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La difficile arte di saper scegliere… cronaca della prima scuola di preghiera ‘issimi

Cosa significa scegliere consapevolmente?

È la domanda che si sono posti 50 giovanissimi del settore Giovani Ac di Nola che si sono riuniti sabato 3 e domenica 4 dicembre a “Casa Clero”, presso il seminario di Nola, in occasione della “Scuola di preghiera”. E’ stato proprio “il discernimento” il tema scelto dall’equipe diocesana per i tanti giovanissimi che hanno sentito il desiderio di fermarsi e staccare la spina dal quotidiano e vivere una esperienza speciale di 24 ore.
Il Sabato è stato con noi don Luigi che con la sua lectio ci ha invitati a riflettere sulle decisioni che ogni giorno prendiamo per la nostra vita e su quanto veniamo influenzati dal “mondo esterno”.

La nostra vita ci offre ogni giorno mille scenari differenti nella quale è la nostra volontà a essere determinante nelle scelte che facciamo, che siano i rapporti di amicizia, la famiglia o la scuola.

Non vivendo da soli siamo abituati a metterci in discussione e a confrontarci ma possiamo cadere in mille passi falsi e fraintendimenti. I giudizi degli altri sono ad esempio lo specchio nel quale riflettiamo la nostra opinione senza valutare da chi provenga ma soprattutto dando sempre per vero ciò che dicono. O al contrario siamo abituati ad indossare un paio di “occhiali rosa” dove le lenti fanno trasparire solo ciò che desideriamo e il mondo circostante sembra non appartenerci perché quello che pensiamo è sempre valido. In altre circostanze siamo abbindolati dal flusso della massa per essere accettati, per non sentirci strani o per appartenere ad un gruppo, soprattutto durante l’adolescenza ma, come ribadito dallo stesso Don Luigi, non sempre la maggioranza ha ragione. Infatti alla domanda:”chi scegliete fra Barabba e Gesù?”, la folla scelse Barabba seppur colpevole. Per poter giudicare in maniera giusta bisogna anzitutto saper guardare la realtà!.

Gli educatori a questo proposito hanno deciso di mostrarci un foglio bianco con sopra un puntino nero, chiedendoci cosa vedevamo: da lì sono scaturite tantissime interpretazioni ma la vera finalità di questa attività era farci comprendere che siamo abituati a non valorizzare gli eventi della nostra vita e a vedere solo i piccoli nei. Diceva infatti il nostro membro d’equipe di Ac, Carmine: noi siamo la generazione dei “mai ‘na gioia”.

Abbiamo, inoltre, guardato uno spezzone di un film dove il precursore della medicina olistica, Patch Adams, aveva appena appreso una lezione importante: bisogna guardare oltre! Non fu lo stesso Leopardi che, limitato da una siepe, aveva immaginato mondi fantastici? Rilasciandoci poi il suo testamento letterario, l’idillo “L’infinito”.

Per scegliere la parte migliore dobbiamo “discernere” cioè imparare a distinguere le alternative importanti dinanzi a una decisione. In quanto buoni cristiani dobbiamo affidarci a Dio per saper saper interpretare il suo linguaggio attraverso l’ascolto attivo, la preghiera e la meditazione.

La serata è continuata con una ghiotta pizza, fra le risate ed i talenti dei giovanissimi che con grande creatività hanno dimostrato le loro abilità ironiche e musicali. A risultare vittoriose sono state le ragazza della squadra “Singers” con la performance di “Fuoco d’artificio”.

Il mattino seguente abbiamo iniziato la giornata con la celebrazione eucaristica e subito dopo abbiamo riflettuto su quattro passi del vangelo proposti da Don Vito che spiegavano appunto come Gesù faceva discernimento e abbiamo vissuto di nuovo l’esperienza del deserto, che si offre da sempre come occasione di meditazione.

Don Vito inoltre ci ha consegnato una perla di saggezza del nostro vescovo Beniamino a proposito del brano evangelico della Tempesta sedata: “Una decisione si prende solamente quando non siamo agitati perché è proprio in questi momenti di tempesta che il mare nasconde la bellezza del suo fondale e non affrontiamo con chiarezza la situazione”.

Nei laboratori invece abbiamo posto l’attenzione su ben 11 tipologie di “sindromi” che riguardano i nostri limiti dinanzi a noi stessi e le relazioni con gli altri.

Nel mio laboratorio moltissimi ragazzi si sono identificati nella “sindrome dell’impermeabile” perché era capitato di sentirsi estranei alla parola di Dio. Il vero obiettivo di questa scuola di preghiera però non è solo l’opportunità di staccare la spina dalla vita quotidiana ma è soprattutto offrire la possibilità di approfondire il proprio rapporto con Dio e son sicura che nessuno di noi ha indossato l’impermeabile in questi 2 giorni. Non si può mettere infatti in dubbio la profondità dei discorsi dei ragazzi che hanno partecipato sempre attivamente ai laboratori e il coinvolgimento degli educatori che ci hanno accompagnati, talvolta con giusti rimproveri e consigli ma anche con parole di conforto e speranza verso un cammino di crescita interiore.

Grazie scuola di preghiera! Grazie AC! Alla prossima!

Carmen Allocca, Duomo di Nola

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