parole di Papa Francesco che smentisce gli antichi pregiudizi in merito, in quanto il sesso non va inteso come libertino o come sola ideologia della fecondità ma, essendo un dono di Dio, va custodito e non svenduto esortando ciascuno di noi ad educare la propria sessualità in modo che sia sempre meno uno strumento per usare gli altri e sempre più una capacità di donarsi pienamente a una persona in modo esclusivo e generoso. Inoltre, nell&#8217;Amoris Laetitia, sostiene l’importanza del tempo ben speso dicendo: ” A volte il problema è che il tempo che si passa insieme non ha qualità. Condividiamo solo uno spazio fisico, ma senza prestare attenzione l’uno all’altro.&#8221;<br />
Faccio tesoro di questa mia prima esperienza e delle parole ascoltate perché sono da monito per amare di più, senza freni  per tessere relazioni sincere improntate sull’amore che Dio ha dimostrato per noi. In questi giorni ho avuto la possibilità di “impiantare le radici” che mi permetteranno di  poter approfondire sempre più il tema della sessualità con i giovani senza l’imbarazzo che spesso si crea quando si tratta l&#8217;argomento.<br />
Ringrazio tutti gli esperti che ci hanno guidato in questa riscoperta della chiamata all’amore che il Signore ci fa e all’equipe nazionale che ha lavorato tanto per poterci permettere di vivere serenamente questa esperienza. Un ringraziamento speciale all’AC di Nola che crede costantemente in noi e che ci sprona  a formarci e a superare tutti i nostri limiti.</p>
<p>Ultimi, ma non ultimi, un abbraccio a Francesco, Clelia e Nicola con cui ho vissuto l’intera esperienza senza i quali non sarebbe stato lo stesso.</p>
<p>Bifulco Armando (membro di equipe diocesana Settore giovani, parrocchia SS Vergine del Suffragio, Marra)</p>
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		<title>Chantal, Martina e Nicola: i loro racconti dal campo nazionale Msac e Giovani</title>
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				<pubDate>Sat, 04 Aug 2018 17:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Formisano]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Sono sempre i sogni a fare la realtà&#8230; Pomeriggio estivo. Spiaggia. Un bimbo sguazza sul bagnasciuga rincorrendo le dolci onde d&#8217;un mare sommariamente calmo. &#8220;Papà, papà, facciamo un castello di sabbia?&#8221; &#8220;Certo amore, inizia a scavare il fossato che circonda la fortezza, oggi non costruiremo il solito castello, costruiremo il più bel villaggio fortificato mai ... <a title="Chantal, Martina e Nicola: i loro racconti dal campo nazionale Msac e Giovani" class="read-more" href="https://www.azionecattolicanola.it/2018/08/chantal-martina-e-nicola-i-loro-racconti-dal-campo-nazionale-msac-e-giovani/">Continua a Leggere</a></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div class="_rp_n5">
<div class="_rp_o5 ms-font-color-neutralPrimary ms-font-xl ms-fwt-r">
<div class="allowTextSelection">Sono sempre i sogni a fare la realtà&#8230;</div>
<div class="allowTextSelection">Pomeriggio estivo. Spiaggia. Un bimbo sguazza sul bagnasciuga rincorrendo le dolci onde d&#8217;un mare sommariamente calmo. &#8220;Papà, papà, facciamo un castello di sabbia?&#8221; &#8220;Certo amore, inizia a scavare il fossato che circonda la fortezza, oggi non costruiremo il solito castello, costruiremo il più bel villaggio fortificato mai esistito&#8221;.</div>
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<div dir="auto">Forse per gioco, forse inconsapevolmente, forse conosce la portata di ciò che ha detto, fatto sta che quel papà ha già vinto! Ha vinto perché educa ai grandi sogni.</div>
<div dir="auto">I sogni, oggi c&#8217;è qualcuno che ancora educa ai sogni? Eppure &#8211; quanto è vero &#8211; sono sempre i sogni a fare la realtà. Per costruire una bella realtà occorrono buoni sogni.</div>
<div dir="auto">In questi giorni a Nocera Umbra il Settore Giovani nazionale di AC ha allestito una vera e propria palestra di sogni, perché ha ben intuito che per sognare in grande ci vuole allenamento e ci vogliono cuori che sanno battere all&#8217;unisono.</div>
<div dir="auto">Quando in equipe i nostri vice ci proposero di partecipare a questa esperienza, avevo la sensazione che questa occasione non poteva essere persa. Insieme al mitico Franco, e le msacchine Martina e Chantal inizia venerdì scorso questa avventura.</div>
<div dir="auto">Partendo dalla complementarità di Marta e Maria (Lc 10, 38-42), da Betania, attraverso la carezza dell&#8217;assistente generale Mons. Gualtiero Sigismondi, è arrivato il primo esercizio, che consta di tre fasi: Accogliere, Ascoltare, Servire. È molto importante, per la buona riuscita dell&#8217;esercizio, che non vengano saltate o invertite le fasi.</div>
<div dir="auto">Lo stile evangelico che viene fuori da questo esercizio è uno dei quattro ingredienti attraverso cui è possibile costruire tanti magnifici castelli (non di sabbia). Gli altri tre ingredienti: la libertà, quella vera; il perdono che accoglie; la forza della debolezza.</div>
<div dir="auto">Il secondo esercizio ci viene offerto da don Luigi Verdi, Responsabile della Fraternità di Romena: siate belli, teneri e gioiosi. Più che un invito, un imperativo categorico!</div>
<div dir="auto">Ora, se è vero che la realtà è superiore all&#8217;idea, occorre innanzitutto leggerla per comprendere quanto già c&#8217;è, cosa manca, quali potenzialità già esistono per costruire. Altra terna di indicazioni, questa volta offerta da Papa Francesco: Armonia, testimonianza, cura dei bisognosi. Come e dove avviene già? Come e dove attivare nuovi processi?</div>
<div dir="auto">È ora di fare la realtà!</div>
<div dir="auto">Attraverso un&#8217;attenta luttura di risorse e mancanze dei vari territori d&#8217;Italia, i giovani sono arrivati passo dopo passo a darsi un&#8217;idea, un progetto, un sogno, poi un piccolo proposito, un piccolo impegno che man mano è diventato prima una serie di punti programmatici, poi un vero e proprio Manifesto: il manifesto dei Giovani di Azione Cattolica. Non si tratta di un trattato retorico, generico e fuori dalla realtà, bensì un vero e proprio programma con impegni precisi per una realtà concreta che conosciamo e viviamo.</div>
<div dir="auto">Esistono! Esistono i sognatori, quelli che non si perdono in fantasie, quelli contemplAttivi, quelli che guardano oltre la siepe, oltre le piaghe, quelli che sanno ridere di cuore lavorando per un sogno&#8230;</div>
<div dir="auto">quelli che si tifano contro abbracciandosi, quelli che un buon appetito dura 20 minuti, quelli che pregano col sorriso di un bambino e cantano a squarciagola, quelli che ogni mondo è paese, quelli con la fierezza di indossare la stessa maglietta, quelli che fa piacere conoscere nuovi amici, quelli che non azzeccano una battuta a pallavolo, che fan paura a giocare a calcio, quelli dei cori, dei tifi e degli abbracci.</div>
<div dir="auto">Quelli di oggi, quelli di domani, quelli che cambieranno il mondo.</div>
<div dir="auto" style="text-align: right;">Nicola Sergianni (membro d&#8217;equipe giovani- S. Pietro Apostolo, Scafati)</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Respira questa libertà. Scatena la non-violenza a scuola!</div>
<div dir="auto">È stato questo il titolo del campo nazionale Msac tenutosi a Nocera Umbra (PG) dal 27 al 31 luglio. In questi giorni ci siamo soffermati sui diversi tipi di violenza che caratterizzano le nostre vite. Appena arrivati i vicepresidenti nazionali giovani e i segretari nazionali Msac ci hanno illustrato il tema del campo, scelto per costruire la nostra storia futura, impegnandoci ad impiegare il nostro cuore nella battaglia tra violenza e pace. L&#8217;obiettivo è quello di rendersi conto che essere liberi è una condizione per tutti o per nessuno, e che per accettare la libertà degli altri occorre ammettere i nostri limiti. Cosi si respira la vera LIBERTÀ!</div>
<div dir="auto">Il giorno seguente, grazie alla meditazione dell&#8217;Assistente ecclesiastico generale dell&#8217;Azione Cattolica Italiana Mons. Gualtiero Sigismondi, abbiamo soffermato l&#8217;attenzione su un passo del vangelo di Luca, che vedeva come protagoniste Marta e Maria. In particolare, ci siamo soffermati su tre verbi: Accogliere &#8211; Ascoltare &#8211; Servire, ognuno legato all&#8217;altro da un modo indissolubile, dal momento che l&#8217;accoglienza è la chiave del servizio. L&#8217;ordine di queste tre parole va assolutamente rispettato, questo per rafforzare rispettivamente il nostro rapporto con noi stessi, con Dio e con gli altri. Abbiamo, inoltre, analizzato la correzione fraterna, che Dio applica nei confronti di Marta, e per cui sono fondamentali quattro elementi: la Discrezione, la Dolcezza, la Chiarezza e la Fortezza. Marta viene rimproverata non per quelli che fa ma per come lo fa, di conseguenza alla sua figura è associato l&#8217;aggettivo &#8220;Ansiosa&#8221;, perché vuole fare più cose insieme, a differenza di Maria che si concentra su una sola cosa e apprende la parte migliore di Gesù. Marta passa dall&#8217;accoglienza al servizio senza l&#8217;ascolto, che costituisce la chiave di volta delle relazioni. &#8220;Se non accogli non puoi ascoltate e se non ascolti non puoi servire&#8221; è questa le regola d&#8217;oro delle relazioni umane e del rapporto col Signore. Nel pomeriggio, grazie al confronto con Andrea Piscopo ( Formatore specializzato nella gestione maieutica dei conflitti), abbiamo trattato le differenze tra conflitto e violenza partendo da una frase di Friedrich Hacker: <em>&#8220;La violenza è semplice, le alternative alla violenza sono complesse&#8221;</em>. Il conflitto indica un contrasto, un&#8217;opposizione mentre la violenza è un&#8217;azione, esercitata da un soggetto su un altro agendo contro la sua volontà. Al termine del confronto siamo arrivati alla conclusione che per sconfiggere la violenza bisogna lavorare sulle relazioni, in ogni loro campo.</div>
<div dir="auto">Il terzo giorno dopo la Santa Messa presieduta dal Vescovo della diocesi di Gubbio, quattro interventi tenutisi nella plenaria, ci hanno permesso di dare un #occhio_sul_mondo a proposito della discriminazione di genere, della violenza nel linguaggio della politica, delle guerre nel mondo e del fenomeno mafioso. Successivamente ognuno di noi ha scelto uno di questi quattro temi e abbiamo svolto un laboratorio con le figure rappresentative di essi, rispettivamente Elisa Piazzoli, Gianni Borsa, Riccardo Cristiano e Davide Pati.</div>
<div dir="auto">Sono emerse diverse riflessioni significative&#8230;siamo in un’era dove il Vangelo viene usato come arma, dove se non c’è conoscenza la politica degenera in violenza, dove la prima causa di morte nelle donne tra i 16 e i 70 anni è la violenza, dove i giovani vanno spinti a disinstallarsi e lottare affinché si possa sperare nel cambiamento, affinché ci possa essere il cambiamento.</div>
<div dir="auto">Subito dopo pranzo, passato il momento #caffecolMSAC, nel pomeriggio siamo stati insieme al Settore Giovani. In un primo momento siamo stati divisi in stanze dove vi erano esposti diverse immagini, dati statistici, testimonianze e articoli a proposito di temi quali immigrazione, Europa ed ecomafie. Successivamente ci è stato chiesto di condividere le cose che più ci avevano colpito.</div>
<div dir="auto">Mentre in un secondo momento siamo passati all’analisi del MSAC, di come procedere nel promuoverlo, di quali difficoltà si riscontrano all’inizio.. e abbiamo dato risposte a curiosità dei giovani, soprattutto di coloro che non vivono la realtà del MSAC nella diocesi.</div>
<div dir="auto">Infine dopo la preghiera della sera ci siamo deliziati con carni, salumi, formaggi e altri cibi tipici umbri, e dopo esserci scatenati ballando tutti insieme siamo andati a dormire.</div>
<div dir="auto">Il giorno successivo, dopo la celebrazione mattutina tenutasi dall’assistente nazionale MSAC, Don Michele Pace, ci siamo recati in plenaria dove abbiamo incontrato l’Onorevole Elena Ferrara, Senatrice della repubblica italiana e promotrice della legge 71/2017 per la tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto di fenomeni di cyberbullismo. La senatrice, fin dall’inizio molto disponibile al dialogo, ci ha raccontato la storia di Carolina Picchio, una ragazza suicidatasi a causa di fenomeni di cyber bullismo. È stato proprio l’atto così radicale della ragazzina a spingere l’onorevole a battersi pur di promuovere la legge 71/2017. Ci ha fatto comprendere come le parole siano più forti delle botte, come la violenza porti i ragazzi a sentirsi inadeguati alla vita e ci ha spiegato cosa fare se ci troviamo ad essere spettatori di un atto di violenza o peggio, vittime di esso.</div>
<div dir="auto">Dopo pranzo, dopo aver parlato insieme al #caffecolMSAC di cosa ci aiuta a promuovere il MSAC nelle nostre scuole, abbiamo svolto un attivitá di studio di alcuni documenti riguardanti la legge 71/2017 e altri dati riguardanti il bullismo abbiamo condiviso le risposte a diverse domande che ci venivano poste a proposito delle modalità di punizione, alle campagne di sensibilizzazione e alle diverse modalità di denuncia pensate dallo stato e da altri enti.</div>
<div dir="auto">Siamo msacchini e in quando tali ci sta a cuore ogni singola persona che ci circonda e prima di tutto il suo bene, per questo ci siamo impegnati a fare di più nelle nostre scuole pur di #scatenare_la_nonviolenza.</div>
<div dir="auto">Infine dopo la preghiera serale e la cena, abbiamo fatto il torneo di calcetto e di pallavolo contro il Settore e ovviamente abbiamo vinto noi. Siamo quindi arrivati, a malincuore, all&#8217;ultimo giorno, durante il quale abbiamo vissuto l’ultimo laboratorio e abbiamo assistito alle conclusioni.</div>
<div dir="auto">Il laboratorio era intitolato &#8220;Respira questa libertà&#8230; e che settembre ci porti una strana felicità&#8221;, a tal proposito ci siamo soffermati su tutte le iniziative che da settembre abbiamo intenzione di svolgere nei nostri circoli Msac diocesani. Quest&#8217;attività ci è servita molto, non solo per riflettere su tutto il campo appena vissuto ma soprattutto per prendere spunto dagli altri partecipanti al campo, i quali hanno arricchito, con le loro proposte, maggiormente il nostro bagaglio di campo. Nel secondo momento della giornata ci siamo recati in plenaria insieme al Settore Giovani dove Luisa, Michele, Adelaide e Lorenzo hanno tirato le fila di questo campo.</div>
<div dir="auto">Come MSAC siamo nelle scuole perché vogliamo aprirci, dunque abbiamo imparato che di fronte agli altri dobbiamo “stare sulla soglia”, attendere senza essere invasivi, dobbiamo avere l’umiltà di non pretendere nulla, dobbiamo invece attendere e ascoltare, perché non possediamo la verità, ma possiamo lasciarci possedere da essa, quando entriamo in classe non abbiamo le risposte a tutto e dunque dobbiamo lasciarci possedere dal bene che vogliamo alla nostra scuola.</div>
<div dir="auto">Disinstalliamoci e iniziamo a lottare con la capacità di riprogrammare il nostro servizio, essendo consapevoli che dobbiamo preoccuparci dei come e non dei perché, che dobbiamo rinunciare alla perfezione per una realtà che ci interpella ora.</div>
<div dir="auto">Ma soprattutto con la consapevolezza che i problemi possiamo risolverli insieme, risolvere i problemi insieme vuol dire essere famiglia ed essere famiglia vuol dire essere associazione, perché gli altri ci stanno a cuore.</div>
<div dir="auto">“L’Azione cattolica è una realtà di persone che si vogliono bene”</div>
<div dir="auto" style="text-align: right;">Martina De Cicco (Parrocchia S. Michele, Saviano)</div>
<div dir="auto" style="text-align: right;">Chantal Montagnaro (Parrocchia S.Pietro Apostolo, Scafati)</div>
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