Molte sono le inchieste sociologiche che indicano come seriamente preoccupante lo stato del rapporto che intercorre fra i giovani dai 15 ai 18 anni e la dimensione etica della cittadinanza. La percezione del bene comune, del valore della partecipazione, dei fondamenti costituzionali del Paese appare drammaticamente distorta. Le ragioni di questo scenario così scoraggiante sono molteplici e certamente dovute anche al panorama politico fortemente ideologizzato, alla prassi amministrativa lenta e spesso “clientela rizzata”, ma sicuramente va ammesso che la scuola italiana è impreparata, del tutto disarmata di fronte a questa vera e propria emergenza che vede il “capitale sociale” degli studenti del Duemila sprofondare in una crisi drammatica. Alla luce di questo contesto, il Msac è consapevole che l’obiettivo educativo prioritario è la formazione di persone capaci di relazione, capaci di abitare la società, capaci di superare lo stile del monismo e scorgere il bene che è di tutti, il bene comune.

La scuola che lascia il segno!

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