Si è conclusa la settimana scorsa la missione francescana presso la parrocchia S.Maria del Suffragio di Pomigliano d'Arco. Ecco il racconto di queste due settimane fatto da un giovane di Ac...

Missione francescana a Pomigliano

26428_1283398697926_1618866211_685004_6362802_nDopo un anno esatto dalla visita pastorale del nostro vescovo Padre Beniamino, la comunità parrocchiale di Santa Maria del Suffragio ha accolto con gioia ed affetto la missione popolare francescana dei Frati Minori della provincia salernitano-lucana. Per due settimane (dal 7 al 21 febbraio 2010) i missionari, come proclamatori della chiesa primitiva, sono stati tra noi, sospinti sia dall’esigenza della fede cristiana di esortare e confermare i credenti all’ amore di Cristo, sia dal desiderio di conoscere le storie  e i volti di questa comunità parrocchiale. Significativo, poi, lo slogan della missione “Cristo è risorto, ditelo a tutti!…educhiamoci alla fede”. Come Gesù a predisposto i suoi discepoli alla missione facendoli prima comprendere, alla luce delle scritture, la sua morte e risurrezione poi consegna a loro il compito di comunicare a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati (Lc 24,46-48), così i missionari hanno cercato di testimoniare a tutti noi il Cristo risorto affinché anche noi potessimo annunciarlo agli altri. Un cristiano, infatti, è testimone di Gesù solo se lo conosce e lo ama.

Sono state due settimane fitte di incontri –dai centri d’ascolto nei vari quartieri della parrocchia, alle catechesi pubbliche in chiesa per giungere poi agli incontri per i giovani- ma al contempo, ricche di bei momenti che sono stati per tutti noi (adulti e giovani) occasioni di gioia ma soprattutto di crescita umana e spirituale. Infatti, partecipando ai vari appuntamenti, abbiamo avuto modo di conoscere non solo la grande umanità e umiltà del carisma francescano, ma abbiamo anche acquisito una maggiore consapevolezza nei confronti di Cristo che, adagiato sul giaciglio di tutte le povertà umane, è entrato nella storia per sovvertire i comuni criteri di giudizio del nostro tempo come “segno di contraddizione” e di vera speranza. Abbiamo compreso, sull’esempio del poverello di Assisi, che ciascuno di noi  è oggetto dell’amorevole sguardo di Dio, esortandoci vivamente a non rinunciare mai a Gesù Cristo, pur tra le tante difficoltà personali e sociali che attanagliano la nostra esistenza. Anche per noi giovani, poi, non sono mancate parole di speranza incitandoci a far convergere il nostro “si” verso Cristo e a “gettare le reti sulla Sua Parola”. È stato un invito a riscoprire con fiducia la nostra vocazione cristiana, mettendoci in guardia dai facili entusiasmi iniziali, sia dentro la comunità parrocchiale, sia nei nostri ambienti di vita quotidiana. Ma puntuale è stato anche l’invito a riscoprire la vita come dono di Dio con il conseguente dovere di accoglierla, custodirla e spenderla per amore del prossimo. Dobbiamo porre, allora, la nostra sicurezza in Dio lasciando agire in noi lo Spirito Santo che ci dà la forza di testimoniare l’amore di Dio con la vita ancor prima che con la Parola. Consapevoli della vicinanza del Signore, affrontiamo il futuro con maggior serenità!

Pasquale Visone

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>