L’Azione cattolica della diocesi di Nola è accanto alla gente dell’area vesuviana che protesta contro la decisione di impiantare una seconda discarica nel cuore del Parco nazionale del Vesuvio e ritiene, insieme a loro, del tutto inopportuna tale decisione.

Una soluzione inopportuna, insostenibile, illogica

L’Azione cattolica della diocesi di Nola è accanto alla gente dell’area vesuviana che protesta contro la decisione di impiantare una seconda discarica nel cuore del Parco nazionale del Vesuvio e ritiene, insieme a loro, del tutto inopportuna tale decisione. Il territorio già ospita uno sversatoio che legittimamente preoccupa i cittadini, accettato dalla cittadinanza con spirito di sacrificio e senso di responsabilità a seguito dell’ultima grave emergenza-rifiuti del 2008.

La discarica attiva già avvolge con lezzi insopportabili, in tutte le ore del giorno, le città di Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno e tutti i comuni limitrofi, e più volte i cittadini hanno denunciato lo sversamento di materiale pericoloso per la salute. Nell’area cresce a vista d’occhio, nelle totale indifferenza, l’incidenza dei tumori su tutte le generazioni. L’economia agricola è in ginocchio, il famoso vino dell’area vesuviana ha un mercato sempre più ridotto, di turismo neanche l’ombra, la terra fertile di un tempo è inquinata, e non si procede alle bonifiche e agli investimenti promessi a più riprese.

A fronte di tale situazione, pensare di aprire una seconda discarica appare insostenibile e illogico. Nel caso si realizzasse tale eventualità, infatti, si esprimerebbe solo l’incapacità della classe dirigente e delle istituzioni di programmare soluzioni sostenibili, sistemiche e a lungo periodo. Rincorrendo ancora una volta l’emergenza, invece, ci si trova oggi a chiedere ad una popolazione già martoriata di subire un nuovo scempio, minando la propria salute, la propria economia, il proprio futuro. Questo non è bene comune. Per l’Azione cattolica diocesana è legittimo che le popolazioni dicano «no», mantenendo quello stile di civiltà e non violenza che caratterizza la nostra gente.

Il vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma, durante la veglia di preghiera svoltasi il 29 settembre in piazza Pace, a Boscoreale, ha gridato con fermezza il «no alla morte e il si alla vita» di tutta la comunità cristiana. Ci associamo alla sua voce, ed esprimiamo la nostra vicinanza alle comunità parrocchiali dei comuni limitrofi, ai soci di Ac di quel territorio, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà che si battono nitidamente per una causa legittima.

Purtroppo, come già accaduto in altre circostanze, la cattiva politica e la cattiva stampa hanno mescolato le carte, associando persone per bene agli interessi della camorra. La giustizia e le forze dell’ordine individuino eventuali infiltrazioni nella protesta di popolo, senza però strumentalizzare gente stanca e deprivata della più grande ricchezza che Dio ha dato all’uomo: la terra con i suoi frutti e le sue bellezze.

A chi, nei prossimi giorni, dirà che «non ci sono altre soluzioni», replichiamo con decisione che non è vero. Se i problemi fossero affrontati con metodo, costanza, progettualità, difficilmente qualcuno avrebbe pensato a mettere non una, ma due discariche in un Parco nazionale.

L’invito, dunque, è quello di dedicare un surplus di riflessione e buon senso alla questione, abbandonando l’idea di distruggere ulteriormente il vesuviano. Alle associazioni parrocchiali di Azione cattolica del territorio, alle comunità, ai sacerdoti, alle istituzioni cittadine giungono invece solidarietà, vicinanza e incoraggiamento da tutti i soci dell’Ac della diocesi di Nola.

La presidenza diocesana

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