La mia vita speciale

Venerdì 28 ottobre, in occasione del primo anniversario della morte di Paolino Iorio, presso la parrocchia Maria SS. della Stella di Nola sarà presentato il suo diario, edito dall’Ave. L’appuntamento è per le 20.00

INTERVERRANNO:
Mons. Beneamino De Palma, Arcivescovo-vescovo di Nola;
Pina De Simone, Presidente Azione Cattolica di Nola;
Cesare Pozzoli, Diaconia Centrale della Fraternità di Comunione e Liberazione;
Antonio Mauro, attore;
Mina della Pietra, cantante;
modera Rosario Carello, Giornalista autore e conduttore di “A sua Immagine” per RAI 1

Caro Paolino….

Ho pensato e ripensato a cosa scrivere per invitare i nostri amici alla serata del 28 ottobre, quando alla parrocchia della Stella, alle 20:00, presenteremo il tuo Diario, l’ennesimo tuo dono. Ma ogni promessa è un debito: avevamo promesso di raccontare la tua storia, la tua vita meravigliosa, la vita che tu, trentatreenne sulla sedia a rotelle, trentatreenne costretto al respiratore polmonare, trentatreenne dipendente in molto dall’aiuto altrui, non hai esitato a definire speciale.

Perché non hai esitato? Chi ti incontrava in vita se lo chiedeva, si domandava come facessi ad essere felice: chi leggerà le pagine del tuo Diario, caro amico mio non potrà non chiederselo. Perché Paolino Iorio andava in giro per la città – tutt’altro che a misura d’uomo, tutt’altro che priva di barriere – illuminandola con il suo sorriso? Perché Paolino Iorio riusciva a sorridere anche nella sofferenza? Perché Paolino Iorio riusciva a dimostrare che la sua vita aveva un senso capace di dare significato anche ai momenti di dolore?

Non è sufficiente dire che hai una famiglia straordinaria, che ha fatto tutto ciò che poteva essere umanamente possibile, anche sopperendo alle carenze di uno Stato che per i più deboli è sempre assente.

Non è sufficiente dire che hai tantissimi amici, che si sono impegnati per accompagnarti sempre, anche nei momenti più difficili, anche nei momenti più bui. Non è sufficiente dire che hai incontrato preti innamorati di Cristo che ti hanno indicato la speranza.

No caro amico mio, come tu hai scritto nel tuo diario, il segreto della tua felicità non sta solo in un incontro, passato attraverso la tua famiglia, i tuoi amici, i tuoi adorati sacerdoti: il segreto sta nel tuo “sì”, nella tua adesione al Vangelo non dovuta ad un lavaggio del cervello, ad un gesto di disperazione, ad un doversi per forza aggrappare a qualcosa: no. Il segreto sta nella tua libertà: tu che dipendevi continuamente da qualcuno per muoverti, che avevi come libertà piena quella di maledire il mondo e magari Dio, quella libertà te la sei giocata per accorgerti che non sarebbe divenuta schiavitù.

Stiamo vivendo giorni tristi amico mio, nei gruppi di Ac si sente la sofferenza per un futuro che sempre più ci strappano dalle mani: i più grandi perdono la certezza di un lavoro, di una famiglia, di una realizzazione; i più piccoli perdono punti di riferimento: insieme al mondo siamo in mezzo alla tempesta. Eppure amico mio mai come in questi tempi ci arde il cuore non per parlare della speranza, ma per costruirla, perché la morte non avrà mai l’ultima parola.

Tu Paolì ci hai testimoniato che significa essere costruttori di speranza, ci hai testimoniato che significa gridare alla propria vita “sei speciale!”, hai testimoniato a tutti – giovani e meno giovani – il vero significato della parola “adulto”, hai testimoniato che la santità è alla portata dell’uomo: non potevamo non continuare a parlare di te.

Mariangela Parisi

 

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