Sulle orme di Pietro per scoprire che adesso è il momento favorevole

Nell’attualità di una Chiesa che cerca nuove vie per l’evangelizzazione, ripercorriamo la straordinaria esperienza di vita e di fede del pescatore di Galilea divenuto “pescatore di uomini” alla pronta e fiduciosa sequela di Gesù, imparando ad accettare i propri limiti, la propria pochezza in confronto alla smisurata misericordia di Dio, accettando di farsi amare per imparare ad amare, accettando di farsi strumento della potenza di Dio, anziché puntare tutto sulle proprie forze.

Riscopriamo la dimensione profetica per realizzare nel mondo, nella nostra storia, ma con la mente e il cuore immersi nell’Eternità, il disegno divino su di noi e costruire tutti insieme il Regno di Dio in terra e in cielo dove Gesù ci prepara una dimora a cui lavoriamo anche noi. Per farlo seguiamo l’esempio di Pietro: concretezza (quando la Maddalena corre a dare l’annuncio della scomparsa del corpo Pietro non dice né sì né no, ma corre a vedere [Gv 20, 1-8], anche sul da farsi coi pagani sta ai fatti, senza disquisizioni [At 10, 44]), profondità di pensiero e di sentimento [Gv 6, 68], fiducia negli altri e soprattutto in Dio (Nel concilio di Gerusalemme fa prevalere la posizione di Paolo [At 15, 1-12], che pure lo aveva “affrontato a viso aperto ad Antiochia” [Gal 2, 11-14]), slancio sollecito [Mc 1, 16-18], familiarità rispettosa col Signore [Gv 21, 7], capacità di gioire, di andare incontro al futuro, ardore, buon senso, umiltà di avvicinarsi all’uomo senza aggredirlo, di mettere assieme la modestia e la verità, ma soprattutto sincera disponibilità alla sequela incondizionata e alla sofferenza per partecipare alla Passione di Gesù e testimoniare credibilmente la nostra fede in Lui.

Lo Spirito della Pentecoste, che spinge gli apostoli a testimoniare la fede annunciando apertamente la buona novella in tutte le lingue e a ogni creatura, è l’unica dimensione possibile per la Chiesa di Cristo. Riscoprire la genesi del Concilio, la capacità di lasciare agire lo Spirito attraverso la dimensione corale della Chiesa e riscoprire la collaborazione feconda tra gerarchia e laici, che è poi la vocazione autentica e originaria dell’Azione Cattolica, può portare nuova linfa alla nostra fede e testimonianza.

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