Giovedì 11 dicembre presso il Centro diocesano di AC a Nola, si è tenuto un laboratorio di confronto e approfondimento dal titolo "Una Scuola da cambiare ... una Scuola per cambiare" ...

Una Scuola da cambiare … una Scuola per cambiare

Nell’ambito dell’attività di sensibilizzazione e di informazione circa gli ultimi provvedimenti in materia di Scuola e del più ampio percorso di riflessione e confronto sul sistema formativo italiano, proposto dal Movimento Studenti di AC diocesano, supportato dal Presidenza Diocesana di AC, in collaborazione con FUCI di Nola , MIEAC e MEIC, giovedì 11 dicembre alle 18,30 presso il Centro Diocesano di Nola si è tenuto un seminario di studio dal titolo “ Una Scuola da cambiare … una Scuola per cambiare”.

Già emblematica la scelta del titolo, come osservava la Presidente diocesana, Pina De Simone, presente nella duplice veste di docente (presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli) e presidente di AC nella nostra diocesi: infatti quando pensiamo al sistema formativo italiano non possiamo limitarci a parlare di una crisi, per quanto di antica origine, ma dobbiamo argomentare la necessità di un ripensamento generale della Scuola italiana alla luce del fatto che deve tornare essa stessa ad essere fattore di cambiamento.

Tuttavia, prima ancora, forse, vale la pena sottolineare la portata di questo incontro che è stato sostenuto da ben quattro diversi movimenti (MSAC, FUCI, MEIC, MIEAC) , tenuti insieme dal comune far riferimento alla Azione Cattolica, come associazione madre, e dall’interesse al processo formativo, proprio perché tutti hanno (e devono avere) a cuore ciò che è in gioco nei cambiamenti. E va anche ricordata la partecipazione di Lisa, incaricata regionale per la Campania presso l’equipe nazionale del MSAC, e di Alessio, incaricato regionale per la Campania della FUCI.

Avvalendoci dell’aiuto, in base a competenze ed esperienze, di Pina De Simone, del prof. Manzi (liceo “Colombo” di Marigliano) e del prof. Bonauro ( Università Partenope di Nola), abbiamo iniziato un percorso di confronto sui provvedimenti adottati dall’esecutivo per i diversi cicli d’istruzione.

Abbiamo potuto constatare che ciò che maggiormente sorprende è la modalità con cui i vari governi hanno nel tempo “investito” nella scuola e nell’ università, cosa che spinge a interrogarsi circa l’effettivo riconoscimento del valore determinante del sistema formativo per la determinazione degli assetti della vita comune. E’ per questo che è preoccupante che da tempo si intervenga sulla Scuola attraverso provvedimenti frammentari, volti perlopiù a razionalizzare e ottimizzare la “fabbrica del sapere” , senza che vi sia un progetto organico e condiviso ( come ben si osservava anche nel parere della Presidenza Nazionale di AC) . Una riforma, condivisa e consapevole, che come suggeriva il prof. Manzi dovrebbe avere una passione di fondo, quella passione testimoniata attraverso l’esperienza concreta da don Milani e tanto cara al MSAC.

La riflessione che abbiamo potuto portare avanti, in un clima di sincero confronto e libera condivisione ( che tanto si è auspicato potesse essere caratteristico del dibattito con chi ha il potere di legiferare in materia di Istruzione), rievoca ancora la Scuola di Barbiana: “Cercasi un fine. Bisogna che sia onesto. Grande. Che non presupponga nel ragazzo null’altro che d’esser uomo”. Infatti il prof. Bonauro si chiedeva, a proposito della famigerata meritocrazia, tanto cara al Ministro Gelmini, quale sia lo scopo … dove si vuole condurre i ragazzi e, facendogli eco, il prof. Manzi ripeteva la domanda interrogandosi su quale sia il sapere di cui c’è oggi bisogno, e allo stesso tempo proponeva una risposta a queste domande nel dire che la Scuola è per il ragazzo.

Quanto prima renderemo disponibili i materiali del seminario sul sito diocesano all’interno del’area dedicata “S come Scuola”; nel frattempo potremmo sintetizzare l’ampia e consapevole riflessione che si inizia a condurre, dicendo che da questo incontro di studio e confronto è emerso, attraverso un comune impegno, almeno una risposta, che in realtà è una domanda, perché dovrebbe spingere a meditare tutta la società , che è direttamente coinvolta nella questione del processo educativo e formativo, il fatto che cioè questa Scuola deve essere fatta solo per dare ai ragazzi l’Istruzione, affinché possano diventare uomini.

Equipe diocesana MSAC

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