Nel ventennale della morte, ricordiamo Carlo Carretto, una delle figure che ha fatto la storia dell'Azione Cattolica in Italia, soprattutto nel difficile periodo del secondo dopoguerra.

Prima dell'azione, solo amore e preghiera

 

Carlo Carretto (Alessandria 2 aprile 1910 – Spello 4 ottobre 1988) è una delle figure italiane che ha fatto la storia dell’Azione Cattolica in Italia, soprattutto nel difficile periodo del secondo dopoguerra. Terzo di sei figli (di cui 4 religiosi), Carlo nasce in una famiglia di contadini delle Langhe e subito si dedica ai suoi studi, tant’è che all’età di diciotto anni diviene maestro elementare e in seguito direttore didattico.

Nel 1933, su invito di Luigi Gedda, inizia a militare nell’Azione Cattolica. Fonda nel 1945 l’Associazione nazionale dei maestri cattolici, un anno dopo è presidente nazionale del GIAC (Gioventù Italiana dell’Azione Cattolica) e nel 1948 in occasione dell’80° anniversario dell’Ac, organizza a Roma una grande manifestazione di Giovani: la famosa adunanza dei “Baschi verdi”. Durante gli anni di militanza in Azione Cattolica e di lavoro nella scuola, non furono poche le difficoltà soprattutto a causa del suo disaccordo con la mentalità e la politica fasciste; finchè nel 1952, quando una parte del mondo politico cattolico decise di allearsi con la Destra, Carlo fu costretto a dimettersi dall’incarico di presidente del GIAC. È qui che Carlo lascia l’AC e si dedica alla Congregazione religiosa dei piccoli fratelli di Gesù fondata da Charles de Foucauld.

Il 1954 è l’anno di una scelta decisiva: quella di recarsi nel Sahara e di condurre per dieci anni una vita eremitica, fatta di preghiera, silenzio e lavoro. Di questa esperienza e di tanto altro Carlo parla nei suoi numerosi libri, in cui spesso ricorda che “C’è una cosa più grand dell’azione: la preghiera; c’è una forza più efficace della parola: l’amore”. Per Carlo più dell’esperienza nel deserto, più dell’azione nelle città, era importante il porsi continuamente in uno stato di “comunicazione vitale, appassionata e continua con Dio”.

Nel 1965 infine fonda, a Spello (Umbria) un centro di preghiera e contemplazione eremitica di cui per oltre vent’anni fu animatore e nel quale muore nel 1988.

“La chiamata di Dio è una cosa misteriosa perchè avviene nel buio della fede. In più ha una voce così tenue e discreta, che impegna tutto il silenzio interiore per captarla. Eppure nulla è così decisivo e sconvolgente per l’uomo, nulla è più sicuro e più forte”. (Carlo Carretto)

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