“Nel silenzio le verità che nascondo ogni giorno” – due racconti dagli Esercizi spirituali

Igmer per gli adulti e Francesca per i giovani ci raccontano gli Esercizi spirituali vissuti a Nola, in Seminario, lo scorso 1-3 dicembre.

“Discepoli missionari. È questo il tema degli Esercizi spirituali che ci hanno tenuti riuniti, numerosi adulti e giovani di Ac, nel Seminario vescovile della nostra diocesi, dalla sera del venerdì primo dicembre al pomeriggio di domenica tre.

Eravamo in tanti provenienti da diverse parrocchie della diocesi, ma con un unico desiderio: incontrare il Maestro per “stare con Lui” ed essere inviati a portare la “Buona Notizia” nelle nostre comunità.

Per noi adulti, la sera del venerdì, don Aniello Tortora, nella prima meditazione, ci ha introdotti a conoscere il Vangelo di Marco che risponde a due grandi domande: “Chi è Gesù?” e “Chi è il suo discepolo?”. Abbiamo meditato domandandoci: “Per me, chi è Gesù?”.

Al mattino del sabato, don Aniello Verdicchio, nella seconda meditazione sul Vangelo di Marco (3,13-19), ci ha aiutato a comprendere che Gesù ci chiama per nome a “stare con Lui” e solo dopo ci manderà ad annunciare il Suo Amore con la nostra vita, nella quotidianità.

Nel pomeriggio don Aniello Tortora con la terza meditazione dal Vangelo di Marco (7,1-23) ci ha invitato a lasciare tanta esteriorità presente nella nostra vita da cristiani per fare spazio all’azione dello Spirito Santo, affinché rinnovi il nostro cuore, giacché è dal cuore, come dice Gesù, che escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia e stoltezza.

Dopo, è stato bellissimo fare un profondo esame di coscienza e vivere il sacramento della Confessione e restare tutta la notte con Lui presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia.

Il mattino della domenica, con la quarta meditazione sull’Avvento, don Aniello Verdicchio ci ha invitato ad essere sempre svegli e pronti per accogliere nel nostro cuore il Signore che viene a salvarci, dopo abbiamo vissuto un momento molto bello ed intenso per noi, cioè abbiamo condiviso la nostra esperienza personale di questi Esercizi Spirituali, guidati da alcune parole: incontro, persona, colore, Parola, emozione, scoperta, dubbio, canto, luogo, ascolto… Ognuno di noi, in pratica, ha tirato fuori da una busta un biglietto sul quale era scritta una parola, e guidati dalla parola trovata, abbiamo, uno per volta, condiviso con tanta semplicità, emozione e profondità ciò che abbiamo vissuto in questi giorni.

Abbiamo concluso al pomeriggio con la Santa Messa celebrata dal nostro vescovo padre Francesco, che dopo una bellissima omelia e la benedizione delle tessere di Ac, ci ha benedetto e inviati come “discepoli missionari” nelle nostre parrocchie per annunciare a tutti la “Buona Notizia”.

Voglio, a nome di tutti, ringraziare con il cuore gli organizzatori, i nostri assistenti e guide spirituali che ci hanno arricchito tanto con le meditazioni, e don Gennaro Romano per la sua calorosa e sincera accoglienza ed anche per le ricche pietanze.

Con gratitudine,

Igmer – “Stella” di Nola

 

“Nel mondo frenetico e in continuo movimento in cui viviamo può risultare difficile concentrarsi su qualcosa che non sia immediatamente percepibile. Siamo continuamente circondati da suoni e distrazioni, poco abituati e per nulla propensi a ricercare del tempo da dedicare alla scoperta di noi stessi. Viviamo perennemente protesi verso il domani, dimentichi del passato e incuranti del presente: siamo bloccati nella estenuante attesa di qualcosa che non otterremo mai senza operare una svolta.

L’esperienza recentemente conclusasi al Seminario vescovile di Nola è stata l’occasione che tante volte bussa alle nostre porte e che il più delle volte si ha paura di cogliere: la possibilità di chiudere fuori il mondo e le preoccupazioni per concentrarsi su se stessi. Ritrovarsi improvvisamente in un luogo che non si conosce fa sì che ogni angolo rappresenti una scoperta, ogni passo in un corridoio deserto diventi un passo verso una miglior conoscenza di se stessi, perché il silenzio che ti circonda è qualcosa di nuovo e inaspettato, forse a tratti opprimente e che a ben vedere fa un po’ paura, ma ti dà modo di scavare a fondo nella complessa rete di sentimenti che solitamente si tende a ignorare.

Il silenzio, elemento quasi assente nella vita di tutti i giorni, è stato il sottofondo perfetto che ha accompagnato questo percorso di crescita e consapevolezza, questo tempo scandito da preghiera e meditazione. Ci sono momenti in cui le parole risultano superflue e momenti in cui un semplice silenzio è in grado di esprimere una moltitudine di emozioni e sentimenti che in altro modo sarebbero impossibili da cogliere.

Madre Teresa diceva: “Abbiamo bisogno di trovare Dio, ed egli non può essere trovato nel rumore e nell’irrequietezza. Dio è amico del silenzio. Guarda come la natura – gli alberi, i fiori, l’erba – crescono in silenzio. E guarda le stelle, la luna e il sole, come si muovono in silenzio… abbiamo bisogno di silenzio per essere in grado di toccare le anime”.

Dio ama il silenzio “scelto”, quello consapevole che per nulla opprime ma chiarifica, che è luce e bellezza, riflessione e scoperta… bisognerebbe imparare ad ascoltare il silenzio nelle sue mille e più svariate sfumature perché dopo un iniziale smarrimento, qualcosa inizia a parlare, ed è la parte più vera di sé. In questi giorni di meditazione, quasi di isolamento visto lo scarso contatto con gli altri, la grande scoperta che ha sicuramente accomunato tutti è di non essere soli lungo il cammino, di poter sempre trovare accanto qualcuno che compie i tuoi stessi passi.

Quando dopo due giorni quel silenzio che ci ha accompagnato e accudito è stato sciolto, è stato come togliere un velo per sentire tutto e anche più di prima. Quel silenzio, che all’inizio è stato quasi indesiderato perché carico di tanti pensieri che si è cercato di nascondere sotto strati e strati di rumori, è stato il modo più bello di unire le anime di tutti in una singola preghiera, una voce che ora non è più solo fatta di parole ma di intenti e concreto impegno.

Fate sì che questa esperienza sia il motore delle vostre azioni e, quando vi sentirete dubbiosi, quando la quotidianità diventerà così opprimente da schiacciarvi, trovate un po’ di tempo per voi stessi, ascoltate il vostro silenzio: sentirete la vita, l’amore, il coraggio di accettare le vostre scelte e di rendere partecipi gli altri dell’immensa gioia che vi circonda”.

Francesca, Rovigliano – Torre Annunziata

Lascia un commento