La scuola in testa

Si è conclusa l’esperienza della Mo.Ca. (ovvero il cantiere del Movimento): non un semplice convegno, ma un’occasione per i circoli diocesani MSAC di  approfondimento e confronto sui temi “caldi” del dibattito sulla Scuola, in un momento in cui l’ondata di entusiasmo delle proteste di ottobre/novembre si è placata, in cui le piazze si sono svuotate, in cui, però, vogliamo mettere la scuola in testa alle priorità del Paese.

Dopo un lungo momento di riforme e controriforme frammentarie e compulsive, che hanno fatto della Scuola un cantiere aperto e mai chiuso, il MSAC vuole  riaffermare uno stile d’impegno e di partecipazione per poter proporre in modo concreto l’idea di Scuola che ha in testa. Insomma realizzare un progetto studiato, preparato ed elaborato in collaborazione con esperti e altre voci del mondo della Scuola, da presentare poi al Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, che non ha purtroppo potuto essere con noi per i gravi fatti correlati al terremoto in Abruzzo.

Metterci testa, dunque, ma, come ci ricordava Saretta (segretaria nazionale MSAC) all’inizio dei lavori, anche cuore: un cuore coraggioso e pensante, capace di passare dalla protesta alla proposta. E’ stato proprio questo il nucleo centrale della nostra prima riflessione grazie al contributo di Rosario Carello, giornalista e conduttore di “A sua immagine”. Un dibattito fervido, ricco di provocazioni e spunti di riflessione, quasi una prova del fatto che la forma più innovativa di protesta è oggi data dalla capacità di dialogare e dal non rispondere in maniera violenta alla schizofrenica tendenza dei governi italiani di modificare alcuni aspetti del sistema dell’Istruzione, di legislazione in legislazione. Al MSAC è, quindi, chiesto di promuovere la nascita di una rete di pensiero e di far si che alla base delle nostre azioni ci sia l’ascolto dell’altro, dei suoi bisogni e delle sue necessità. 

Con lo scopo di poter realizzare proposte concrete da presentare al Ministro, abbiamo dedicato la giornata del sabato allo studio e alla progettazione grazie alla guida di tre tecnici ministeriali, interrogandoci e mettendoci alla prova su tre problematiche attualissime: Organi collegiali con la prof.ssa Patrizia Boretti, collaboratrice dell’on. Aprea (presidente della VII commissione CULTURA della Camera); Diritto allo studio con Max Bruschi, consigliere politico del Ministro dell’Istruzione; Didattica e riforma dei saperi con il prof. Giuseppe Mingione, membro della commissione ministeriale “Cittadinanza e Costituzione”. I lavori della mattinata sono confluiti in una serie di proposte, che opportunamente rielaborate, verranno esposte al Ministro attraverso la presenza attiva del MSAC nel Forum della Associazioni studentesche maggiormente rappresentative presso il MIUR (di cui, inoltre, la Prof.ssa Boretti è segretario). In aggiunta a ciò, nell’attesa di vedere realizzati rinnovamenti legislativi, sono state proposte delle “buone prassi” per ciascun cantiere tematico da poter iniziare a realizzare, fin da subito, con il ritorno a scuola.

La giornata del sabato si è conclusa con un question time con l’on. Letizia De Torre, già Sottosegretario al Ministero della Pubblica Istruzione guidato da Fioroni e attualmente deputato del PD e segretario della VII Commissione parlamentare CULTURA, SCIENZA ed ISTRUZIONE. L’onorevole De Torre ci ha illustrato le principali differenze e analogie tra le proposte di legge, attualmente in esame, circa la riforma degli organi collegiali, sottolineando una sua preoccupazione circa la crisi della partecipazione degli studenti quale sintomo di una crisi generale di partecipazione alla vita democratica. Non possiamo che concordare sul ruolo della Scuola come istituto col dovere di formare, oltre che la persona nella sua consapevolezza e coscienza di sé, anche il futuro cittadino, attraverso una partecipazione che deve essere vera e deve aver peso. Accanto a ciò si pone la necessità di approfondire le questioni connesse al diritto allo studio, nella speranza che una legge che verifichi anche la formazione di docenti o l’attività di presidi vada non solo emanata ma fatta vivere. Il controllo da parte dello Stato, attraverso una legge quadro, ad esempio, ha lo scopo di garantire a tutti una scuola di qualità, impedendo che studenti con maggiori possibilità economiche o che risiedono in regioni socialmente ed economicamente più avvantaggiate siano “più uguali” degli altri nell’accesso allo studio e nella libertà di scelta educativa. L’on. De Torre, infine, in merito alla nostre richieste su una riforma (attesa e preannunciata, ma mai realizzata) dei saperi essenziali, che miri a formare una persona, fornendole gli strumenti per vivere i tempi contemporanei, ha espresso il suo auspicio che si valorizzi l’interdipendenza di docenti e studenti nel recuperare il senso (e anche il modo!) dell’apprendere.

Ma la Mo.Ca. è stata anche qualcosa in più. Sì, qualcosa in più di un momento di aggregazione e confronto tra studenti di tutte le regioni d’Italia, qualcosa in più di un convegno, di un seminario tecnico, di un momento di approfondimento. O meglio è stato tutto questo impregnato, però, di quella energia nella stanchezza dello studio, di quell’entusiasmo nella serietà dell’impegno, di quell’attenzione al bene comune nella progettazione, di quella condivisione nei momenti di pausa, di quella disponibilità nell’ascolto, che ci viene dal fatto di essere non un Movimento Studenti come tanti, ma di essere di AC, radicati nella Chiesa. Il motore che ha mosso tanti giovanissimi studenti dal lontano Triveneto o dalla Sicilia, come anche quelli più vicini, non è il motore di treni, auto, pullman, navi ma è il Signore: interessarsi alla scuola, ripartire dalla Scuola, mettere testa nella Scuola per testimoniare la certezza che cambiare è possibile, perché quella certezza ci viene dall’appartenere a Cristo. Ascoltare gli altri e agire per il bene dell’altro, non solo culturale ma  anche spirituale. Se ciò è stato possibile, è certamente grazie alla cura dei momenti dedicati alla preghiera, alla presenza attiva, gioiosa e spiritualmente intensa del nostro assistente nazionale don Nicolò. La Chiesa si è fatta vicina a noi attraverso alcuni assistenti diocesani, e il Vescovo di Castellamare – Sorrento, S.E. mons. Felice Cece, che ha voluto celebrare con noi l’Eucarestia domenicale, ma anche attraverso S.E. mons. Domenico Sigalini, assistente ecclesiastico generale dell’AC, che ci ha inoltre portato la vicinanza di tutta l’Associazione.
Ci riteniamo fortunati perché abbiamo sperimentato che l’azione del Movimento, tesa al bene dei nostri compagni, con cui vogliamo condividere la bellezza di appartenere alla Chiesa, non con le parole, ma con la passione gratuita per la Scuola, trova il sostegno dell’AC tutta: della gratuità dell’impegno ci ha infatti parlato domenica mattina ( 26 aprile) Franco Miano, presidente nazionale. E’ bello sapere che l’AC guarda con premura i suoi giovanissimi studenti, che con il loro impegno portano un contributo per la vita della Chiesa e del nostro Paese. Nel realizzare questo compito, ricordando come appunto Franco Miano ci ha detto, che ogni grande opera è impegnativa altrimenti non sarebbe tale, forte è il sostegno dimostratoci dal Settore Giovani Nazionale, nella presenza costante e partecipata dei due vicepresidenti Chiara e Marco.

Ora non abbiamo che tornare a casa … anzi a scuola: mentre la maggior parte dei nostri compagni pensa già che l’anno scolastico sia volto al termine, noi vogliamo ripartire dalla Mo.Ca., vogliamo ricominciare a pensare alla scuola da oggi, con più passione e con più servizio avendo nel cuore l’icona della vedova di Zarepta, chiamata a dare risposta alle necessità del profeta oltre che a quelle della sua famiglia.Vogliamo prenderci cura di questo tempo e di questo luogo, la Scuola (in cui non siamo per caso – ci ripeteva il presidente nazionale). E il momento è già questo!

Ilaria Franzese

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