michele acr

Pronti a scattare… il racconto del campo nazionale Acr!

“Si è svolto “in casa” il campo nazionale Acr per responsabili e assistenti diocesani e precisamente ad Alberi – frazione di Meta di Sorrento  – dal 4 all’8 agosto. “Chiamati a comunicare vita: l’Acr per la Chiesa dell’Evangelii Gaudium” il titolo di questa esperienza che ha visto protagonisti i responsabili Acr di tantissime diocesi italiane e, indirettamente, i piccoli dell’associazione. È continuata la riflessione, già cominciata lo scorso anno a Lecce, su quali siano le possibili scelte dell’Acr perché l’esortazione di papa Francesco diventi realtà nelle nostre diocesi e parrocchie e si passi dai buoni propositi alle buone prassi.

Il campo per me è cominciato tardi ma mi sono bastati tre giorni per comprendere che oggi mettersi a servizio del cambiamento di prospettiva a cui ci spinge l’esortazione apostolica e interrogarsi sul ruolo dei piccoli e degli educatori diventa una priorità e un impegno. Il campo è stata l’occasione per tornare sulle componenti fondamentali della proposta formativa dell’Acr per rileggerle alla luce delle scelte della nostra Associazione e della nostra Chiesa. “Un sogno, un impegno, un progetto” come lo ha definito il nuovo responsabile nazionale Acr Luca Marcelli che nel presentare il campo ha invitato tutti i presenti a vivere “il sogno di una Chiesa e di un’Acr sempre più a misura di ragazzo come un impegno da realizzare attraverso progetti condivisi perché i piccoli si sentano sempre più protagonisti in questa comunità di amici che crescono insieme”.  A questa provocazione si è aggiunta la riflessione dell’assistente generale Mons. Gualtiero Sigismondi e quella del presidente Matteo Truffelli i quali ci hanno aiutato ad “aprire gli occhi” su quegli aspetti dell’EG che sollecitano oggi l’associazione, in particolare per ciò che attiene l’accompagnamento dei più piccoli e dunque su quale siano le scelte delle nostre realtà, parrocchie, diocesi, lo stile dei nostri educatori che l’EG mette in discussione; i punti imprescindibili per un’Acr che nel futuro sappia mantenersi fedele alla sua capacità di leggere la vita dei ragazzi e permettere a questa vita di incontrare il Signore Gesù.

Abbiamo riletto la bellezza e la responsabilità che caratterizza il servizio educativo perché per “essere educatori ai tempi dell’EG ci vuole coraggio” occorre davvero declinare nella propria vita e nel proprio servizio le 4 contrapposizioni di papa Francesco: il tempo è superiore allo spazio; l’unità prevale sul conflitto; la realtà è più importante dell’ide; il tutto è superiore alla parte.  Sulla capacità di saper leggere calare e riconoscere queste sollecitazioni nelle proprie realtà si gioca la sfida dell’evangelizzazione oggi.

Siamo chiamati a vivere la dimensione del “dono” come elemento imprescindibile del nostro servizio educativo come ci ricorda l’icona biblica che ci accompagnerà nell’anno associativo che è alle porte e che l’assistente nazionale Acr don Marco Ghiazza ci ha fatto meditare nel bellissimo “deserto” delle benedettine a S. Agata sui due golfi: Tutto quanto aveva per vivere. Siamo chiamati a vivere la sequela e a far vivere la sequela. Siamo discepoli – missionari, chiamati a comunicare vita (EG 83) innanzitutto facendo vedere la nostra “vita bella” perché possa contagiare la vita dei più piccoli e delle loro famiglie. Siamo chiamati a comunicare vita mettendoci in ascolto delle vite altrui, di quelle dei ragazzi che ci vengono affidati, rispondendo a questa necessità di ascolto non tanto con le nostre parole ma con il nostro sguardo come ci suggeriva la pedagoga Antonia Chiara Scardicchio con la quale abbiamo riflettuto sulla domanda di vita dei ragazzi e, la prima domanda di vita dei piccoli – forse anche dei più grandi – sembra essere proprio Tu mi vedi?

Maturare uno sguardo capace di far sentire l’altro accolto, voluto bene, accompagnato. Questo ci chiede l’EG, questo e tanto altro significa comunicare vita. Infine il campo è stato il tempo delle novità e della tanto attesa presentazione dell’iniziativa annuale della quale avete già visto lo slogan, manifesto e da poco anche l’inno.  Cominciate a impararlo perché tutti dobbiamo essere Pronti a Scattare!“.

Michele Romano, vice-responsabile diocesano Acr, parrocchia Immacolata Concezione di Saviano

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