Abbiamo tutti negli occhi e nel cuore il disorientamento e la sofferenza per quanto è accaduto in Abruzzo, ma abbiamo anche la certezza che nel Signore Risorto la speranza rinasce sempre di nuovo e ci è data la possibilità di sperimentare che la morte non può più tenere in suo potere i figli di Dio. Testimoniare che la vita può fiorire anche dalle macerie significa per noi, prima di tutto, porci accanto a chi soffre accogliendone il dramma con rispetto profondo; vuol dire poi cercare i modi e le forme per offrire un aiuto concreto che trasformi l’emozione in solidarietà operosa. Cosa possiamo fare di concreto per le genti dell'Abruzzo? Possiamo pregare, contribuire con delle collette. Ma da questa settimana è possibile anche recarsi in quelle terre e dare una mano. Scopri chi, come e quando può andare.

L'Ac di Nola accanto all'Abruzzo

Carissimi,

abbiamo tutti negli occhi e nel cuore il disorientamento e la sofferenza per quanto è accaduto in Abruzzo, ma abbiamo anche la certezza  che nel Signore Risorto la speranza rinasce sempre di nuovo e ci è data la possibilità di sperimentare che la morte non può più tenere in suo potere i figli di Dio. Testimoniare che la vita può fiorire anche dalle macerie significa per noi, prima di tutto, porci accanto a chi soffre accogliendone il dramma con rispetto profondo; vuol dire poi  cercare i modi e le forme per offrire un aiuto concreto che trasformi l’emozione in solidarietà operosa. È quello che cercheremo di fare, con tutta l’Associazione, in collegamento con gli amici dell’Azione Cattolica abruzzese.

In questi giorni ci siamo spesso ripetuti la voglia di fare qualcosa nel “nostro piccolo”, senza riuscire, spesso, a dare concretezza a quel nostro piccolo.

Possiamo, innanzitutto, pregare e continuare a farlo incessantemente. Possiamo, poi, contribuire con  delle collette: le persone dell’Abruzzo e la stessa Caritas ci ricordano che in questo momento non è necessario raccogliere vivande o altri beni di consumo, ma è più utile, per venire incontro alle reali necessità degli sfollati, organizzare delle collette per poter poi comprare ciò di cui c’è davvero bisogno (cose a cui noi non pensiamo nemmeno…) e ricordiamo, a tal proposito, che domenica ci sarà nelle parrocchie quella indetta dalla Caritas nazionale. L’Ac di Nola, inoltre, sta preparando con Caritas Nola un progetto che ci impegnerà insieme con la Chiesa di Nola e di cui vi daremo notizia nei prossimi giorni.

Ma si può anche fare di più.

Già durante il fine settimana scorso, dalla nostra diocesi si è partiti (insieme con gli amici dell’Ac di Nocera-Sarno) per l’Abruzzo e l’esperienza si ripeterà questo fine settimana. Ma è nostra intenzione assicurare una presenza costante nei fine settimana di Aprile, Maggio, Giugno e Luglio all’interno di alcune tendopoli con cui già ci sono dei canali di comunicazione aperti.

Bisogna però che siano chiari a tutti tre punti fondamentali: chi può partire, perchè può partire e a quali condizioni può farlo.

Possono partire i giovani che sono consapevoli di andare lì ad aiutare delle persone e non a fare una passeggiata, a vedere come stanno le cose, o fare gli eroi, giovani con alle spalle un percorso di fede maturo e forte. All’Ac è chiesto di pensare all’animazione delle Sante Messe domenicali e di intrattenere i bambini, quindi è necessario che vadano persone capaci di fare queste cose (all’interno del gruppo ci deve essere qualcuno che sappia cantare, qualcuno che sappia suonare la chitarra, è necessario che tutti sappiano stare tra la gente).

Per poter andare è necessario organizzarsi e coordinarsi. Per questo motivo bisogna esprimere la propria disponibilità contattando Enzo Formisano (vincenzo_formisano@libero.it) indicando nome, cognome, età di chi ci va e, soprattutto, i giorni in cui si è disponibili con certezza (volendo anche più di un fine settimana). Si può partire solo coordinandosi con l’Ac diocesana, nessuna iniziativa isolata!

È preferibile, inoltre, che si parta in gruppetti organizzati di 5/6 persone (al massimo 7, altrimenti si è solo d’intralcio) e che lo si faccia, se possibile, accompagnati da qualcuno che già ci è andato o da qualche responsabile. Bisogna, inoltre, essere automuniti ed è consigliabile avere un navigatore satellitare per potersi spostare una volta arrivati a destinazione (qualora ce ne fosse bisogno).

Ricordiamo, inoltre, che bisogna provvedere al necessario per mangiare e che probabilmente (a meno che non ci sia una disponibilità di cui si verrà a conoscenza solo sul posto) si dormirà in auto (non è pensabile, per ovvie ragioni, “sottrarre” tende e brandine agli sfollati)

La presidenza dell’Ac di Nola

Leggi il comunicato nazionale congiunto Ac-Caritas

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