Punto focale: il racconto del ritiro adulti 2025

Pubblichiamo il racconto di Carla e Francesco che hanno partecipato al ritiro adulti del 15-16 novembre

il 15 e 16 novembre scorsi noi adulti di Azione cattolica abbiamo vissuto il week end di spiritualità diocesano, guidato dal nostro assistente don Aniello Verdicchio. Non è la prima volta che partecipo agli esercizi spirituali e staccare la routine quotidiana x mettersi in ascolto, guardarsi dentro e stare a tu per tu con il Signore è una gioia immensa. Ogni momento ha avuto il suo valore estremo, dalle lodi ai vespri serali con il momento più vivo ed emozionante dell’adorazione Eucaristica di sabato sera, dove ognuno di noi ha potuto sperimentare la presenza viva e vera di Gesù e sentire la Sua voce parlare al proprio cuore. La novità di quest’anno è stato il pellegrinaggio alla chiesa giubilare di S. Giuseppe, dove oltre ad ammirarne la bellezza ci sono stati spiegati i gesti che si compiono durante la messa. Le varie meditazioni su Atti degli apostoli (8:24),il racconto dei discepoli di Emmaus e dell’ultima cena, ci lasciano interrogare sul punto focale della nostra  vita: quanto tempo dedichiamo a Gesù e agli altri, se con la nostra vita siamo veri testimoni del vangelo e cosa devo cambiare per essere un cristiano credibile. Lode a Dio per questi giorni vissuti insieme dove si cresce nella fede e nella fratellanza. Immensa gratitudine a chi amorevolmente ha permesso tutto ciò.

Carla Troilo, parrocchia Santa Maria delle Vergini di Scafati

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In questa fase della mia vita, soprattutto dopo tanti anni, sento ancora il bisogno di sostare, ritagliare il mio “deserto nella città” per ricaricare e ridare un senso al mio cammino. Proprio come scrive papa Francesco nell’Evangelii Gaudium n. 262 “[…] Occorre sempre coltivare uno spazio interiore che conferisca senso cristiano all’impegno e all’attività. Senza momenti prolungati di adorazione, di incontro orante con la Parola, di dialogo sincero con il Signore, facilmente i compiti si svuotano di significato, ci indeboliamo per la stanchezza e le difficoltà, e il fervore si spegne.
[…]”. I weekend di spiritualità Adulti, proposti e programmati dalla diocesi, sono una di queste occasioni: due giorni in cui curare la propria interiorità nella preghiera e nella condivisione. “Punto focale: dove tutto prende forma”, il titolo del weekend che si è tenuto il 15 e il 16 Novembre presso il centro giovanile dei Giuseppini del Murialdo a S. Giuseppe, ci ha subito fatti entrare nel vivo della riflessione: riflettere sull’accompagnamento, riscoprendo la nostra esperienza di fede non come una esperienza isolata, ma come una realtà in cui ciascuno accompagna e si lascia accompagnare per trovare il punto focale della nostra vita, Gesù Cristo. Le tre meditazioni proposte sono state l’incontro tra Filippo e l’eunuco, il racconto dell’ultima cena e l’esperienza dei discepoli di Emmaus. Quello che mi ha colpito particolarmente dei tre racconti, come anche il nostro assistente ha sottolineato più volte, è la presenza continua di domande e quindi l’importanza di fare e farsi domande per poter crescere nel cammino della vita. Mi sono reso conto che come cristiano, forse, sono chiamato più che a dare risposte, a far nascere domande perché la fede non è un pacchetto di soluzioni preconfezionate, non è un’idea da imporre, ma un incontro da sperimentare: è quell’incontro che cambia la vita, che fa ardere il cuore, che non fa mai sentire solo anche quando tutto sembra perdersi nel frastuono di ogni giorno, nelle brutte notizie che arrivano, nelle ferite delle persone, nelle guerre, nella solitudine, nelle incomprensioni quotidiane. Torno a casa con l’impegno di continuare ad allenare la mia capacità di saperlo riconoscere in un gesto inatteso di bontà, in qualcuno che mi ascolta davvero, in una parola che arriva al momento giusto e, soprattutto, di alimentare l’incontro con lui nella celebrazione eucaristica. Il laboratorio di condivisione finale mi ha fatto, poi, sperimentare tutto quello che di bello ho scoperto durante questi giorni di spiritualità. Lo ammetto: ho sempre avuto difficoltà a confrontarmi con gli adulti soprattutto quando mi sento dire che certe cose non posso capirle perché “troppo giovane” o con meno vita ed esperienze vissute. Le condivisioni degli altri adulti, molto belle e anche forti, invece, mi hanno fatto capire che, andando oltre le distanze anagrafiche, ci sono persone con le loro fragilità, con i loro dubbi, anche più grandi dei miei, con i loro momenti tristi e difficili. Ho visto in loro quel coraggio che a volte a me manca e il desiderio, nonostante tutto, di continuare a ricevere e donare amore, di fidarsi e affidarsi perché, a mio avviso, hanno saputo, anche inconsapevolmente, non distogliere lo sguardo da Cristo, loro punto focale, sentendosi sempre accompagnati e mai soli.

Francesco Cimitile, comunità interparrocchiale di Brusciano

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