L’Azione Cattolica dei Ragazzi e i Giovanissimi si sono a lungo preparati al grande giorno: il 30 Ottobre, l’attesa ha preparato il cuore dei singoli, delle parrocchie, della comunità diocesana, e nazionale alla Grazia dell’incontro con il Papa...

C’è di più… dopo il 30 Ottobre nel cuore e nelle mani di tutti noi!

73868_1504561332275_1181499081_31199644_5652278_nL’Azione Cattolica dei Ragazzi e i Giovanissimi si sono a lungo preparati al grande giorno: il 30 Ottobre, l’attesa  ha preparato il cuore dei singoli, delle parrocchie, della comunità diocesana, e nazionale alla Grazia dell’incontro con il Papa.

Ora che questo giorno è passato veramente possiamo dire che nel nostro cuore, nei nostri occhi e nella nostra vita C’è di più!

Ci siamo messi in cammino da mille strade diverse per convenire insieme nella stessa Piazza, e lì formare un’unica famiglia, la famiglia dell’AC. Oltre 100mila i partecipanti all’evento e per chi come me ha avuto la possibilità di salire sul sagrato il colpo d’occhio era realmente impressionante.

La preghiera iniziale, presieduta dall’Assistente generale S. E. Mons. Domenico Sigalini e il saluto del nostro amato Presidente, Prof. Franco Miano hanno spazzato via le nuvole e il freddo per dare spazio al sole che veniva a far festa e a colorare quella bellissima piazza gremita da tanto entusiasmo giovanile. L’arrivo del Santo Padre, che con la papamobile ha solcato l’intera piazza per salutare tutti i ragazzi e i giovanissimi convenuti, ha dato inizio ad un ricchissimo ed emozionante momento di Grazia. Tre le domande rivolte a Benedetto XVI, rispettivamente da parte di un ragazzo dell’ACR, di una giovanissima e di un educatrice. Il Santo Padre ha tracciato agli accierrini e ai giovanissimi la via che conduce alla Santità, che ci fa diventare “grandi”. «Essere grandi – diceva Benedetto XVI – vuol dire amare tanto Gesù, ascoltarlo e parlare con Lui nella preghiera, incontrarlo nei Sacramenti, nella Santa Messa, nella Confessione; vuole dire conoscerlo sempre di più e anche farlo conoscere agli altri, vuol dire stare con gli amici, anche i più poveri, gli ammalati, per crescere insieme. E l’ACR è proprio parte di quel “di più”, perché non siete soli a voler bene a Gesù – siete in tanti, lo vediamo anche questa mattina! -, ma vi aiutate gli uni gli altri; perché non volete lasciare che nessun amico sia solo, ma a tutti volete dire forte che è bello avere Gesù come amico ed è bello essere amici di Gesù; ed è bello esserlo insieme, aiutati dai vostri genitori, sacerdoti, animatori! Così diventate grandi davvero, non solo perché la vostra altezza aumenta, ma perché il vostro cuore si apre alla gioia e all’amore che Gesù vi dona. E così si apre alla vera grandezza, stare nel grande amore di Dio, che è anche sempre amore degli amici».

Ai Giovanissimi che gli chiedevano come diventare grandi imparando ad amare davvero il Santo Padre ha detto che: «Diventate grandi se siete capaci di fare della vostra vita un dono agli altri, non di cercare se stessi, ma di dare se stessi agli altri: questa è la scuola dell’amore. Questo amore, però, deve portarsi dentro quel “di più” che oggi gridate a tutti. “C’è di più”! Anch’io nella mia giovinezza volevo qualcosa di più di quello che mi presentava la società e la mentalità del tempo. Volevo respirare aria pura, soprattutto desideravo un mondo bello e buono, come lo aveva voluto per tutti il nostro Dio, il Padre di Gesù. E ho capito sempre di più che il mondo diventa bello e diventa buono se si conosce questa volontà di Dio e se il mondo è in corrispondenza con questa volontà di Dio, che è la vera luce, la bellezza, l’amore che dà senso al mondo.

L’“amore” proposto dai media, in internet, non è amore, ma è egoismo, chiusura, vi dà l’illusione di un momento, ma non vi rende felici, non vi fa grandi, vi lega come una catena che soffoca i pensieri e i sentimenti più belli, gli slanci veri del cuore, quella forza insopprimibile che è l’amore e che trova in Gesù la sua massima espressione e nello Spirito Santo la forza e il fuoco che incendia le vostre vite, i vostri pensieri, i vostri affetti. L’Azione Cattolica vi insegna le strade per imparare l’amore autentico: la partecipazione alla vita della Chiesa, della vostra comunità cristiana, il voler bene ai vostri amici del gruppo di ACR, di AC, la disponibilità verso i coetanei che incontrate a scuola, in parrocchia o in altri ambienti, la compagnia della Madre di Gesù, Maria, che sa custodire il vostro cuore e guidarvi nella via del bene. Del resto, nell’Azione Cattolica, avete tanti esempi di amore genuino, bello, vero: il beato Pier Giorgio Frassati, il beato Alberto Marvelli; amore che arriva anche al sacrificio della vita, come la beata Pierina Morosini e la beata Antonia Mesina…..Il “di più” è essere ragazzi e giovanissimi che decidono di amare come Gesù, di essere protagonisti della propria vita, protagonisti nella Chiesa, testimoni della fede tra i vostri coetanei. Il “di più” è la formazione umana e cristiana che sperimentate in AC, che unisce la vita spirituale, la fraternità, la testimonianza pubblica della fede, la comunione ecclesiale, l’amore per la Chiesa, la collaborazione con i Vescovi e i sacerdoti, l’amicizia spirituale. “Diventare grandi insieme” dice l’importanza di far parte di un gruppo e di una comunità che vi aiutano a crescere, a scoprire la vostra vocazione e a imparare il vero amore.

Ed infine un educatrice chiede al Santo Padre come essere educatori in questo tempo che cambia e come fare in modo che tutti si prendano cura del presente e del futuro delle nuove generazioni. Benedetto XVI ha risposto: «Quando aderite all’Azione Cattolica dite a voi stessi e a tutti che amate la Chiesa, che siete disposti ad essere corresponsabili con i Pastori della sua vita e della sua missione, in un’associazione che si spende per il bene delle persone, per i loro e vostri cammini di santità, per la vita delle comunità cristiane nella quotidianità della loro missione.

La giornata è continuata con un lunghissimo corteo per le strade di Roma, per poi dar vita a un momento di festa, per i Giovanissimi a Piazza del Popolo e per gli accierrini a Villa Borghese. Eravamo veramente tanti, forse abbiamo superato ogni aspettativa, segno che l’AC è una famiglia che stupisce e che nel silenzio dell’ordinario diviene sale e luce in tutte le comunità parrocchiali nelle quali vive e opera.

Ora  possiamo veramente gridare che C’è di più, in queste mani in questo cuore dei ragazzi e dei giovanissimi dell’AC c’è il soffio dell’amore, e allora diventiamo grandi insieme, diamo luce a questo mondo, con la nostra vita, con la nostra santità.

Don Paolino Franzese

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