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	<title>campo nazionale &#8211; Azione Cattolica Nola</title>
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	<description>Il sito dell&#039;Azione Cattolica della Diocesi di Nola</description>
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		<title>Fatta a mano &#8211; il racconto del campo nazionale SG</title>
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				<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 05:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Formisano]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>La responsabilità “Fatta a mano” il titolo e l’argomento posto alla nostra riflessione durante il campo nazionale Settore Giovani-MSAC che si è tenuto dal 1 al 4 agosto a Castellamare di Stabia. Abbiamo avuto l’occasione di immergerci in questa tematica attraverso laboratori e testimonianze di vita. Il primo step fondamentale però è stato il confronto ... <a title="Fatta a mano &#8211; il racconto del campo nazionale SG" class="read-more" href="https://www.azionecattolicanola.it/2024/08/fatta-a-mano-il-racconto-del-campo-nazionale-sg/">Continua a Leggere</a></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>La responsabilità <strong>“Fatta a mano”</strong> il titolo e l’argomento posto alla nostra riflessione durante il campo nazionale Settore Giovani-MSAC che si è tenuto dal 1 al 4 agosto a Castellamare di Stabia. Abbiamo avuto l’occasione di immergerci in questa tematica attraverso laboratori e testimonianze di vita.</p>
<p>Il primo step fondamentale però è stato il <strong>confronto con la Parola,</strong> durante il deserto del venerdì mattina ho avuto l’opportunità di iniziare a riflettere su cosa sia per me la responsabilità e soprattutto di verificare in che punto del cammino fossi. Questo lavoro di consapevolizzazione è continuato nei laboratori ed esperienze dei giorni successivi che hanno permesso l’aggiunta di nuovi elementi e hanno suscitato in me nuove domande.</p>
<p>È stata fondamentale infatti la testimonianza di don Luigi Verdi, fondatore e responsabile della Fraternità di Romena in Toscana, che ha spronato noi giovani a <strong>non smettere mai di sognare</strong> e realizzare una vita piena anche attraverso le difficoltà e contraddizione del nostro tempo. Un tempo che non guarda alle nostre <strong>fragilità</strong> come punti di forza, ma che, anzi, ci induce a nasconderle. Ma se invece, come ci chiedeva don Luigi, fossero quelle i nostri punti di forza? Una domanda che ha risuonato più volte in quei giorni e che ancora adesso porto con me. Una vita la nostra, rifletteva ancora don Luigi, in corsa che non sempre riesce a rispettare i tempi di tutti e che infine, troppo spesso, mette da parte <strong>la tenerezza</strong> ingrediente invece fondamentale in questa realtà in cui ci si sente spesso soli e non amati.</p>
<p>Una riflessione profonda e piena di spunti che non poteva fermarsi all’ascolto. Difatti, successivamente abbiamo avuto l’opportunità di dare forma materiale al nostro modo di vivere la responsabilità e soprattutto la nostra vita attraverso un <strong>laboratorio artigianale,</strong> in cui ognuno ha creato una propria opera d’arte attraverso materiali di recupero. Mettere insieme il mio lavoro con quelli degli altri, mi ha portato poi a riflettere sulla<strong> bellezza della diversità nella corresponsabilità:</strong> è bello perché ognuno ha il proprio talento che mette al servizio della comunità (diocesana, parrocchiale, lavorativa…) e nessuno deve pretendere di avere il talento di un altro, se infatti avessimo tutti lo stesso talento non ci sarebbe ricchezza, tutto sarebbe piatto; perciò, è fondamentale che in un gruppo, che coopera per lo stesso obiettivo, ci siano <strong>persone completamente diverse</strong> dove ognuno si sente amato così com’è e, proprio perché amato, ha la possibilità di emergere, di generare, di portare frutti buoni per tutti. La tenerezza, di cui parlava don Luigi, è sembrata infine la componente essenziale che un responsabile deve avere per <strong>permettere a tutti</strong> di emergere, brillare e, perciò, di dare il proprio bellissimo contributo e crescere.</p>
<p>Altra tappa fondamentale è stata la conoscenza della realtà di Villa Fernandes in Portici, bene confiscato alla camorra e in cui ci siamo recati sabato 3 agosto. Esperienza che abbiamo avuto modo di rielaborare durante il pomeriggio. Porto con me cinque parole: <strong>creatività, coraggio, pazienza, costanza, fiducia.</strong> Pensare a cosa si può fare per cambiare realmente le cose richiede un pizzico di creatività cioè la capacità di ideare progetti che sembrano folli e complicati; ci vuole però anche il coraggio per iniziare, per metterli in pratica, senza pretendere risultati a breve termine, anzi credendoci fino in fondo con costanza e pazienza anche contro ogni previsione e sconfitta; infine, ingrediente fondamentale, la capacità di fare squadra, cioè sapersi affidare alle persone che credono nello stesso folle obiettivo, rispettando e valorizzando i talenti di tutti.</p>
<p>“Pazienza”, “cooperazione”, “amore”, “affidarsi”, d’altra parte sono parole che in questi giorni spesso hanno risuonato nelle riflessioni e nei vari interventi, soprattutto in quello del nostro <strong>presidente Giuseppe Notarstefano</strong> che abbiamo avuto modo di incontrare e ascoltare nello stesso giorno.</p>
<p>Sicuramente, in generale, è stata un’esperienza arricchente, non solo per le riflessione scaturite e di cui ho detto, ma anche grazie al<strong> confronto</strong> con tante realtà locali di Azione Cattolica. Ciò mi ha permesso sicuramente di prendere maggior consapevolezza della realtà ecclesiale di AC che vivo nel quotidiano e soprattutto di riconoscere che faccio parte di una famiglia molto molto grande, fatta di giovani di cuore che, pur in mezzo a tante difficoltà,<strong> si impegnano</strong> a dare al mondo un messaggio diverso, di speranza, un messaggio che viene dal Vangelo e che <strong>si concretizza</strong> nella vita di tutti i giorni attraverso le azioni di chi ci crede e si mette in gioco.</p>
<p>Sento perciò, infine, di dover ringraziare questa grandissima famiglia, che attraversa tutta l’Italia, che ho avuto la Grazia di incrociare e a cui, ora posso dirlo ancora di più, gioiosamente appartengo.</p>
<p><em>Emanuela Odore, consigliere diocesano per il Settore giovani della parrocchia Sacro Cuore di Marigliano</em></p>
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		<title>Nelle tue mani: ragazzi capaci di Dio &#8211; il racconto del campo nazionale Acr</title>
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				<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 05:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Formisano]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno, dal 1 al 4 agosto, si è tenuto il Campo Nazionale Specializzato E membri d’equipe ACR ed ho avuto la possibilità di parteciparvi per la prima volta. La gratitudine che ho provato quando mi è stata proposta l’occasione è aumentata sempre più con il trascorrere delle ore; il tema era “NELLE TUE MANI- RAGAZZI ... <a title="Nelle tue mani: ragazzi capaci di Dio &#8211; il racconto del campo nazionale Acr" class="read-more" href="https://www.azionecattolicanola.it/2024/08/nelle-tue-mani-ragazzi-capaci-di-dio-il-racconto-del-campo-nazionale-acr/">Continua a Leggere</a></p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno, dal 1 al 4 agosto, si è tenuto il Campo Nazionale Specializzato E membri d’equipe ACR ed ho avuto la possibilità di parteciparvi per la prima volta.</p>
<p>La gratitudine che ho provato quando mi è stata proposta l’occasione è aumentata sempre più con il trascorrere delle ore; il tema era “<strong>NELLE TUE MANI- RAGAZZI CAPACI DI DIO</strong>” e mi ha dato la possibilità di interrogarmi e comprendere meglio la dimensione spirituale dei ragazzi e il loro modo di esprimerla.</p>
<p>Il primo momento di condivisione tenutosi a Nocera Umbra ha visto il confronto dei membri sui tempi e sulla modalità in cui viviamo la vita spirituale. Gli spunti emersi si sono rivelati interessanti ed hanno messo in luce la facilità con cui condividiamo con Dio emozioni quali la gioia, la soddisfazione e la tristezza, e quanto invece sia difficile aprirsi e comunicarGli la rabbia e lo sconforto.</p>
<p><strong>“Al suo cospetto per tutti i nostri giorni&#8230;” &#8211; La spiritualità dell&#8217;educatore</strong> è la premessa con cui il presidente nazionale Giuseppe Notarstefano ha iniziato il dialogo tenutosi nella mattinata di venerdì 2 agosto. Proseguendo egli ha definito la propria idea di vita spirituale quale acqua che, seppur alle volte arriva violenta, è indispensabile per ognuno; questo ci rende canali che devono essere pronti a lasciarsi inondare coscienti che l’acqua, anche quella che fuoriesce, farà bene a tutto ciò che verrà bagnato da essa.</p>
<p>Nel corso della giornata di venerdì abbiamo seguito poi l’idea di “<strong><em>Prendere il Largo</em></strong>”: in seguito ad un tragitto a piedi ci siamo recati presso casa San Girolamo a Spello per vivere un momento di lectio sul brano dell’anno e fare l’esperienza del deserto. In tale luogo abbiamo avuto anche la possibilità di ricordare &#8211; o scoprire &#8211; la figura di Carlo Carretto il quale definiva il deserto “l’oasi dell’essenziale, totale affidamento per ristorarsi”. La sua storia fa emergere quanto sia importante rafforzare la chiamata di Dio e ci permettere di comprendere che è proprio nel peccato che noi possiamo immergerci nel perdono di Dio ed imparare da esso: “Se Dio perdona anche noi dobbiamo perdonare”.</p>
<p>Sabato mattina sono venuti a condividere la propria esperienza la prof.ssa Alessandra Augelli e Don Michele Gianola i quali hanno affrontato il tema <strong>Piccoli capaci di Dio-La spiritualità dei Piccoli. </strong>L’educatore, al fine ultimo di accompagnare il cammino, far crescere la spiritualità e custodire la vocazione dei bambini, deve instaurare con lui un rapporto di fiducia e presentarsi come qualcuno capace di indicargli “dove poggiare i piedi”. I bambini prestano attenzione e valorizzano tutto; importante è dunque far comprendere loro che a noi “la loro anima sta a cuore”.</p>
<p>Nel corso del sabato pomeriggio si sono tenuti invece i <strong>percorsi laboratoriali </strong>dove ogni gruppo ha potuto conoscere o riscoprire uno strumento per accompagnare i propri ragazzi: “Shemà”, “Nelle tue mani” , la collana “Fiumi d’acqua viva” e “Tutto in regola” si sono rivelati fonti preziose affinché possa essere coltivata al meglio l’esperienza religiosa dei bambini e dei ragazzi.</p>
<p>Rapidamente è giunta la domenica mattina e, dopo la Celebrazione eucaristica tenutasi da Don Francesco Marrapodi, assieme agli assistenti presenti al campo, si è tenuto il momento dedicato alla presentazione dell’Itinerario Annuale dell’Acr. L’ambientazione che fa da sfondo al percorso è il cinema e le parole che compongono il mazzo di chiavi di questo anno associativo sono senza dubbio fiducia, Giubileo, novità e speranza. Dobbiamo guardare con sguardo rinnovato e riscoprire Gesù nel nostro essere figli amati.</p>
<p>Infine, la responsabile nazionale Acr Annamaria Bongio ha condotto le conclusioni, ricordandoci che l’amore rigenera e in questo quadro dobbiamo porre speranza nell’amore che rigenera perché: “<em>L’uomo è per l’uomo la strada verso Dio</em>”.</p>
<p>Nella vita vi sono insiti i percorsi ed è nel cammino che incontriamo Dio; Egli ci dice di “Non temere”, di avere pazienza e di fermarci alle tappe gustandole a pieno decidendo poi di lasciarci accompagnare e a nostra volta accompagnare qualcuno.</p>
<p><em>Margherita Conforti, membro di equipe diocesana dell&#8217;Acr &#8211; parr. S. Vincenzo di Scafati</em></p>
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		<title>Ritorno al futuro &#8211; Dalla bellezza in poi&#8230;</title>
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				<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 07:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Formisano]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Vi proponiamo il racconto di Nicola che lo scorso fine settimana, a Roma, ha partecipato al modulo Nazionale per il settore Giovani. &#160; Papappaa Paaaa PaPa papapapaaa papa Pa Pa Pa Pa PAA PAA papaPAAAA&#8230; Grande Giove!! Beh, dai, ci sta&#8230; immagina di viaggiare nella mitica DeLorean, chi sa come sarà l&#8217;epoca in cui ti ... <a title="Ritorno al futuro &#8211; Dalla bellezza in poi&#8230;" class="read-more" href="https://www.azionecattolicanola.it/2018/11/ritorno-al-futuro-dalla-bellezza-in-poi/">Continua a Leggere</a></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Vi proponiamo il racconto di Nicola che lo scorso fine settimana, a Roma, ha partecipato al modulo Nazionale per il settore Giovani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Papappaa Paaaa PaPa papapapaaa papa Pa Pa Pa Pa PAA PAA papaPAAAA&#8230; Grande Giove!!</p>
<p dir="ltr">Beh, dai, ci sta&#8230; immagina di viaggiare nella mitica DeLorean, chi sa come sarà l&#8217;epoca in cui ti porterebbe! Chi sa se nel futuro ci saranno ancora i leoni e se i cannelloni li faranno ancora.<br />
Citazione cinematografica a parte, quando pensiamo al futuro capita puntualmente di darsi delle immagini un po&#8217; fantascientifiche che ognuno elabora a partire dalla propria sensibilità e fantasia. Poi può capitare che alcune di queste immagini, se elaborate da registi del calibro di Zemeckis, fanno storia.</p>
<p dir="ltr">Ma tutte le immagini elaborate da noi &#8220;comuni mortali&#8221; che fine fanno? Restano funzionali a quel momento e poi svaniscono cinque minuti dopo?<br />
Quel futuro che immaginiamo resta pura fantasia di un pomeriggio &#8220;spompo di Domenica&#8221;, magari sotto la spinta del bicchiere di vino e dello stomaco che fatica a digerire la lasagna?<br />
Forse.</p>
<p dir="ltr">Ma ci pensi al futuro? Il fatto è che, fatta salva la fantascienza che ci sale quando pensiamo a come sarà il mondo nel 2657, quando pensiamo a un futuro non così tanto lontano possiamo essere anche fatti per il 99% di speranza, possiamo anche fare lavaggi di ottimismo, ma non possiamo scappare da quel briciolo di fifa, perché, se il futuro è anche conseguenza del presente, non è che poi oggi giri tutto per il verso giusto. E allora shhhh! Basta! La digestione è finita, domani è lunedì&#8230; meno male così non ci penso. Continuo a fare sempre così, al futuro poi si vede.</p>
<p dir="ltr">&#8220;No calma, aspetta n&#8217;attimo, ragioniamo, perché non ci vuoi pensare? Guarda che se vuoi ci ragioniamo insieme e se c&#8217;è qualcosa per cui aggiustare il tiro possiamo vedere di farlo insieme.&#8221;<br />
&#8230;Ad averla al nostro fianco gente che ci parla così.<br />
Beh noi gente così l&#8217;abbiamo trovata, sono i giovani di Azione Cattolica disseminati in ogni periferia italiana.<br />
Questi giovani si abbattono come gli altri, per carità, ma nel contempo ognuno di loro sa che nei momenti di difficoltà, quando parte la &#8220;sindrome di Calimero&#8221;, quando prospetta per il futuro le peggiori conseguenze, c&#8217;è qualcuno dall&#8217;altra parte dello stivale che &#8220;lo sta tenendo per il cuore&#8221;.<br />
&#8220;Tenersi per il cuore&#8221;, altrimenti detto &#8220;la straordinaria forza delle relazioni belle&#8221;.</p>
<p dir="ltr">Perché la verità è che noi siamo fatti per il 90% di bellezza e per costruire il futuro c&#8217;è bisogno semplicemente che qualcuno ce lo ricordi. Certo, c&#8217;è bisogno di saper leggere la storia, il presente, i segni dei tempi, ma prima di tutto si parte da qui, dalla bellezza effettiva e potenziale di cui siamo fatti e di cui siamo capaci.<br />
E quando tenersi da lontano non basta più? Si torna alla Fonte che &#8220;tutti unisce come in un abbraccio&#8221;. Lo scorso 9, 10 e 11 Novembre siamo tornati alla Fonte attraverso il Modulo Formativo Nazionale &#8220;Ritorno al futuro&#8221;, tenutosi a Roma e organizzato dagli amici dell&#8217;equipe nazionale del Settore Giovani.<br />
In questi giorni ci siamo raccontati la bellezza dei nostri cammini formativi &#8211; che racconta di noi &#8211; e la loro bellezza potenziale se coniugati al nuovo tempo che stiamo vivendo.</p>
<p dir="ltr">Ci siamo immersi in un intenso itinerario ritornando all&#8217;origine del pensiero che ha modellato i punti cardini del progetto formativo ed era necessario questo lavoro perché solo ritornando alla ratio si riqualifica il presente e si costruisce il futuro.<br />
D&#8217;un tratto è successa una cosa strana: abbiamo iniziato ad immaginare quel futuro (associativo, e quindi nostro) per cui ognuno prova un po&#8217; di fifa e lo abbiamo fatto accordando l&#8217;immaginazione. E come si accorda l&#8217;immaginazione? Pura follia! Beh non si può certo dire che avevamo proprio la stessa visione. Eppure c&#8217;era un puntino, un particolare, un colore, una sfumatura comune a ciascuno&#8230; che manco tutti ci facevano caso, ma c&#8217;era&#8230; eccome.</p>
<p dir="ltr">Per costruire il futuro basta un puntino condiviso da cui partire. Siamo tornati a casa ricaricati, con un futuro da costruire che ci fa meno fifa e con la certezza che ancora, nei momenti di difficoltà, c&#8217;è sempre qualcuno che ci tiene per il cuore.</p>
<p dir="ltr">Nicola Sergianni (membro d&#8217;equipe &#8211; Parrocchia San Pietro Apostolo, Scafati)</p>
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		<title>Chantal, Martina e Nicola: i loro racconti dal campo nazionale Msac e Giovani</title>
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				<pubDate>Sat, 04 Aug 2018 17:20:36 +0000</pubDate>
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<div class="allowTextSelection">Sono sempre i sogni a fare la realtà&#8230;</div>
<div class="allowTextSelection">Pomeriggio estivo. Spiaggia. Un bimbo sguazza sul bagnasciuga rincorrendo le dolci onde d&#8217;un mare sommariamente calmo. &#8220;Papà, papà, facciamo un castello di sabbia?&#8221; &#8220;Certo amore, inizia a scavare il fossato che circonda la fortezza, oggi non costruiremo il solito castello, costruiremo il più bel villaggio fortificato mai esistito&#8221;.</div>
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<div>
<div dir="auto">Forse per gioco, forse inconsapevolmente, forse conosce la portata di ciò che ha detto, fatto sta che quel papà ha già vinto! Ha vinto perché educa ai grandi sogni.</div>
<div dir="auto">I sogni, oggi c&#8217;è qualcuno che ancora educa ai sogni? Eppure &#8211; quanto è vero &#8211; sono sempre i sogni a fare la realtà. Per costruire una bella realtà occorrono buoni sogni.</div>
<div dir="auto">In questi giorni a Nocera Umbra il Settore Giovani nazionale di AC ha allestito una vera e propria palestra di sogni, perché ha ben intuito che per sognare in grande ci vuole allenamento e ci vogliono cuori che sanno battere all&#8217;unisono.</div>
<div dir="auto">Quando in equipe i nostri vice ci proposero di partecipare a questa esperienza, avevo la sensazione che questa occasione non poteva essere persa. Insieme al mitico Franco, e le msacchine Martina e Chantal inizia venerdì scorso questa avventura.</div>
<div dir="auto">Partendo dalla complementarità di Marta e Maria (Lc 10, 38-42), da Betania, attraverso la carezza dell&#8217;assistente generale Mons. Gualtiero Sigismondi, è arrivato il primo esercizio, che consta di tre fasi: Accogliere, Ascoltare, Servire. È molto importante, per la buona riuscita dell&#8217;esercizio, che non vengano saltate o invertite le fasi.</div>
<div dir="auto">Lo stile evangelico che viene fuori da questo esercizio è uno dei quattro ingredienti attraverso cui è possibile costruire tanti magnifici castelli (non di sabbia). Gli altri tre ingredienti: la libertà, quella vera; il perdono che accoglie; la forza della debolezza.</div>
<div dir="auto">Il secondo esercizio ci viene offerto da don Luigi Verdi, Responsabile della Fraternità di Romena: siate belli, teneri e gioiosi. Più che un invito, un imperativo categorico!</div>
<div dir="auto">Ora, se è vero che la realtà è superiore all&#8217;idea, occorre innanzitutto leggerla per comprendere quanto già c&#8217;è, cosa manca, quali potenzialità già esistono per costruire. Altra terna di indicazioni, questa volta offerta da Papa Francesco: Armonia, testimonianza, cura dei bisognosi. Come e dove avviene già? Come e dove attivare nuovi processi?</div>
<div dir="auto">È ora di fare la realtà!</div>
<div dir="auto">Attraverso un&#8217;attenta luttura di risorse e mancanze dei vari territori d&#8217;Italia, i giovani sono arrivati passo dopo passo a darsi un&#8217;idea, un progetto, un sogno, poi un piccolo proposito, un piccolo impegno che man mano è diventato prima una serie di punti programmatici, poi un vero e proprio Manifesto: il manifesto dei Giovani di Azione Cattolica. Non si tratta di un trattato retorico, generico e fuori dalla realtà, bensì un vero e proprio programma con impegni precisi per una realtà concreta che conosciamo e viviamo.</div>
<div dir="auto">Esistono! Esistono i sognatori, quelli che non si perdono in fantasie, quelli contemplAttivi, quelli che guardano oltre la siepe, oltre le piaghe, quelli che sanno ridere di cuore lavorando per un sogno&#8230;</div>
<div dir="auto">quelli che si tifano contro abbracciandosi, quelli che un buon appetito dura 20 minuti, quelli che pregano col sorriso di un bambino e cantano a squarciagola, quelli che ogni mondo è paese, quelli con la fierezza di indossare la stessa maglietta, quelli che fa piacere conoscere nuovi amici, quelli che non azzeccano una battuta a pallavolo, che fan paura a giocare a calcio, quelli dei cori, dei tifi e degli abbracci.</div>
<div dir="auto">Quelli di oggi, quelli di domani, quelli che cambieranno il mondo.</div>
<div dir="auto" style="text-align: right;">Nicola Sergianni (membro d&#8217;equipe giovani- S. Pietro Apostolo, Scafati)</div>
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<div dir="auto">Respira questa libertà. Scatena la non-violenza a scuola!</div>
<div dir="auto">È stato questo il titolo del campo nazionale Msac tenutosi a Nocera Umbra (PG) dal 27 al 31 luglio. In questi giorni ci siamo soffermati sui diversi tipi di violenza che caratterizzano le nostre vite. Appena arrivati i vicepresidenti nazionali giovani e i segretari nazionali Msac ci hanno illustrato il tema del campo, scelto per costruire la nostra storia futura, impegnandoci ad impiegare il nostro cuore nella battaglia tra violenza e pace. L&#8217;obiettivo è quello di rendersi conto che essere liberi è una condizione per tutti o per nessuno, e che per accettare la libertà degli altri occorre ammettere i nostri limiti. Cosi si respira la vera LIBERTÀ!</div>
<div dir="auto">Il giorno seguente, grazie alla meditazione dell&#8217;Assistente ecclesiastico generale dell&#8217;Azione Cattolica Italiana Mons. Gualtiero Sigismondi, abbiamo soffermato l&#8217;attenzione su un passo del vangelo di Luca, che vedeva come protagoniste Marta e Maria. In particolare, ci siamo soffermati su tre verbi: Accogliere &#8211; Ascoltare &#8211; Servire, ognuno legato all&#8217;altro da un modo indissolubile, dal momento che l&#8217;accoglienza è la chiave del servizio. L&#8217;ordine di queste tre parole va assolutamente rispettato, questo per rafforzare rispettivamente il nostro rapporto con noi stessi, con Dio e con gli altri. Abbiamo, inoltre, analizzato la correzione fraterna, che Dio applica nei confronti di Marta, e per cui sono fondamentali quattro elementi: la Discrezione, la Dolcezza, la Chiarezza e la Fortezza. Marta viene rimproverata non per quelli che fa ma per come lo fa, di conseguenza alla sua figura è associato l&#8217;aggettivo &#8220;Ansiosa&#8221;, perché vuole fare più cose insieme, a differenza di Maria che si concentra su una sola cosa e apprende la parte migliore di Gesù. Marta passa dall&#8217;accoglienza al servizio senza l&#8217;ascolto, che costituisce la chiave di volta delle relazioni. &#8220;Se non accogli non puoi ascoltate e se non ascolti non puoi servire&#8221; è questa le regola d&#8217;oro delle relazioni umane e del rapporto col Signore. Nel pomeriggio, grazie al confronto con Andrea Piscopo ( Formatore specializzato nella gestione maieutica dei conflitti), abbiamo trattato le differenze tra conflitto e violenza partendo da una frase di Friedrich Hacker: <em>&#8220;La violenza è semplice, le alternative alla violenza sono complesse&#8221;</em>. Il conflitto indica un contrasto, un&#8217;opposizione mentre la violenza è un&#8217;azione, esercitata da un soggetto su un altro agendo contro la sua volontà. Al termine del confronto siamo arrivati alla conclusione che per sconfiggere la violenza bisogna lavorare sulle relazioni, in ogni loro campo.</div>
<div dir="auto">Il terzo giorno dopo la Santa Messa presieduta dal Vescovo della diocesi di Gubbio, quattro interventi tenutisi nella plenaria, ci hanno permesso di dare un #occhio_sul_mondo a proposito della discriminazione di genere, della violenza nel linguaggio della politica, delle guerre nel mondo e del fenomeno mafioso. Successivamente ognuno di noi ha scelto uno di questi quattro temi e abbiamo svolto un laboratorio con le figure rappresentative di essi, rispettivamente Elisa Piazzoli, Gianni Borsa, Riccardo Cristiano e Davide Pati.</div>
<div dir="auto">Sono emerse diverse riflessioni significative&#8230;siamo in un’era dove il Vangelo viene usato come arma, dove se non c’è conoscenza la politica degenera in violenza, dove la prima causa di morte nelle donne tra i 16 e i 70 anni è la violenza, dove i giovani vanno spinti a disinstallarsi e lottare affinché si possa sperare nel cambiamento, affinché ci possa essere il cambiamento.</div>
<div dir="auto">Subito dopo pranzo, passato il momento #caffecolMSAC, nel pomeriggio siamo stati insieme al Settore Giovani. In un primo momento siamo stati divisi in stanze dove vi erano esposti diverse immagini, dati statistici, testimonianze e articoli a proposito di temi quali immigrazione, Europa ed ecomafie. Successivamente ci è stato chiesto di condividere le cose che più ci avevano colpito.</div>
<div dir="auto">Mentre in un secondo momento siamo passati all’analisi del MSAC, di come procedere nel promuoverlo, di quali difficoltà si riscontrano all’inizio.. e abbiamo dato risposte a curiosità dei giovani, soprattutto di coloro che non vivono la realtà del MSAC nella diocesi.</div>
<div dir="auto">Infine dopo la preghiera della sera ci siamo deliziati con carni, salumi, formaggi e altri cibi tipici umbri, e dopo esserci scatenati ballando tutti insieme siamo andati a dormire.</div>
<div dir="auto">Il giorno successivo, dopo la celebrazione mattutina tenutasi dall’assistente nazionale MSAC, Don Michele Pace, ci siamo recati in plenaria dove abbiamo incontrato l’Onorevole Elena Ferrara, Senatrice della repubblica italiana e promotrice della legge 71/2017 per la tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto di fenomeni di cyberbullismo. La senatrice, fin dall’inizio molto disponibile al dialogo, ci ha raccontato la storia di Carolina Picchio, una ragazza suicidatasi a causa di fenomeni di cyber bullismo. È stato proprio l’atto così radicale della ragazzina a spingere l’onorevole a battersi pur di promuovere la legge 71/2017. Ci ha fatto comprendere come le parole siano più forti delle botte, come la violenza porti i ragazzi a sentirsi inadeguati alla vita e ci ha spiegato cosa fare se ci troviamo ad essere spettatori di un atto di violenza o peggio, vittime di esso.</div>
<div dir="auto">Dopo pranzo, dopo aver parlato insieme al #caffecolMSAC di cosa ci aiuta a promuovere il MSAC nelle nostre scuole, abbiamo svolto un attivitá di studio di alcuni documenti riguardanti la legge 71/2017 e altri dati riguardanti il bullismo abbiamo condiviso le risposte a diverse domande che ci venivano poste a proposito delle modalità di punizione, alle campagne di sensibilizzazione e alle diverse modalità di denuncia pensate dallo stato e da altri enti.</div>
<div dir="auto">Siamo msacchini e in quando tali ci sta a cuore ogni singola persona che ci circonda e prima di tutto il suo bene, per questo ci siamo impegnati a fare di più nelle nostre scuole pur di #scatenare_la_nonviolenza.</div>
<div dir="auto">Infine dopo la preghiera serale e la cena, abbiamo fatto il torneo di calcetto e di pallavolo contro il Settore e ovviamente abbiamo vinto noi. Siamo quindi arrivati, a malincuore, all&#8217;ultimo giorno, durante il quale abbiamo vissuto l’ultimo laboratorio e abbiamo assistito alle conclusioni.</div>
<div dir="auto">Il laboratorio era intitolato &#8220;Respira questa libertà&#8230; e che settembre ci porti una strana felicità&#8221;, a tal proposito ci siamo soffermati su tutte le iniziative che da settembre abbiamo intenzione di svolgere nei nostri circoli Msac diocesani. Quest&#8217;attività ci è servita molto, non solo per riflettere su tutto il campo appena vissuto ma soprattutto per prendere spunto dagli altri partecipanti al campo, i quali hanno arricchito, con le loro proposte, maggiormente il nostro bagaglio di campo. Nel secondo momento della giornata ci siamo recati in plenaria insieme al Settore Giovani dove Luisa, Michele, Adelaide e Lorenzo hanno tirato le fila di questo campo.</div>
<div dir="auto">Come MSAC siamo nelle scuole perché vogliamo aprirci, dunque abbiamo imparato che di fronte agli altri dobbiamo “stare sulla soglia”, attendere senza essere invasivi, dobbiamo avere l’umiltà di non pretendere nulla, dobbiamo invece attendere e ascoltare, perché non possediamo la verità, ma possiamo lasciarci possedere da essa, quando entriamo in classe non abbiamo le risposte a tutto e dunque dobbiamo lasciarci possedere dal bene che vogliamo alla nostra scuola.</div>
<div dir="auto">Disinstalliamoci e iniziamo a lottare con la capacità di riprogrammare il nostro servizio, essendo consapevoli che dobbiamo preoccuparci dei come e non dei perché, che dobbiamo rinunciare alla perfezione per una realtà che ci interpella ora.</div>
<div dir="auto">Ma soprattutto con la consapevolezza che i problemi possiamo risolverli insieme, risolvere i problemi insieme vuol dire essere famiglia ed essere famiglia vuol dire essere associazione, perché gli altri ci stanno a cuore.</div>
<div dir="auto">“L’Azione cattolica è una realtà di persone che si vogliono bene”</div>
<div dir="auto" style="text-align: right;">Martina De Cicco (Parrocchia S. Michele, Saviano)</div>
<div dir="auto" style="text-align: right;">Chantal Montagnaro (Parrocchia S.Pietro Apostolo, Scafati)</div>
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		<title>Il lavoro #Tcambia la vita &#8211; il racconto di Mariagrazia dal modulo adulti nazionale</title>
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				<pubDate>Tue, 31 Jul 2018 07:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Formisano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Parrocchie]]></category>
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		<category><![CDATA[campo nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>

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								<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro ti cambia la vita!!!<br />
Calambrone (Pi) 27 29 Luglio<br />
È stato questo il titolo del campo nazionale adulti che ha accompagnato lo scorso weekend me e la nostra segretaria Emilia. Giorni belli, intensi, dove, insieme ad altri cento tra vice adulti diocesani e membri di equipe adulti provenienti da tutta Italia, ci siamo interrogati sul tema &#8220;scottante&#8221; del lavoro. È bene che l&#8217;Azione Cattolica valorizzi il lavoro &#8220;come percorso di umanizzazione&#8221;; attraverso la cura delle coscienze, faccia riscoprire il lavoro come dignità per esprimere al meglio i propri talenti, attivando nuove sfide, ascoltando la vita della gente affinché senta la nostra mano tesa in questo periodo &#8220;non bello&#8221; dal punto di vista lavorativo.<br />
Il segretario Marco Bentivogli della FIM CISL ci ha dato una visione del mondo del lavoro da qui a qualche anno ottimistica e ci ha detto che la vera sfida non è abbattere la tecnologia ma mettere al centro di essa la persona.<br />
Durante la visita al museo della Piaggio, dove tutti siamo ritornati un po&#8217; &#8220;ragazzi&#8221;, molto toccante è stata la testimonianza di un ex imprenditore di Pontedera, Marco Casalini, fondatore e presidente della fondazione &#8220;Il gabbiano blu&#8221;, che nel 2015 ha chiuso la sua azienda per dare vita ad un ristorante gestito da ragazzi con disabilità, da allora si occupa di progettazioni sociali, quali case famiglia per genitori con ragazzi affetti da disabilità.<br />
Interessante è stato l&#8217;ultimo testimone padre Paolo Benanti, docente di Teologia morale, da ottimo esperto di tecnologie ci ha chiarito un po’ le idee circa il rapporto uomo-macchine. Ha sostenuto, soprattutto, che i robot non potranno mai sostituire l&#8217;uomo appieno nella produzione lavorativa, lasciandoci con un interrogativo alquanto interessante: &#8220;L&#8217;algoritmo predice o produce?&#8221;. E i calcoli che facciamo dicono il futuro o producono qualcosa nella nostra vita?<br />
Ringrazio l&#8217;Azione cattolica nazionale per questi giorni di grazia, l&#8217;assistente don Fabrizio che con la sua dolcezza è stato in questi giorni un padre!<br />
Mannoia canta:  &#8220;Dicono che c&#8217;è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare, io dico che c&#8217;era un tempo sognato che bisognava sognare&#8221;.<br />
Sì, sogniamolo questo tempo, anche in età adulta, perché i sogni rendono bella la vita, aiutano a sorridere&#8230; di sicuro ci terrà per mano un Amico speciale, nonostante le nostre miserie, perché Lui fa del nostro poco, grandi cose!!!</p>
<p>Allora Azione Cattolica sei pronta a sognare??? Sei pronta ad entrare nella realtà per poi accompagnarci alla scoperta del mondo del lavoro? Buona sfida!!!<br />
Mariagrazia Ciccone, equipe adulti diocesana, parrocchia Immacolata di Saviano.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.azionecattolicanola.it/2018/07/il-lavoro-tcambia-la-vita-il-racconto-di-mariagrazia-dal-modulo-adulti-nazionale/">Il lavoro #Tcambia la vita &#8211; il racconto di Mariagrazia dal modulo adulti nazionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.azionecattolicanola.it">Azione Cattolica Nola</a>.</p>
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