Rossella, studentessa del quinto anno, ha voluto raccontarci quello che per lei è stato un giorno davvero speciale: il suo ultimo primo giorno di scuola

Il mio ultimo primo giorno di scuola!

13 settembre 2010 … si riparte!

Le campanelle suonano … gli studenti sono pronti fuori i cancelli di tutte le scuole, dagli asili alle superiori, ci sono tutti, delle più svariate età … i prof ci attendono con il loro caro registro … le aule pulitissime … il sole alto in cielo riflette dentro una luce che rende le pareti dorate, fa caldo e quasi vien voglia di trascorrere un ultima giornata al mare.

Ci sono ancora i cartelloni della divina commedia realizzati l’anno precedente appesi al muro. Vicino c’è il calendario che, non essendo stato sfogliato, segna Giugno e questo porta un po’ di malinconia, ma non resta che entrare. All’ingresso il preside solare ci accoglie augurandoci un buon anno scolastico!

Si parte con l’unica differenza rispetto agli anni ormai trascorsi, quello che sto vivendo non è un giorno come tanti altri, ma il mio ultimo primo giorno di scuola. Al termine di questo anno scolastico, come tanti altri studenti italiani non farò più parte di questo grande mondo chiamato scuola, ma intraprenderò la carriera universitaria, dovrò affrontare l’esame di stato, saluterò amici e professori e ne incontrerò di nuovi. Sembra strano pensarci ma sono ormai passati cinque anni da quel giorno in cui per la prima volta ho varcato la soglia del liceo. Ricordo perfettamente le emozioni provate in quelle ore, un misto di ansia ed euforia. E’ sempre strano ritrovarsi in un mondo dove tutti non conoscendoti ti scrutano, dove sono tutti più grandi di te e non sai come comportarti. Per fortuna questi anni, con momenti altalenanti tra pianti e sorrisi, sono passati e quasi non me ne sono resa conto.

La mia però non è stata una semplice vita da studente, di quelli che vivono in modo del tutto passivo la scuola partecipando alle semplici cinque ore quotidiane o al massimo dando la propria adesione a qualche progetto pomeridiano, quasi odiando quel banco dove ti trovi costretto a sederti 5 ore al giorno, vedendo il tutto come fosse un luogo da eliminare. Durante il mio percorso scolastico ho avuto la fortuna di incontrare  degli amici che facevano parte del Movimento Studenti di Azione Cattolica, il MSAC!

Grazie a quest’associazione ho potuto assaporare il gusto originale della scuola,  conoscerne i lati più insoliti, quelli che sono nascosti dietro l’apparenza delle cose, ad apprezzare anche ciò che inizialmente non era di mio gradimento. Così il mio motto è diventato vivere fino in fondo al mia vita e la scuola. Come parte integrante di essa, la scuola va vissuta da veri protagonisti godendo ogni singolo momento e sfruttando tutte le  opportunità che essa ci offre, crescendo e migliorandoci giorno dopo giorno prima come studenti e poi come cittadini.

Il MSAC è questo ed altro, è l’allegria di vivere la scuola come attori principali, è la gioia di stare insieme, è l’emozione di vedersi crescere, è la curiosità di scoprirsi e mettere insieme le proprie idee per creare qualcosa di nuovo …

… beh, che dire! ho tanta voglia di iniziare un altro anno … in bocca al lupo a tutti!

Rossella Avella

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