Arrivederci, presidente!

L’Azione cattolica saluta commossa il suo illustre socio Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della Repubblica. La nota dell’Ac, l’omelia di mons. Paglia al funerale, il ricordo di Alberto Monticone,  l’ultima intervista pubblica rilasciata da Scalfaro ai giovani dell’associazione (2011) e il suo storico discorso all’Ac del ’97

Lo speciale di azionecattolica.it

“Oscar Luigi Scalfaro è stato un grande cristiano, un credente con una religiosità che lo legava alla tradizione profonda della pietà anche nel nostro paese. Era una fede scevra da ideologismi; si nutriva della lettura delle Sante Scritture, partecipava con attenzione alla Santa Liturgia, non tralasciava mai la preghiera ed era fedele all’aiuto per i poveri, sino alla fine della sua vita, sino a questi ultimi giorni. (…) Fu audace, durante la guerra Iran – Irak, nel richiedere al governo turco di lasciar passare attraverso la frontiera trecento profughi irakeni permettendo loro così di sfuggire dalla morte. ‘Un vero miracolo’, commentava lui stesso.
Ha sempre manifestato la sua fede, senza tuttavia ostentarla. Per lui la fede era fonte di ispirazione per la vita, era un sostegno per conservare l’integrità nei comportamenti, era la forza per l’impegno civile e politico. Per questo non ha mai voluto abbandonare il distintivo della Azione Cattolica nella quale era entrato militante fin da giovane. L’impegno nella vita pubblica, anche in quella politica, non significò mai mettere da parte la professione della sua fede cristiana. Semmai, era proprio dalla fede che traeva il disinteressato impegno in favore del bene comune del paese, dell’intera società, dell’Europa. Del resto, lui riluttante, dovette cedere alle pressioni dell’allora vescovo di Novara, Leone Ossola, che gli impose di scendere in campo per aiutare il paese a ristabilirsi. Il vescovo si giustificò: ‘Oggi sacrifichiamo uno dei nostri giovani migliori, d’altra parte ora la prima linea è lì, nella politica’. E il giovane Oscar Luigi non ha mai pensato la sua fede staccata dalla militanza nella politica, senza confondere i piani, sino al termine dei suoi giorni.
(…) Nel corso della sua vita Oscar Luigi Scalfaro ha amato questa patria terrena con passione, con tenacia, anche con caparbietà sino all’ostinazione. Ultimamente – consapevole delle difficoltà del paese ma anche dell’urgenza di una nuova consapevolezza – amava ricordare un episodio che diceva avesse segnato in lui una svolta nella coscienza del primato del bene comune del paese. Raccontava che lo colpì il fatto di alcuni parlamentari che al mattino, nell’approntare le leggi ordinarie, si scontravano e non solo verbalmente, mentre nel pomeriggio, impegnati nella scrittura della Costituzione, si trasformavano: le differenze del mattino – quelle legate ai pur legittimi interessi di parte – venivano accantonate per far emergere la comune volontà nel delineare le fondamenta su cui costruire il paese distrutto dalla guerra. ‘Avevo 27 anni, allora, e non ho mai più dimenticato quella scena’, concludeva il Presidente, come ad auspicare anche oggi lo stesso spirito.
Di qui la sua passione nella difesa della Costituzione repubblicana perché quel ‘patto che ci lega’ – come amava dire – fosse rispettato nella lettera e nello spirito, senza dimenticare il bisogno di modifiche da apportare ma, appunto, nello spirito che l’ha fatta nascere. E ieri mattina, quando sono giunto al suo capezzale, mentre la morte – arrivata dolce e senza traumi, forse a ricompensa di altri che aveva dovuto soffrire nella vita – mi è caduto lo sguardo sul suo comodino, accanto al letto: vi erano poggiati la corona del rosario, la Bibbia, le Fonti Francescane e la Costituzione Italiana. Si potrebbe dire che Scalfaro era tutto qui”.

Omelia di mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni, al funerale di O.L.Scalfaro, tratto da http://www.andreasarubbi.it/?p=7114

 

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