«Il vero nemico da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa». Le parole di Benedetto XVI durante il Regina Coeli di domenica dimostrano che il Papa ha ben compreso i sentimenti dei fedeli radunatisi in piazza San Pietro per esprimergli affetto e solidarietà.

Un grande abbraccio a Benedetto XVI

27781_398344314394_645424394_3906873_1654562_ndi Marco Iasevoli


«Il vero nemico da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa». Le parole di Benedetto XVI durante il Regina Coeli di domenica dimostrano che il Papa ha ben compreso i sentimenti dei fedeli radunatisi in piazza San Pietro per esprimergli affetto e solidarietà.

Nelle 68 aggregazioni laicali che hanno organizzato l’incontro di preghiera a sostegno del pontefice non c’era nessun desiderio di rivendicazione o di arroccamento. Piuttosto, il desiderio di condividere con il Santo Padre l’itinerario di purificazione e riconciliazione che egli stessi ha avviato e che sta conducendo con fermezza, serenità e limpidezza. Il Papa ha compreso che il laicato cattolico italiano vuole, con la Chiesa e nella Chiesa, opporre una testimonianza luminosa, ordinaria e coerente al male orribile di cui si sono resi colpevoli alcuni sacerdoti, religiosi e laici in diverse parti del mondo. E sono pronti, al suo fianco, a mostrare il volto autentico della Chiesa che ama l’uomo.

«Viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo – ha proseguito Benedetto XVI -. Noi cristiani non abbiamo paura del mondo… dobbiamo invece temere il peccato e per questo essere fortemente radicati in Dio… È quello che la Chiesa, i suoi ministri, unitamente ai fedeli, hanno fatto e continuano a fare con fervido impegno per il bene spirituale e materiale delle persone in ogni parte del mondo. È quello che specialmente voi cercate di fare abitualmente nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti: servire Dio e l’uomo nel nome di Cristo». Il Papa ha disegnato dunque la strada maestra per far splendere la luce vera della Chiesa di Cristo: da un lato denunciare senza paura e con coraggio ogni reato contro deboli e minori; dall’altro mostrare in semplicità, ad ogni uomo, che la Chiesa nella sua essenza e verità è sempre segno dell’amore infinito di Cristo. Lo testimoniano proprio i tanti fedeli delle associazioni e dei movimenti accorsi domenica in piazza: persone semplici, che nelle parrocchie servono gratuitamente, animati da una passione grande che aiuta tantissimi uomini e donne, giovani, ragazzi e bambini, a sperimentare la paternità e maternità della Chiesa. «Proseguiamo insieme con fiducia questo cammino», ha esortato Benedetto XVI. Un invito sincero e caloroso, perché solo «insieme», solo nella comunione sincera la Chiesa riesce a donarsi all’uomo e al mondo per quello che realmente è.

Il pontefice, inoltre, con grande sensibilità ha accolto l’affetto riversatogli dalla folla e lo ha immediatamente ridistribuito ai sacerdoti che in Italia si spendono con generosità e autentico anelito alla santità. Un importante invito alla fiducia verso i tanti presbiteri che in questi mesi hanno molto sofferto per gli abusi commessi dai loro confratelli.

L’incontro in Piazza San Pietro, organizzato dalla Consulta nazionale delle aggregazioni laicali, è dunque riuscito nell’intento originario: essere soprattutto un momento di spiritualità e preghiera, che esprimesse sostegno e affetto al Santo Padre, immeritatamente al centro di attacchi mediatici, e nel contempo fosse un impegno per combattere il male che è dentro e fuori la Chiesa. Significativa la preghiera pubblica per le vittime della pedofilia e i familiari, a indicare che tali orrori non vanno e non devono essere taciuti né nascosti. Un atteggiamento di verità e limpidezza a cui il Papa sta incitando con forza, fornendo lui stesso un esempio coraggioso.

Sullo sfondo, bello e denso di significati è stato il convenire colorato di tante realtà aggregative con carismi diversi, che sanno ritrovarsi umilmente nell’unità della Chiesa. E a sigillare questo “esercizio di comunione”, la presenza dei vescovi italiani, rappresentati in piazza dal Presidente Cei card. Angelo Bagnasco, dal Segretario generale mons. Mariano Crociata e dal Presidente della commissione episcopale per il Laicato, mons. Paolo Rabitti. Proprio il cardinale Bagnasco, nel pomeriggio, ha celebrato l’Eucarestia nella basilica di San Paolo, e lì ha rimarcato il ruolo significativo che ha svolto e può svolgere la Consulta nazionale delle aggregazioni laicali per il bene della Chiesa e di tutte le associazioni e movimenti che ne fanno parte. Perché la comunione sincera è sempre il primo, vero impegno apostolico.

(tratto da http://www.dialoghi.net/index.php/2010/05/un-grande-abbraccio-a-benedetto-xvi/)

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