Domenica 21 Marzo 2011 nel seminario vescovile di Nola si è svolto l’appuntamento del MSAC con i ragazzi delle superiori per aiutarli a capire quale indirizzo universitario si addica di più a loro

Scegliere… ke fatica!

Domenica 21 Marzo 2011 nel seminario vescovile di Nola si è svolto l’annuale appuntamento del MSAC con i ragazzi del quarto e quinto anno di liceo per aiutarli, si spera, a capire quale indirizzo universitario si addica di più alle loro capacità, ai loro sogni e bisogni.
Ah certo dimenticavo vi starete sicuramente chiedendo il nome del grande evento, beh ve lo dico subito: Scegliere, ke fatica! Un’altra domanda che certo ora vi starà ronzando per la testa è perché dare proprio questo titolo all’incontro?! La risposta è che la scelta universitaria è una fra le più difficili da fare perché non vanno messe in conto solo le propensioni naturali verso una materia oppure il cosiddetto lavoro dei sogni; vanno valutati anche e soprattutto l’assorbimento nel mondo del lavoro e la realtà del mondo oltre l’ambiente scolastico che ci fornisce solo la pura teoria delle cose; per fare ciò sono stati invitati due amici:
Andrea Cavezza socio di AC e Carmen Iorio “militante” della FUCI (Federazione Universitaria Cattolici Italiani) .
I due ci hanno raccontato le loro esperienze universitarie ed i loro percorsi per pervenire alla scelta di studi a loro più adatta; per quanto riguarda Andrea (26 anni laureato in matematica) la scelta di studi è stata semplice, sin da piccolo aveva chiaro il suo obiettivo: diventare professore per far comprendere a tutti la matematica; l’unico ripensamento lo ha avuto al quinto anno di liceo ascoltando i pareri esterni di parenti amici e professori, tuttavia ha scelto di proseguire dritto per la sua strada poiché riflettendo sulla fatica necessaria per portare a termine un qualsiasi tipo di percorso universitario, ha ritenuto più conveniente, a parità di difficoltà, scegliere quantomeno un indirizzo a lui gradito.
Per riuscire nel suo sogno ha dovuto affrontare non poche sfide come test d’ingresso davvero complessi, mezzi di trasporto per arrivare all’università e poi, ovviamente, il carico di studio completamente diverso e molto più pesante rispetto a quello del liceo.
Per sopravvivere a tutto questo Andrea ha trovato la sua soluzione: tanta determinazione, trovarsi degli amici con i quali formare un gruppo di studio e scambiarsi battute e parole di conforto e naturalmente una preghiera ( quella non guasta mai !!!).
Tuttavia non crediate che finisca così perché è dopo essersi laureati che comincia la fatica quella vera; perché se la materia da studiare la si decide da soli, il lavoro lo si deve prendere così come viene e infatti Andrea, dopo essersi laureato col massimo dei voti, non insegna matematica o meglio non ancora, ma lavora come apprendista presso un’azienda di Napoli; lavoro ottenuto dopo anni di corsi, concorsi e stage non retribuiti; e anche se il futuro è ancora un mistero, Andrea è contento di aver studiato quello che voleva ed amava e come lui stesso ha affermato: “i compromessi fanno parte del gioco”.
L’esperienza di Carmen (24 anni) è stata altrettanto ricca di imprevisti e difficoltà anche se di altra natura rispetto a quelli di Andrea.
Carmen a differenza di Andrea non ha avuto chiaro, sin da piccola, quello che voleva fare; sapeva solo che le piaceva la letteratura e le materie umanistiche. Arrivata al momento di scegliere dove iscriversi, consigliata dai genitori ed alettata dalle promesse lavorative future, ha optato per giurisprudenza (pur conservando dei dubbi) e l’ha frequentata per due anni con entusiasmo dando anche i relativi esami; tuttavia sul finire del secondo anno, smorzati gli entusiasmi iniziali, ha cominciato a pensare se volesse essere il tipo di persona che studiava solo per avere il famoso “pezzo di carta” e la sua risposta è stata che lei voleva fare di più e lo doveva in particolare a sé stessa.
Per poter cambiare indirizzo ha dovuto vincere le ritrosie dei genitori e dei familiari, ma la difficoltà più grande è stata affrontare sé stessa ed il suo stato d’animo nel rapportarsi alla nuova facoltà, stavolta la difficoltà maggiore era rappresentata proprio dal fatto di studiare qualcosa a cui teneva davvero e in cui non voleva fallire; inoltre era matricola ma con due anni in più rispetto ai suoi colleghi!
Nonostante le difficoltà non si è mai pentita di nulla perché anche quei due anni di giurisprudenza l’hanno indirizzato verso il suo nuovo percorso.
Certo Carmen non è partita in quarta come Andrea, si è scelta il ruolo della maratoneta che rende in costanza più che in velocità, la sua rivincita sui pareri a lei contrari sarà nel trovare la sua strada nel mondo del lavoro avendo studiato la materia amata .
Le testimonianze di Carmen e Andrea sono state per i ragazzi uno stimolo ed un esempio hanno capito che la loro scelta deve avere le stesse caratteristiche dell’equilibrista, deve essere guidata per metà dalle aspirazioni personali e per metà dalla realtà che li attenderà fuori, ma in definitiva la cosa che conta di più in assoluto è fare ciò che si ama perché la passione unita alla bravura daranno sempre i loro frutti, non bisogna avere paura di affrontare le difficoltà poiché esse faranno parte sempre dei nostri percorsi è importante prenderle di petto e non abbattersi mai.
È necessario lottare per i nostri bisogni non per i sogni perché sognare fa già parte di ciò di cui necessitiamo e con il giusto impegno il resto,si spera, verrà da sé.

Ida Napolitano

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