Questo post è stato scritto venerdì, 26th giugno 2009 alle 14:28 nella categoria Senza categoria. È possibile seguire tutte le risposte a questo post tramite i feed RSS 2.0. I commenti e i ping sono attualmente chiusi.


Vacanze: tempo di donne in vetrina
Ormai ci siamo: è tempo di Vacanze…!!!
Il mese di giugno è quasi finito, la scuola è completata, i quadri dei voti sono usciti, gli esami (per i maturandi e gli universitari) sono già iniziati, il caldo “impazza”, la voglia di mare e di relax si fa sentire…
In Tv le reclame pubblicitarie promuovono costumi da bagno, creme abbronzanti, unguenti doposole, giochi d’acqua, luoghi di villeggiatura; giornali e riviste parlano di estate, moda-mare, montagna, diete estive, relax ecc. Molti programmi televisivi sono andati in vacanza cedendo il loro spazio alle trasmissioni estive.
Sbirciando in giro, ovunque risaltano immagini estive: paesaggi marini, ombrelloni, piscine, spiagge, lettini, creme da sole, persone in costume ad abronzarsi et cetera, che richiamano alla mente il tema delle vacanze.
Nelle vetrine dei negozzi sono esposti costumi da bagno, teli mare, copri costume, creme abbronzanti, pistole ad acqua , materassini gonfiabili, sedie sdraio, offerte turistiche… e da quest’anno anche donne in carne ed ossa, vive e vegete.
Si, propirio così, vere ragazze, “messe in vetrina” ad indossare gli indumenti estivi al posto dei classici manichini.
Non ci credete…!? Bhe… allora vi conviene fare una giro tra le strade di Napoli e transitare per via Marcello Fossataro.
Stamattina infatti, andando all’ Università, ho notato lì un gruppetto di persone incuriosite, soffermarsi davanti la vetrina di un importante negozio di intimo ed abbigliamento femminile: tre bellissime ragazze in bikini color lilla, con silhouette e abbronzatura perfette, campeggiavano in vetrina su uno sfondo tipicamente vacanziero, appositamente allestito e composto da ombrellone hawaiano, tavolino di vimini, drinks tropicali, sedie sdraio e finta sabbia. Qualcuno dei presenti qualche volta esclamava: “Che spettacolo!” ; qualcun’altro commentava: “è un’indecenza!“, altri ancora assistevano in silenzio sgomenti o compiaciuti. Intanto le tre avvenenti commesse fingevano di prendere il sole, o sfogliavano una rivista, talvolta parlavano tra loro ed ogni tanto ammiccavano sorridenti al pubblico divertito.
Una creativa ed originale tecnica pubblicitaria? Una spietata forma di sfruttamento lavorativo? Una perforamnce artistica post-moderna? Un’ offesa alla dignità della donna? Un piacevole spettacolo? una provocazione? una candid camera? Una cosa indecente?
Cosa ne pensate, voi, cari lettori?
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