Appunti e alcune idee sulle figure educative in Ac

matite

Dopo il periodo pasquale inizia, tradizionalmente, un tempo proficuo per operare con il Consiglio parrocchiale una verifica serena quanto appassionata dell’anno associativo. Passiamo in rassegna iniziative e andamento generale dell’associazione, e con particolare attenzione guardiamo alla vita dei singoli gruppi e settori per capire come aiutare sempre piú le persone nel loro cammino di fede. É un tempo proficuo anche perché si gettano le basi del nuovo anno, affrontando in modo particolare il tema della “scelta educativa” propria dell’Ac. Sappiamo bene che l’associazione punta tutto sulla formazione delle coscienze, e perció ha una cura particolare nello scegliere e accompagnare le figure educative. É un’indicazione chiara dell’associazione nazionale che trova terreno fertile nella nostra diocesi: la nostra storia é ricca di figure educative esemplari che hanno fortemente orientato l’identitá dell’Ac di Nola e anche le nostre storie personali. É proficuo, questo tempo, anche per mettere alla prova la nostra capacitá di discernimento comunitario in un clima disteso, sereno e fraterno. Un discernimento che tocca a tutti i livelli dell’associazione: al presidente insieme al sacerdote-assistente, ai consiglieri parrocchiali, ai responsabili dei settori e dell’Acr, agli stessi educatori – chiamati ad un’autoverifica – e ai soci e simpatizzanti che, partecipando ai gruppi formativi, forniscono preziose indicazioni per crescere e migliorare. Questo faticoso ma bell’esercizio culmina in due scelte importanti: la scelta degli educatori, “volto” dell’associazione di fronte alle persone che ci sono affidate e “custodi” di uno stile che vogliamo trasmettere con dolcezza e convinzione; la scelta dell’iter formativo e delle forme di accompagnamento che consentano agli stessi educatori di crescere e far crescere nella fede. Per aiutarvi a svolgere questo lavoro, oltre alla presenza “fisica” laddove richiesta, abbiamo pensato di formulare alcune “domande e risposte” che uniscono un po’ pratica e teoria. Non sono regole né ricette magiche, centrale resta sempre la situazione particolare delle associazioni parrocchiali. Ma può essere un modo, si spera semplice, per riportare sul piano pratico alcune linee di tendenza che sono nel Dna dell’associazione.

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