Campo Unitario 2014: persone con la vita dentro

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L’inizio di un campo di AC ha sempre un sapore nuovo, particolare e il campo unitario, dove s’intrecciano le varie generazioni e si mettono a confronto in modo semplice e totale, è arricchimento per l’anima. Nei laboratori adulti non c’è stato quel solito silenzio che era difficile rompere, ma si avvertiva una voglia da parte di tutti di conoscersi, di mettersi in gioco portando la loro esperienza e mostrando le proprie difficoltà, il tutto diretto da Vitaliano e Carmela, sempre efficaci e diretti, affrontando gli stessi laboratori ricorrendo anche alla multimedialità. Alle parole si sono unite le testimonianze di cristianità di vita quotidiana, temi attuali che incontriamo tutti i giorni nella nostra vita come l’Immigrazione, il lavoro, le organizzazioni criminali, ma soprattutto anche molto tempo libero per riflettere, accompagnati dal libricino-guida datoci appena arrivati, per passeggiare e soffermarsi ad ammirare un magnifico panorama. Una sorpresa è stata vedere tantissimi giovani e giovanissimi SEMPRE presenti nei momenti di preghiera, è stato bello pregare con i nostri amici e con tutti quei ragazzi!Ogni giorno, ogni momento si avvertiva la presenza del nostro Amico Paolino. Il giorno più bello è stato domenica, quando sono stato invitato a iniziare le conclusioni, raccontando un po’ di Paolino, e del corto che si sta preparando a testimonianza della sua vita dedita alla fede e all’amore per l’altro. L’avevo saputo venerdì sera e da allora mi ha preso un’ansia particolare. Una testimonianza proprio sul Mio Migliore Amico? Avevo paura di non riuscire a trasmettere nulla, avevo paura di deluderlo, di fargli fare brutta figura, paura di non riuscire a dire nulla. Avevo provato a preparare qualcosa, ma ogni volta buttavo tutto. Tutto mi sembrava poco e allo stesso tempo anche troppo, ma domenica mattina al risveglio, il mio compagno di stanza, Paolino Trinchese ha fatto muovere qualcosa in me: “non devi stare  così, il distacco è brutto, ci sono passato, ma se apri gli occhi, vedrai che lui vive nel ricordo, negli occhi delle persone che l’hanno vissuto, vi ha lasciato degli scritti, ma soprattutto non dimenticare che la felicità  è vedere l’altro felice e va condivisa. Paolino ha vissuto, non ha perso tempo, ha fatto il suo cammino dalla A alla Z, senza lasciare nulla per strada, era felice, devi esserlo per lui. Non tutti se ne vanno con la stessa tranquillità, quindi ora vai tranquillo senza preoccupazione!”. Il cuore ha fatto il resto, rendendo la nostra testimonianza viva e concreta.

Da questi giorni portiamo via un bagaglio ricco di emozioni e riflessioni e l’impegno di costruire insieme un AC missionaria che semina la gioia in parrocchia! Ma cosa significa essere missionari? I giorni del campo e Padre Beniamino hanno risposto a questa domanda: Missionari significa avere la vita dentro e far parlare essa non la bocca! Non fare coreografie, non preoccuparci delle iniziative, ma avere cura della nostra fede, della fede delle nostre comunità! Paolino Iorio era un missionario… Grazie a tutti per l’impegno che avete messo, organizzatori e partecipanti…Grazie Padre Beniamino.

Carlo Andrea Foglia e Maria Carmela Cassese (parr. Maria SS. Della Stella, Nola)

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laboratori campo unitario 2014 "Ogni santo giorno".zip (534 download)

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