Corpo e anima, una sintonia da trovare… Riflessioni a margine della scuola di preghiera ‘issimi

Ciao, sono Lucia, una giovanissima di quasi 17 anni e appartengo al Santuario “Maria S.S. Liberatrice dai Flagelli”.
È la prima volta che, grazie all’incoraggiamento delle mie educatrici, partecipo ad una ‘scuola di preghiera’ così come molti altri ragazzi.
Penso sia un’esperienza molto positiva e la consiglierei a tutti i giovani che hanno intenzione di provare ‘emozioni forti’.
Essendo una scuola di preghiera, abbiamo rivolto maggior attenzione alla riflessione e alla preghiera, ma non sono mancati i momenti di divertimento e di confronto, in cui ognuno di noi ragazzi ha potuto esprimersi senza sentirsi giudicato.
Attraverso powerpoint e dialoghi, abbiamo affrontato la relazione tra il corpo e la preghiera, come nasce e quale importanza abbia. Con mio grande stupore, ho notato ragazzi interattivi, pieni dentro, pronti a rivolgere lo sguardo verso qualcosa che si allontana dai beni mondani. La scuola di preghiera ha aiutato noi ragazzi a crescere spiritualmente ed essere ‘chiesa’  concretamente.
Questa scuola di preghiera ci ha permesso di avere delle risposte ai nostri dubbi, ma contemporaneamente ci ha posto altre domande. Attraverso il canto o la condivisione di sorrisi e anche di lacrime, ci siamo avvicinati a Dio, insieme.
Ognuno dovrebbe rendersi conto che “Gesù non ha mani, ha le nostre mani” e che quindi tutti siamo strumento nelle mani del Signore, e che da tali dobbiamo rispettare il nostro corpo, facendolo entrare in sintonia con il nostro spirito.
Finisco con citare un salmo con cui abbiamo introdotto la nostra scuola di preghiera: “Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode”. Facciamoci dunque portatori di questa esperienza, affinchè ognuno riesca a percepire anche solo per un attimo ciò che ha completamente invaso i nostri cuori e ci ha fatti sentire bene.

Lucia Di Casola, scritto con la collaborazione di tutti i ragazzi che hanno partecipato alla scuola di preghiera

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