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Abbiamo bisogno dell’utopia della pace…

Imagine all the people living life in peace… E’ sulle note di questa canzone di John Lennon che domenica 31 gennaio si è aperta la marcia della pace per le strade di Roccarainola, manifestazione organizzata e fortemente voluta dal parroco don Vincenzo Ragone e dall’Azione Cattolica parrocchiale. Tante le persone che hanno partecipato e che nonostante la pioggia sono scese in piazza sventolando le bandiere della pace. Protagonisti della giornata, in modo particolare, i bambini e ragazzi del catechismo e dell’Acr che hanno animato la processione offertoriale durante la messa celebrata prima della marcia e hanno poi in seguito partecipato al corteo con bandiere e cartelloni da loro preparati. No war, costruiamo la pace, sono stati i loro motti, con disegni che raffiguravano cannoni e aerei lanciare cuori, caramelle e fiori. Altri bambini invece portavano dei cestini contenenti frasi arrotolate, che racchiudevano motti sulla pace di figure celebri, che venivano distribuite ai passanti. L’intera marcia, conclusa in Chiesa, si è svolta in 3 momenti, 3 tappe durante le quali ci è soffermati a leggere e a riflettere su passi della Bibbia e sul messaggio di Papa Francesco per la giornata Mondiale della Pace.

Immaginare che tutte le persone vivano in pace tra loro oggi può sembrare davvero un’utopia. Troppe le guerre, i dissidi, le contese, l’invidia per il prossimo che non fa altro che inasprire gli animi e guardare chi ci sta accanto con sospetto come un nemico da cui continuamente difendersi e prendere le distanze. Caino che uccide suo fratello Abele è il primo segno di indifferenza e di odio che contraddistingue la specie umana, ormai troppo presa da sé per potersi accorgere della sofferenza o del bisogno dell’altro.

Ma in fondo noi siamo anche capaci di altro. Dio ci ha fatto a sua immagine e somiglianza donandoci la vita e soprattutto un cuore capace di amare e provare misericordia. Ci ha detto di amarci gli uni con gli altri eppure molte volte veniamo meno a questo comandamento chiudendo i nostri cuori e i nostri occhi, non mostrando attenzione a ciò che ci circonda.

Spesso il termine pace viene usato in maniera impropria, perdendo di vista quello che dovrebbe essere il nostro reale obiettivo. La pace non è da considerarsi esclusivamente come assenza di guerra, o ancor peggio spesso si fanno guerre in nome della pace. La pace non è certo tale se porta con sé strascichi di morte e distruzione. La pace invece rappresenta uno stile di vita, un modus operandi che ognuno di noi dovrebbe far proprio, impegnandosi attivamente e non solo a parole a costruire un mondo migliore. Si dice che l’uomo è artefice del proprio destino, ebbene spetta proprio a lui quindi creare quelle condizioni per poter vivere serenamente.

La pace va costruita quotidianamente, nelle relazioni giornaliere, in un abbraccio, un sorriso, una stretta di mano, una parola, un gesto che sta ad indicare che non siamo indifferenti all’altro ma che viviamo con l’altro e che siamo come lui pur con le nostre differenze. La pace è nel dialogo civile, nel rispetto dell’altro e nella comprensione.

Siamo esseri umani così intelligenti e potenti, abbiamo costruito ogni tipo di marchingegno ed esplorato ogni angolo della Terra, eppure non siamo ancora in grado di esplorare nei nostri cuori e di comprendere che in fondo da soli siamo niente. Crediamo di essere forti quando distruggiamo, ma in realtà ci vuole molta più forza e coraggio a costruire. Spesso poi diciamo che è la società in cui viviamo a non aiutarci a vivere in pace tra noi, dimenticandoci forse che la società siamo proprio noi.

Mai come negli ultimi tempi il bisogno di pace è più acceso nei nostri cuori. Diverse sono le manifestazioni e molta la gente scesa nelle piazze in nome della pace. Facciamo in modo però che questa non resti un’utopia, né buoni propositi di una sola giornata, ma diventi attraverso il nostro costante impegno , la nostra nuova realtà di vita. Insieme è possibile!

Annamaria Covone

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