campo acr 2017

Ti racconto il campo Acr…

Dopo cinque giorni trascorsi insieme, a distanza di qualche settimana… ancora risuonano nella mente e nel cuore dei piccoli campisti emozioni e parole. Luisa, campista della parrocchia di Palma Campania, ci racconta la sua esperienza attraverso una pagina di diario ….

 

Caro campo,

non credo sia possibile che una situazione, un’esperienza o un luogo possano leggere una lettera, ma sono sicura che il Signore ne è capace, perciò ci voglio provare.

Ho deciso di mettere per iscritto su questo foglio bianco tutto ciò che il “campo” mi ha donato e quanto ho sentito il Signore vicino.

Ho 14 anni, so chi è il Signore, o quanto meno so chi è per me. Per me non solo rappresenta la parola “TUTTO”, ma rappresenta anche quella piccola lacrima di speranza in mezzo a tante lacrime. Rappresenta una roccia nei momenti di sconforto, un amico nei momenti di bisogno e un angelo custode quando si ha paura. Nell’ultimo periodo della mia vita sto provando cosa significa “avere paura”, la mia non è la paura dei ladri o degli insetti, ma quella di perdere il mio punto di riferimento, e Dio, in questi 5 giorni mi ha fatto capire che “il buio fa meno paura se lo si attraversa in compagnia”, ed io come mio compagno di viaggio, a prescindere da tutto e tutti, ho scelto Lui, ho scelto Te.

Questo campo è stato un qualcosa di inspiegabile soprattutto per ciò che mi lasciato.

Mi ha lasciato la certezza che il Signore mi vuole bene, sempre, anche se a volte mi porge avanti al cammino degli ostacoli.

Mi ha lasciato persone meravigliose, tutti, oltre ad educatori ed animatori anche amici che in pochi giorni hanno conosciuto una parte abbastanza grande della mia vita. All’inizio non è stato semplice ambientarsi, ma poi le affermazioni “ti voglio bene” e “mi mancherai” sono uscite dalla mia bocca in una maniera spontanea, non ci ho pensato su, le ho pronunciate e basta, perché quelle persone si erano già impossessate di un pezzettino del mio cuore.

Mi ha lasciato la sfumatura di una delusione, di un malessere. Quest’esperienza è riuscita a sfumare un ricordo, è riuscita a sfumare il ricordo di una persona. Un ricordo che in quattro mesi con pianti, sconfitte e cadute non è andato via; ma in 5 giorni, non so come, né precisamente per merito di chi, è andato a sfumarsi.

Non credevo di divertirmi ed invece mi sono divertita ed è stato fantastico. Non pensavo di legarmi tanto a persone in soli 5 giorni ed invece già mi mancano.

Non avevo capito che il Signore mi era amico ed invece si è rivelato il mio migliore amico.

Grazie al “campo”, a tutti coloro che vi hanno partecipato ed un grazie speciale a Te che sicuramente avrai letto queste righe ed un grazie anche a me stessa che nonostante la vita mi abbia messo lo sgambetto più di una volta, sono ancora in piedi con questa penna tra le dita.

Dalla vostra Lulù

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