Alziamoci, ci chiama!

Potremmo anche dire alzati Ac: il Signore ti chiama. Chiama proprio te. Chiama ciascuno di noi dentro l’Ac .

A che cosa ci chiama? A seguirlo, ad essere con lui a mettere i nostri piedi nelle sue orme, a riconoscere le tracce della sua presenza, del suo operare, nel cuore e nella vita di quanti ci stanno accanto, nell’incertezza e nella fatica del nostro tempo.

(scarica l’opuscolo con il calendario diocesano 2011-2012. Chi ne è rimasto sprovvisto, ne avevamo fatto 320 copie ma eravamo davvaro in tanti domenica 9 ottobre!, tra qualche giorno potrà richiedere al centro diocesano ulteriori copie)

Il Signore ci chiama a seguirlo, ad avere i suoi stessi sentimenti, e dunque a deporre ogni forma di rassegnazione, di scoraggiamento, ma anche ogni tentazione di mediocrità, ogni comoda superficialità. Ci chiama ad aver fiducia in lui e, per questo, a saper guardare lontano, lontano e in profondità. A saper vedere il bene che silenziosamente nasce, anche al di là dei nostri sforzi, quel bene che viene da lui e che a lui conduce e che, dentro le pieghe della storia, aspetta di essere riconosciuto e di essere aiutato ad emergere.

La cura dell’interiorità

La cura dell’interiorità, che l’associazione mette a tema con particolare attenzione nel percorso di quest’anno, va esattamente in questa direzione. Custodire l’interiorità, vuol dire alimentare la capacità di portare la vita dentro di noi, di non lasciarcela scivolare tra le mani, la capacità di ascoltare la vita, la nostra vita e la vita di chi ci sta accanto, perché è in essa che il Signore rivolge a noi la sua parola, è lì che il Signore ci viene incontro.

Sogniamo un’Ac diocesana pronta a rispondere alla chiamata del Signore, forte e lieta nell’annuncio, attenta e sollecita nel saper dire a ciascuno: chiama anche te, alzati il Signore ti chiama. Un’Ac in piedi, non ripiegata su se stessa, dallo sguardo lucido e dal cuore aperto, protesa nel far crescere, ovunque il Signore ci pone, la bellezza e il profumo della vita buona del vangelo.

La cura della formazione dei responsabili

Ma perché questo sogno possa realizzarsi abbiamo bisogno di ritrovare il senso profondo della formazione in Ac, al cui cuore c’è la cura dell’interiorità, di ritrovarne l’ampiezza, di imparare a comprenderne la globalità e l’organicità. C’è bisogno che nei nostri gruppi la proposta formativa sappia essere alta, all’altezza dell’ideale formativo dell’Azione Cattolica.

Ecco perché, accogliendo le sollecitazioni offerte dalle stesse associazioni parrocchiali incontrate dopo l’assemblea, abbiamo scelto, quest’anno, di puntare in modo deciso sulla formazione dei responsabili. Tra gli appuntamenti unitari troverete così la proposta degli incontri diocesani per responsabili, quest’anno dedicati al mistero della Chiesa nei documenti del Concilio Vaticano II, e, accanto a questi, la scuola di formazione associativa interparrocchiale: per ritrovare insieme le motivazioni forti dell’impegno educativo in Ac, per ripartire dai fondamenti della nostra identità associativa, e per tessere una rete di collaborazione e di scambio tra le associazioni parrocchiali, e tra le parrocchie e il centro diocesano. Se il tema sul quale rifletteremo come Chiesa diocesana è il valore insostituibile  dell’accompagnare nell’educazione alla fede, la cura capillare dei responsabili sarà il nostro modo di accompagnare ogni associazione, quelle nuove e quelle “storiche”, e per le singole associazioni il modo di accompagnare e sostenere il cammino di ogni gruppo. Lo sappiamo bene: là dove c’è un responsabile motivato e convinto, ben saldo nell’appartenenza all’AC, lì l’Ac fa meraviglie, vola alto e fa volare la vita delle persone che a diverso livello raggiunge.

È il cammino ordinario dei gruppi che deve poter trovare lo spessore che merita e deve potersi sviluppare in tutte le sue ricchissime implicazioni di impegno. Rispetto a questo obiettivo, affidato alla cura dei nostri responsabili,  intendono offrire un supporto  tutte le iniziative che verranno proposte a livello diocesano dall’associazione nel suo insieme e dai singoli settori e a questo intende contribuire l’attenzione specifica a tutte le età, in  particolare alle età di cerniera, prima fra tutte quella dei giovani adulti, ma anche la tensione ad un coinvolgimento sempre più forte delle famiglie, la tessitura di rapporti di collaborazione con le altre aggregazioni laicali che condividono con noi la passione per la Chiesa e per il vangelo e l’impegno operoso nella storia.

Non ci resta che partire!

Nella programmazione associativa di quest’anno gli ingredienti per riprendere in mano la cura dell’interiorità ci sono tutti: i momenti di spiritualità e di educazione all’ascolto della parola, i percorsi di contemplazione del creato e di sensibilizzazione al linguaggio dell’arte, l’impegno ad una condivisione di responsabilità per la tutela e lo sviluppo del territorio, la formazione ad una cittadinanza attiva e, non ultimo, il cammino di amicizia e di scambio avviato con l’Albania, piccolo segno di una passione per il vangelo che ha il respiro del mondo e che fa battere il cuore delle nostre piccole e grandi comunità con lo stesso ritmo della Chiesa universale. Tutti questi ingredienti, nessuno escluso, anche se da dosare secondo i tempi del proprio cammino, sono necessari per custodire e alimentare una interiorità che non sia un mobile guazzabuglio di emozioni, ma uno spazio saldo di ascolto, di discernimento, di affidamento e di responsabilità.  Tutti questi ingredienti  sono necessari per un’Ac in piedi, pronta a seguire il Signore ovunque la chiami, in questo tempo e in questa storia

Alziamoci, dunque, e mettiamoci in cammino, perché il Signore ci chiama, chiama anche noi!

Pina De Simone,

presidente diocesano dell’Ac di Nola

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