Vacanze: tempo di donne in vetrina


Ormai ci siamo: è tempo di Vacanze…!!!

Il mese di giugno è quasi finito, la scuola è completata, i quadri dei voti sono usciti, gli esami (per i maturandi e gli universitari) sono già iniziati, il caldo “impazza”, la voglia di mare e di relax si fa sentire…

In Tv le reclame pubblicitarie promuovono  costumi da bagno, creme abbronzanti, unguenti doposole, giochi d’acqua, luoghi di villeggiatura;  giornali e riviste parlano di estate, moda-mare, montagna, diete estive, relax ecc. Molti programmi televisivi sono andati in vacanza cedendo il loro spazio alle trasmissioni estive.

Sbirciando in giro, ovunque risaltano immagini estive:  paesaggi marini,  ombrelloni, piscine, spiagge, lettini, creme da sole,  persone  in costume  ad abronzarsi et cetera,   che richiamano  alla mente  il tema delle vacanze.

Nelle vetrine dei negozzi sono  esposti costumi da bagno, teli mare, copri costume, creme abbronzanti, pistole ad acqua , materassini gonfiabili, sedie sdraio, offerte turistiche… e da quest’anno anche donne  in carne ed ossa, vive e vegete.

Si, propirio così, vere ragazze, “messe in vetrina” ad indossare gli indumenti estivi al posto dei  classici manichini.

Non ci credete…!?  Bhe… allora vi conviene fare una giro tra le strade di Napoli e transitare per via Marcello Fossataro.

Stamattina infatti, andando all’ Università,  ho notato lì un gruppetto di persone incuriosite, soffermarsi davanti la vetrina di un importante negozio di intimo ed abbigliamento femminile:  tre bellissime ragazze in bikini color lilla, con silhouette e abbronzatura perfette, campeggiavano in vetrina su uno sfondo tipicamente vacanziero, appositamente allestito e composto da ombrellone hawaiano, tavolino di vimini, drinks tropicali, sedie sdraio e finta sabbia. Qualcuno dei presenti  qualche volta esclamava: “Che spettacolo!” ; qualcun’altro commentava: “è un’indecenza!“, altri ancora assistevano in silenzio sgomenti o compiaciuti.  Intanto le tre avvenenti commesse  fingevano  di prendere il sole,  o sfogliavano  una rivista, talvolta parlavano tra loro ed ogni tanto ammiccavano sorridenti al pubblico divertito.

Una creativa ed originale tecnica pubblicitaria?  Una spietata forma di sfruttamento lavorativo? Una perforamnce  artistica post-moderna? Un’ offesa alla dignità della donna? Un piacevole  spettacolo?  una provocazione? una candid camera? Una cosa indecente?

Cosa ne pensate, voi, cari lettori?

Inserite qui sotto  un vostro commento…

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