


Archive for the 'Fatti e disfatti' Category
Questo video lo abbiamo visto, spero, tutti in questi giorni e tutti ci siamo fatti la stessa domanda: “com’è possibile morire nell’indifferenza totale?”. Ma la domanda che dovremmo farci è anche un’altra: “Noi cosa avremmo fatto se fossimo stati sul posto?”
L’influenza suina è una malattia respiratoria che colpisce i maiali ed è causata dal virus influenzale A/H1N1. Normalmente la malattia colpisce solo i maiali ma può essere trasmessa pure l’uomo da animali malati e in alcuni casi anche da uomo a uomo. Come tutti sapranno, il nuovo focolaio della malattia è scoppiato in Messico e proprio dai giornali messicani arrivano ulteriori informazioni sull’origine dell’epidemia. Il principale indiziato é Read the rest of this entry »
Oggi è il giorno di una ricorrenza speciale, o meglio del compleanno di una persona speciale: Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina e senatrice a vita, da oggi centenaria.
Perché è speciale? Per una serie di ragioni, o forse per una sola che le racchiude tutte. Laureatasi in medicina nel 1936, iniziò a lavorare come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria all’università , interessandosi ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. La sua carriera universitaria fu però interrotta dalla promulgazione delle leggi razziali da parte del regime fascista, che la costrinsero, in quanto ebrea, ad emigrare in Belgio, ma non le impedirono di continuare a fare ricerca in un laboratorio casalingo. Al termine della seconda guerra mondiale proseguì le sue ricerche presso il Dipartimento di zoologia della Washington University, dove lavorò per trent’anni, diventando una tra le pochissime ricercatrici donne di rilievo internazionale. Read the rest of this entry »
Non sono trascorse molte ore da quando abbiamo nuovamente ricevuto l’annuncio più grande della nostra esistenza cristiana, eppure, se sfogliamo le pagine di un quotidiano, ascoltiamo un telegiornale, consultiamo un sito web di informazione, sembra che nonostante la salvezza di Cristo nulla sia cambiato nel mondo, che egualmente vano sia stato il nostro nascere.
Tuttavia intorno a noi ci sono tanti segni della speranza, che se pur divisa in tante fiammelle non estingue il suo splendore.
Come il progetto di solidarietà per la realizzazione dell’ospedale “S. Paolino da Nola” nel villaggio di Koria, nella provincia di Koun Fao, in Costa d’Avorio, per dare forma concreta al valore della carità, elemento fondamentale nell’eredità spirituale di S. Paolino, e realizzato grazie alla collaborazione dell’associazione “ E ti porto in Africa” con il comune di Nola e la Curia Vescovile. Un ospedale che servirà circa 300mila persone sparse in 159 villaggi.
Intanto, dal 17 marzo l’UNICEF si è trovata a dover fronteggiare la sospensione di 16 Organizzazioni Non Governative in Darfur, da parte del governo sudanese in risposta al mandato di arresto per il Presidente del Sudan, Omar Al-Bashir, accusato di crimini di guerra e contro l’umanità, quale principale responsabile delle gravissime violazioni dei diritti umani in atto nel Darfur. Ciononostante nessuno si è arreso, continuando a lavorare per fornire i servizi per la salute e garantire la distribuzione di cibo, con particolare apprensione per l’avvicinarsi della stagione in cui c’è carenza di cibo e che inizia proprio in aprile.
A molti chilometri di distanza dal Darfur ( e da meno tempo, ma non con meno impegno e spirito di sacrificio), un altro segno di speranza nell’impegno per i terremotati d’Abruzzo : la Presidenza della Cei ha intanto disposto lo stanziamento di tre milioni di euro dai fondi dell’otto per mille; per le iniziative più urgenti, la Caritas Italiana ha già effettuato un primo stanziamento di 100.000 euro e ha lanciato un appello alla solidarietà ( a cui è possibile contribuire secondo queste indicazioni ) ; come segno di vicinanza l’Osservatore Romano ha lanciato una colletta per raccogliere fondi, cui ha già aderito l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi.
Nel pieno poi di una crisi economica e sociale, solidarietà viene ancora dall’iniziativa congiunta di Caritas e Cei di andare incontro alle necessità dei più poveri e bisognosi, poiché la Chiesa, sull’esempio del Maestro, che annunciò ai poveri il Regno dei Cieli, si occupa della evangelizzazione e si preoccupa della promozione umana.
Atti di solidarietà e luci di speranza non sono, a volte, progetti da realizzarsi in terre lontane e neanche aiuti portati in paesi vicini: in alcuni casi piccoli gesti eccezionali dimostrano la vicinanza a chi soffre, nella capacità di dissolvere le presunte barriere ideologiche, come è accaduto poco prima che si concludesse il funerale di stato per le vittime del sisma in Abruzzo, quando è intervenuto Nour Dachan, presidente dell’ Unione Comunità Islamiche in Italia e Imam della moschea di Ancona, pronunciando una breve benedizione per le 6 vittime di religione islamica del terremoto.
Appare chiaro che luci di speranza sono accese nel mondo quotidianamente da tutti gli uomini di buona volontà; tuttavia, dopo il lieto annuncio della Pasqua non possiamo dimenticare che ai cristiani è chiesto qualcosa in più: il mondo ci chiede prove della resurrezione di Gesù, e le prove non possono essere solo il sepolcro vuoto o le sue apparizioni ai discepoli. Le prove più grandi che noi possiamo dare al mondo sono la speranza, la solidarietà e il servizio.
Sono giorni di commozione, stravolgimento, spaesamento questi che hanno succeduto il tremendo terremoto dell’Abruzzo.
Ad oggi (anche se purtroppo si dovebbe dire ad ora, visto che non sappiamo quanto questa conta avrà fine) i morti accertati sono 279 di cui 16 bambini, 1500 i feriti, 28000 gli sfollati.
Venerdì alle 11 si terranno le esequie di stato per tutte le vittime, e sarà proclamato lutto nazionale.
Purtroppo continuano le scosse di assestamento: dalla scossa che ha generato il disastro sono state registrate circa 300 altre repliche di cui la più forte quella di ieri, 7 aprile alle ore 19,45 che ha causato altra distruzione ed un’altra vittima.
Ci sono altri dispersi da trovare e le ricerche continueranno senza sosta fino a Pasqua.
Molte storie di speranza però vanno intrecciandosi a storie di dolore: come quella delle oltre 100 persone salvate dalle macerie, come Marta salvata dopo 24 ore, come Eleonora salvata dopo 42 ore, come la 98enne che per 30 ore sotto i calcinacci ha continuato a lavorare all’uncinetto.
Intanto grande solidarietà, grande senso di responsabilità e impegno da parte degli altri connazionali: si sono mobilitate negli ultimi due giorni 8500 persone tra cui 5100 della Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Soccorso alpino, forze dell’ordine, 1300 militari, 72 tra ingegneri e architetti, 13 squadre speleo-alpine e fluviali, 40 unità cinofile, 6 squadre specializzate nel recupero sotto le macerie. Sono state installate 31 tendopoli e 24 cucine da campo.
Tra i soccorritori un pompiere bergamasco è deceduto in seguito ad un infarto dovuto all’eccessivo sforzo: ha dato tutto se stesso nel tentativo di salvare vite umane. Tante anche le persone che si sono recate sul posto autonomamente, come medici-clown per assistere i bambini, psicologi per sostenere i familiari delle vittime, piccoli commercianti che hanno raccolto cibo per distribuirlo nelle tendopoli.
Il presidente del consiglio fa sapere che ad oggi non servono più aiuti, ma soldi. Anche le donazioni del sangue sono bloccate perchè se ne ha a sufficienza, mentre sono richiesti alimenti, latte a lunga conservazione e in polvere, acqua, omogeneizzati, coperte, abiti e scarpe (nuovi), pannolini.
Nel Napoletano sono stati installati diversi punti di raccolta, di cui uno nella nostra diocesi, a Marigliano, via Faibano 65 (tel 3393513740).
La presidenza nazionale dell’AC è in contatto costante con la Caritas italiana; è possibile fare delle donazioni attraverso il C/C POSTALE N. 347013 o tramite UNICREDIT BANCA DI ROMA S.P.A. IBAN IT38 K03002 05206 000401120727 (causale :TERREMOTO ABRUZZO) o inviando un semplice sms al numero 48580 (mandandolo si donerà 1€, mentre se si chiamerà questo numero da un telefono fisso si doneranno 2€)
Tra poche ore saremo nel pieno del triduo Pasquale, e noi che siamo qui, e che ci sentiamo inutili ed impotenti di fronte a questa catastrofe, possiamo porci di fronte l’altare della reposizione, durante la veglia del Giovedì santo e pregare così:
“Abbiamo bisogno di Te, di Te solo,
e di nessun altro.
Tu solamente, che ci ami,
puoi sentire per noi tutti che soffriamo
la pietà che ciascuno di noi sente per se stesso.
Tu solo puoi sentire quanto è grande,
incommensurabilmente grande,
il bisogno che c’è di Te, in questo mondo,
in quest’ora.
Nessun altro, nessuno dei tanti che vivono,
nessuno di quelli che dormono nella mota
della gloria, può dare, a noi bisognosi,
riversi nell’atroce penuria,
nella miseria più tremenda di tutte,
quella dell’anima, il bene che salva.
Tutti hanno bisogno di Te,
anche quelli che non lo sanno,
e quelli che non lo sanno,
assai più di quelli che sanno.
L’affamato s’immagina di cercare il pane
ed ha fame di Te.
L’assetato crede di voler l’acqua
ed ha sete di Te.
Il malato s’illude di agognare la salute
e il suo male è l’assenza di Te.
Chi cerca la bellezza del mondo cerca,
senza accorgersene,
Te che sei la bellezza intera e perfetta;
chi persegue nei pensieri la verità,
desidera, senza volere,
Te che sei l’unica verità, degna di essere saputa;
chi s’affanna dietro la pace cerca Te,
sola pace dove possono riposare i cuori più inquieti.
Essi ti chiamano senza sapere che Ti chiamano,
il loro grido è inesprimibilmente più doloroso del nostro.”
(Giovanni Papini)
Nei commenti, se vuoi, puoi scriverci la tua preghiera per i terremotati


